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  • 031 Democrazia Diretta cap 3 Federalismo, sussidiarietà e capitale sociale – 3-4: L’Unione Europea

    25 Agosto 2009

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    Postato in: Democrazia Diretta Verhulst

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    di Paolo Michelotto

    traduzione di Edoardo

    3-4: L’Unione Europea

    L’Unione Europea si è estesa in tutte le direzioni nei recenti decenni. Ha avocato a sé maggiori poteri ad ogni modifica di trattato e quasi tutti i governi in Europa hanno deciso in favore dell’adesione, che i cittadini fossero d’accordo o meno. Nella maggior parte dei casi la decisione su queste adesioni è stata fatta senza referendum.

    Oggi, il 50% circa della legislazione nazionale ha origine a Bruxelles. Questa legislazione di Bruxelles ammonta in totale a circa 100.000 pagine. Il budget dell’Unione Europea oltre i 100 miliardi di euro all’anno è più grande di quello di molti stati membri dell’UE. “Le istituzioni europee esercitano attualmente giorno per giorno un maggior potere rispetto a quanto ne esercitino ognuno degli stati membri al proprio interno”, questa è l’opinione del giudice costituzionale tedesco Udo di Fabrio. Al tempo stesso l’UE è così poco democratica che il Commissario Europeo Gunther Verheugen, responsabile dell’espansione della UE, una volta disse: “Se la UE stessa dovesse presentare domanda per entrare tra i membri, dovremmo rispondere “democraticamente insufficiente”.” (Oldag e Tillack, 2003, pagine dalla 17 alla 19; vedi anche Booker e North, 2005).

    Ad un osservatore superficiale l’UE sembra aver risolto molti problemi moderni. In accordo con i suoi sostenitori, dopo le due guerre mondiali si può dare all’UE il merito di aver prevenuto una nuova guerra in Europa. Ma così si ignora completamente come cominciarono la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Furono causate dalle élite che si comportarono in modo antidemocratico, svilupparono i loro piani in segreto e generalmente iniziarono la guerra contro il volere della maggioranza, come mostrano indagini su quei tempi. Ciò che l’UE ha fatto è porre un’élite ancora più potente sopra queste vecchie potenti élite e adesso deve cercare di mantenere sotto controllo.

    L’esempio della Svizzera dimostra un approccio completamente diverso: da quando iniziò come federazione a metà del XIX secolo, incorporando elementi di democrazia diretta fin dall’inizio, la Svizzera è stata virtualmente l’unico Stato in Europa che non è mai stato in guerra (solo la Svezia ha avuto una pace più lunga). La ragione è semplice: la gente comune raramente vuole una guerra. Le democrazie hanno metodi migliori della violenza per risolvere i conflitti. Messa in un altro modo: se gli Stati si democratizzano internamente diventano molto più pacifici. C’è già da lungo tempo tra gli accademici un consenso sul fatto che le democrazie (termine con cui si intendono gli Stati in cui ci sono libere elezioni e la salvaguardia dei diritti umani) non fanno la guerra tra loro. D’altra parte tuttavia gli accademici hanno frequentemente osservato che le democrazie sono bellicose verso altri Stati come lo sono gli Stati autoritari. Rummel (1995) tuttavia dimostra che quest’ultima osservazione è basata su statistiche di conflitti che non fanno distinzione tra un conflitto relativamente piccolo in cui ci sono stati un migliaio di morti e una guerra in cui morirono a milioni. Se si esamina il numero di morti, comunque, c’è un legame molto chiaro: più uno stato è democratico meno morti causa in un conflitto.

    In breve: se vuoi la pace, puoi sforzarti di tenere sotto controllo dei poteri potenzialmente dannosi ponendo su di loro un potere ancora più forte (come desidera l’ideologia dell’UE), ma la pace permanente si ottiene molto meglio smantellando questi poteri dall’interno. Pertanto sarebbe una cosa logica quella di introdurre la democrazia diretta negli stati attuali, invece di creare dei super-Stati transnazionali nei quali devono essere assorbiti gli Stati nazionali. Non c’è nessuna garanzia che questi super-Stati non si tramuteranno in poteri regionali che possono trovare una ragione per attaccarsi a vicenda. Se è perseguita tale logica, c’è bisogno allora di uno stato ancora più grande che deve cercare di tenere i super-Stati regionali lontani dai reciproci appetiti. Dovremmo quindi finire con un unico Stato mondiale autoritario – una prospettiva per nulla attraente.

    Il famigerato “deficit democratico” nell’Unione Europea esiste perché i governi nazionali (senza l’autorizzazione dei propri cittadini) hanno ceduto alle istituzione UE il potere di fare le leggi, che ora prevalgono sulle loro leggi e costituzioni nazionali. I parlamenti nazionali non hanno nessun controllo su ciò. I capi dei governi nazionali e i ministri hanno il controllo (attraverso la partecipazione nel Consiglio Europeo) su alcune legislazioni chiave dell’UE, ma visto che si incontrano sempre a porte chiuse, i parlamenti nazionali non sanno mai come i propri capi di governo e ministri abbiano votato a Bruxelles. Se i ministri dicono di avere fatto esattamente ciò che i loro parlamenti nazionali hanno chiesto loro, i parlamenti non hanno nessun modo per controbattere. Il Parlamento Europeo non può colmare questo distacco, perché difficilmente ha qualche potere. Non ha diritto di decidere sugli argomenti più importanti e non può neanche rigettare i membri individuali della Commissione Europea (il quasi-governo dell’UE). L’ex Presidente della Commissione Europea Jacques Delors una volta chiamò l’UE un “tiranno gentile”. (Oldag e Tillack, 2003, p.35). Infatti ciò determina una doppia crisi democratica: quando le persone non sono più soddisfatte di un sistema rappresentativo (vedi 1-1), anche il peso molto limitato che i cittadini hanno attraverso questo sistema rappresentativo viene ancora una volta per molti aspetti indebolito.

    La cosiddetta Costituzione Europea, che venne preparata a Bruxelles ma venne rifiutata a maggio e giugno 2005 dai votanti dei referendum in Francia e in Olanda, avrebbe fatto poco per risolvere questi problemi. Il Parlamento Europeo avrebbe avuto maggiore potere decisionale ma non avrebbe avuto ancora diritto di iniziativa e non sarebbe stato in grado di dimissionare i singoli Commissari. La Costituzione Europea fornisce sicuramente più apertura al Consiglio dei Ministri dell’UE, ma questa apertura è ancora limitata e, ancor più importante, non si applicherebbe ai capi di governo nel Consiglio Europeo. È proprio lì che si prendono le decisioni più importanti, come: trattati europei (che contengono gli accordi più importanti), il budget dell’UE e lo schieramento delle forze europee al di fuori della UE.

    Un altro problema chiave nell’UE è il suo centralismo, che è anche ancor più rafforzato dalla bozza della Costituzione Europea. Le leggi della UE sono sempre pienamente valide in tutti gli stati membri o non sono valide da nessuna parte. Ciò nella pratica crea molta confusione e discussione, in quanto ogni stato membro della UE è diverso e ogni governo ha bisogni diversi. Spesso nessuno è contento del compromesso, perché tutti gli stati membri (attualmente 27) vogliono essere soddisfatti. Una semplice soluzione – di cui, tra le altre cose, Frey ha parlato (1999) – sarebbe che gli Stati membri europei stipulassero sempre un accordo preventivo con gli altri stati membri su ogni argomento per il quale introdurranno una legislazione comune, a causa della quale vengono create le “giurisdizioni in sovrapposizione”. In ogni caso, gli altri Stati possono poi sempre decidere a quale giurisdizione vogliono unirsi. Inoltre Frey suggerisce che i cittadini possano decidere in modo democratico diretto all’interno di queste giurisdizioni, che è ciò che già avviene in Svizzera, come descritto sopra. Questa proposta di Frey contiene esattamente la miscela tra il federalismo e la democrazia diretta che, come abbiamo visto in questo capitolo, si rivelerà cruciale per una autentica convivenza pacifica e produttiva nel XXI secolo.

    Questa è la pubblicazione a puntate della traduzione in Italiano del libro Democrazia Diretta di Verhulst Nijeboer. Puoi aiutare Edoardo e Emilio Piccoli che stanno effettuando gratuitamente la traduzione in Italiano effettuando le eventuali correzioni e inviandole a piccoliemilio@gmail.com

    La versione in inglese che stanno traducendo si trova qui:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2008/11/04/democrazia-diretta-un-testo-fondamentale/

  • Commenti recenti

    • Daniel Kmiecik ha scritto

      1

      Come si fa che non sia mai commento?
      D.K.

      09/7/09 9:03 AM | Comment Link

    • admin ha scritto

      2

      Ciao Daniel,
      non so, forse i lettori aspettano di veder pubblicato tutto il libro prima di esprimersi.
      Paolo M.

      09/7/09 10:55 PM | Comment Link

    • Daniel Kmiecik ha scritto

      3

      Che cosa succede, carissimi amici italiani? Avete bloccato il lavoro di correzione della mia versione italiana? É veramente così cattiva?
      Per favore, ditemmi come possiamo avanzare?
      Grazie a voi.
      D.K.

      11/23/09 10:07 AM | Comment Link

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