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  • il 23 ottobre 2009, Beppe Grillo a Bolzano chiude la campagna referendaria

    20 Ottobre 2009

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    Postato in: bolzano, quorum, referendum

    di Paolo Michelotto

    riporto gli ultimi messaggi dell’amico Stephan Lausch: Coordinatore dell’Iniziative per più democrazia di Bolzano. Vi appoggio con tutto il cuore!

    Il comico genovese che già nel 2007 aveva sostenuto la campagna di raccolta firme per i referendum ospitando l’appello di Stephan Lausch durante il suo spettacolo RESET, torna a Bolzano dopo due anni per parlare dei referendum del 25 ottobre e in particolare di democrazia diretta.

    Grillo interverrà durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria che si terrà presso una piazza della città. Probabilmente piazza Matteotti per cui è stata chiesta l’autorizzazione al Comune, ma gli organizzatori, l’associazione Iniziativa per più democrazia e il Meetup di Bolzano, sono in attesa di conferma.

    La popolazione e i media verranno informati tempestivamente riguardo la definitiva ambientazione della manifestazione.

    E’ possibile visionare un breve video di Grillo, con un invito alla manifestazione, sul sito
    www.referendumdemocraziadiretta.it

    Beppe Grillo a Bolzano in piazza Matteotti dalle ore 18 in poi.

    La serata si aprirà con le percussioni del gruppo Officina delle ArtiColate, a seguire l’intervento di Beppe Grillo. La serata si concluderà con la musica di Ago’ & friends.
    In piazza saranno presenti tavoli informativi sulle proposte referendarie, in particolare sulla proposta di legge per una migliore democrazia diretta e sulla legge che propone di interdire il finanziamento pubblico delle infrastrutture aeroportuali e il sovvenzionamento di compagnie aeree.

    Inoltre, giovedì, 22 ottobre 2009
    alle ore 10 nella sala riunioni 2 del Consiglio provinciale

    Professori costituzionalisti e un ex-senatore confermano la conformità costituzionale
    del referendum propositivo sulla democrazia diretta

    Prof. Stelio Mangiameli e prof. Robert Louvin presentano il loro parere legale relativo alla conformità costituzionale del nostro disegno di legge referendario sulla democrazia diretta confermando il giudizio espresso da parte della Commissione per i procedimenti referendari che nel febbraio 2007 ha dichiarato questo disegno di legge ammissibile al referendum propositivo anche sotto il profilo costituzionale (vedi sotto). L’ex-senatore Marco Boato interverrà sul significato politico e la portata giuridica delle norme sui diritti referendari contenuti nello Statuto di Autonomia.

  • Commenti recenti

    • paolo michelotto ha scritto

      1

      l’ultimo messaggio di Stephan:
      un comunicato sulle esperienze nella campagna
      referendaria che si sta concludendo

      Il vertice dell’SVP e la Giunta provinciale
      non vogliono la partecipazione politica dei cittadini

      Il vertice SVP è ostile alla partecipazione deliberativa della popolazione senza ammetterlo apertamente. Julia Unterberger già nel 2005 nel momento dell’approvazione della legge sulla democrazia diretta oggi vigente si è espressa senza peli sulla lingua: “Invece di fare una legge di questo tipo la SVP avrebbe potuto essere onesta dicendo che non vuole la partecipazione dei cittadini.” Infatti, la legge prov. n.11 del 18 novembre 2005, anziché promuoverlo è tesa a scoraggiare l’utilizzo dei diritti referendari. Questa legge, oltre ad una serie di lacune, contiene un inghippo che dappertutto minaccia di ammazzare l’effettiva partecipazione politica della popolazione: il quorum. A livello nazionale da 12 anni i referendum naufragano a causa delle campagne di boicottaggio provocate dal quorum. Lo stesso Durnwalder nel 2005 si infuriò quando il gruppo consiliare SVP acconsentí a ridurre il quorum dal 50% al 40%. Ma l’effetto perverso del quorum comunque è rimasto, ed ora è sotto gli occhi di tutti. Cioè, la SVP non affronta seriamente i quesiti provenienti dalla popolazione, posti a votazione, per consentire un dibattito aperto, democratico, teso a favorire la partecipazione. No, si cerca di confondere l’elettorato, si silurano proposte e volutamente non si informa o si informa in modo distorto. Ma andiamo punto per punto:

      - La SVP insinua che non vale la pena partecipare giacché tutti i quesiti sarebbero in contrasto con la Costituzione. La conformità costituzionale può essere accertata solo dalla Consulta costituzionale. Tutto il resto sono opinioni, purché giuridicamente fondati, con cui si cerca di influire sull’elettorato per invitarlo alla non-partecipazione. La commissione dei giudici, incaricata a valutare l’ammissibilità delle proposte di iniziativa popolare, ha confermato che la proposta per “la legge migliore sulla democrazia diretta” non fa parte delle materie escluse da ogni referendum dalla Costituzione e dallo Statuto di Autonomia.

      - D’altro canto è chiaro: se la popolazione avrà potuto esprimersi approvando a maggioranza in votazione referendaria libera una nuova legge per darci regole migliori per la partecipazione politica e succcessivamente venisse sentenziato che tale facoltà spetta solo alla rappresentanza politica, il Consiglio provinciale sarebbe obbligato di conformarsi alla volontà popolare espressa nel referendum. Quindi un altro motivo per la SVP per prevenire che il referendum vada in porto facendo di tutto per evitare che il quorum venga raggiunto.

      - Le poche volte che la SVP è intervenuta sul merito della nostra proposta, finora lo ha fatto con informazioni sbagliate. Afferma, per es., che 20 promotori potrebbero bloccare una delibera della Giunta provinciale per mesi. Secondo la nostra proposta di legge una delibera di interesse provinciale deve essere sospesa se 20 promotori entro 7 giorni dall’atto di delibera presentano la richiesta di referendum confermativo. Di seguito hanno 6 settimane di tempo per raccogliere almeno 7.500 firme per acquisire il diritto allo svolgimento di un referendum. In casi urgenti la delibera provinciale entra in vigore immediatamente, e solo dopo può essere posta a votazione di referendum confermativo.

      - Si afferma, inoltre, che in assenza di quorum o con un quorum basso minoranze potrebbero imporsi. In altri paesi che da tanti anni e decenni applicano queste forme di democrazia diretta non si riportano casi del genere. È vero il contrario: in presenza di un quorum basta una minoranza di elettori che, invece di votare NO, restano a casa per boicottare tutto. Di tal modo il loro non-voto si unisce a quelle persone non votanti per tanti altri motivi privati. Siccome in media alle votazioni referendarie partecipano circa 40% bastano altri 10% di “boicottatori intenzionali” per far fallire tutti i referendum.

      - Si afferma inoltre che il Consiglio provinciale sarà esautorato con una democrazia diretta funzionante. È vero invece che con la legge migliore sulla democrazia diretta il Consiglio provinciale è più coinvolto nella procedura referendaria. Oggi, il Consiglio può solo approvare o respingere un disegno di legge proveniente dalla popolazione. Secondo la nostra proposta, invece, il Consiglio provinciale potrà formulare e portare in votazione una proposta alternativa. Ciò significa dialogo, incontro, confronto fra amministratori e cittadini e in fin dei conti un rafforzamento del Consiglio provinciale.

      - Il sito internet ufficiale della Provincia, richiesto dalla commissione dei giudici, è stato attivato solo pochi giorni fa, cioè 9 giorni prima del giorno del referendum.

      - Trattandosi di un obbligo di legge vigente la Provincia ha voluto informare mediante la sua rivista “La Provincia di Bolzano”. Ma come? Sotto il titolo dei quesiti o disegni di legge di iniziativa popolare posti a votazione non si riassume in sintesi questo, ma la legge vigente. Chi desidera informarsi sulla legge proposta dai cittadini, può rileggere nient’altro che il testo completo del disegno di legge in caratteri minuscoli. La rivista, infine, non viene inviata a tutti le 190.000 famiglie, ma solo a 53.000 famiglie. Altre 50.000 copie restano stipati nei palazzi comunali.

      - Trattamenti di incentivo, riservati ai partiti in occasione delle elezioni, sono rimasti preclusi ai promotori dei referendum imminenti: per es. la riduzione dell’IVA sul materiale divulgativo, le tariffe agevolate per l’invio postale. Sono stati allestiti solo circa metà dei pannelli per manifesti di regola disponibili.

      Il vertice del SVP ha annunciato di non partecipare alla votazione. Questo potrebbe essere considerato un diritto ineccepibile del cittadino. Ma in presenza di un alto quorum di partecipazione ogni dichiarazione di tal tipo non è altro che incorraggiare i cittadini alla non-partecipazione. Se alti rappresentanti istituzionali escono con dichiarazioni del genere il messaggio per tanti elettori è chiaro. Ma questo meccanismo funziona solo grazie al quorum di partecipazione, che nel caso di elezioni non esiste. L’invito alla non-partecipazione cozza con i principi della democrazia (art. 118, comma 4 della Costituizione). Se i cittadini della nostra provincia partecipano in numero sufficiente a questo referendum e approvano la legge migliore sulla democrazia diretta, dimostreranno maturità democratica, a differenza del vertice SVP.

      Stephan Lausch
      primo firmatario della proposta
      per una legge migliore sulla democrazia diretta

      10/20/09 9:08 PM | Comment Link

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