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  • 007 Democrazia Diretta 1 – inserto 1.2 L’élite politica vuole la democrazia diretta ?

    10 Giugno 2009

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    Postato in: Democrazia Diretta Verhulst

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    di Paolo Michelotto

    traduzione di Emilio Piccoli

    1-2 : L’élite politica vuole la democrazia diretta ?

    No. Da sondaggi di opinione tenuti tra i politici, in genere appare chiaro che la maggioranza di loro sono avversari della democrazia diretta.
    In Danimarca, ai membri del parlamento nazionale è stato chiesto il loro parere in merito all’affermazione: “Ci dovrebbero essere più referendum in Danimarca”. La grande maggioranza dei membri del parlamento era contraria a questo. Per tre partiti -Socialdemocratici, Liberali di sinistra e Democratici di centro- furono perfino il 100% contro ; inoltre il 96% dei membri della Destra liberale e il 58% dei conservatori erano contro. Solo una (larga) maggioranza dei Socialisti e del Partito popolare danese furono a favore (giornale Jyllands Posten, 30 dicembre 1998).
    Nel 1993, lo scienziato di scienze politiche Tops condusse un un sondaggio d’opinione nei Paesi Bassi tra i membri di consigli comunali. Meno di un quarto erano a favore dell’introduzione del referendum obbligatorio (NG Magazine, 31 dicembre 1993). Un altro sondaggio, condotto dall’Università di Leiden trovò che il 36% di tutti i consiglieri comunali si pronunciarono a favore del l’introduzione del referendum opzionale e il 52% era contro. Consiglieri del VVD (Liberali di destra) e del CDA (Democarici cristiani) erano contro addirittura con una media del 70%. Solo i Verdi di sinistra ed il D66 (Liberali di sinistra) presentavano una maggioranza dei consiglieri a favore del referendum opzionale (Binnenlands, Bestruur periodico del governo locale, 18 febbraio 1994).
    In Belgio, l’Instituut voor Plaatselijke Socialistische Actie (Istituto per l’azione socialista locale) condusse un sondaggio d’opinione tra i politici socialdemocratici locali sul referendum comunale.
    Solo il 16,7% erano sostenitori incondizionati del referendum obbligatorio. (giornale De Morgen, 31 gennaio 1998).
    Ricerche di Kaina (2002) fornivano un’interessante intuizione sulle dinamiche del sostegno delle élite. Lei esaminò lo zelo di varie élites tedesche a introdurre la democrazia diretta. Le suddivise, tra le altre, in élite politiche, élite sindacali ed élite imprenditoriali.
    Sul totale delle élite, il 50% espresse un grado « elevato » ovvero « molto elevato » di sostegno alla democrazia diretta (tra il pubblico in genere, ciò è considerevolmente superiore, all’84%). Ci sono però grandi differenze fra le varie élite. Nell’élite sindacale, l’86% espresse o un grado «elevato» o «molto elevato» di sostegno, mentre nell’élite imprenditoriale questo grado fu solo del 36%. Tra l’élite politica vediamo una rappresentazione di estremi. Nei post-comunisti PDS e i Verdi, il sostegno «elevato- molto levato » non era meno del 100%; nei socialdemocratici SPD esso era il 95% e nei Liberali della FDP il 78%, ma nella CDU/CSU solamente il 34%. (Infatti una maggioranza del Parlamento tedesco aveva già approvato un emendamento alla costituzione introducendo un sistema abbastanza buono di democrazia diretta ; purtroppo, essendo richiesta una maggioranza dei due terzi, sono stati in particolare i politici del CDU/CSU che lo hanno bloccato).

    Se andiamo a vedere gli elettori, però, tutti i partiti, senza eccezione, hanno una larga maggioranza per sostenere la democrazia diretta. Per concludere : i politici della CDU non rappresentano più il popolo su questo punto, e nemmeno i propri elettori, ma pare che si sottomettano alla volontà dell’élite del business.

    Questa è la pubblicazione a puntate della traduzione in Italiano del libro Democrazia Diretta di Verhulst Nijeboer. Puoi aiutare il Emilio, scaricandoti il capitolo intero tradotto qui direct-democracy-verhulst-1, effettuando le eventuali correzioni con un colore diverso e inviandolo a piccoliemilio@gmail.com

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