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  • Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico

    2 Giugno 2009

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    Postato in: democrazia svizzera

    universita-zurigo

    universita-zurigo

    di Paolo Michelotto

    riporto qui un interessante articolo che mi ha inviato Paolo Fabbri (che ha vissuto e insegnato 20 anni in quel paese) sulle caratteristiche della scuola Svizzera. Interessanti le conseguenze della democrazia diretta e del forte federalismo.

    Svizzera: caratteristiche del sistema scolastico

    di PaoloFabbri

    Nella Confederazione elvetica l’istruzione pubblica è caratterizzata da un deciso decentramento amministrativo e finanziario. A livello centrale vengono definiti i principi generali, mentre le linee guida sono stabilite dalle Conferenza dei Direttori scolastici cantonali. Ognuno dei 26 cantoni ha la piena autonomia nella gestione del sistema scolastico. Così succede, ad esempio, che, mentre l’obbligo scolastico è di 9 anni per tutta la Confederazione, ci sono cantoni dove si va a scuola a 7 anni, altri a 5, alcuni in cui la scuola elementare dura 5 anni, altri in cui dura 6 anni. In alcuni cantoni è previsto l’obbligo di frequenza della scuola materna (+2 anni). Anche per quanto riguarda le ferie, mentre è generale il principio di distribuire le vacanze durante tutto l’anno (praticamente in ogni stagione dell’anno c’è un periodo di vacanze), ogni cantone predispone un suo proprio calendario scolastico.
    Soprattutto per eliminare i disagi di chi cambia cantone, il 21 maggio 2006 si è svolto un referendum, in base al quale gli Svizzeri si sono pronunciati a favore della progressiva armonizzazione dei sistemi scolastici cantonali.

    I singoli Comuni gestiscono il funzionamento delle scuole dell’obbligo, mentre le scuole secondarie sono amministrate direttamente dai Cantoni. Nel settore postobbligatorio (ginnasi, formazione professionale e scuole universitarie) le competenze del sistema educativo pubblico sono invece ripartite tra Confederazione e Cantoni.
    La scuola è completamente gratuita, ciò vuol dire che libri, quaderni e materiale vario sono messi a disposizione dall’ente locale di riferimento. Tutte le spese scolastiche, compresi gli stipendi dei docenti, dipendono da Comuni e Cantoni; sono perciò sotto il controllo dei cittadini che, attraverso le consultazioni popolari, decidono di volta in volta gli interventi da effettuare per i miglioramenti strutturali proposti. C’è da dire, a questo proposito, che la quasi totalità delle imposte dirette va ai Cantoni e ai Comuni.
    Dato che oltre il 95% della popolazione scolastica frequenta il sistema di istruzione pubblica, si può ben dire che la scuola svolge un importante ruolo di integrazione fra alunni che provengono da background sociali, culturali, linguistici molto diversi, in un paese dove gli stranieri sono il 22% degli abitanti!
    La scuola secondaria di 1° grado (corrispondente alla nostra scuola media) si articola in 3 indirizzi: orientamento verso la maturità, orientamento generalista e orientamento professionale con curricoli di studio differenziati. La scelta dell’indirizzo degli studi è determinata dal Consiglio di classe dell’ultimo anno della scuola elementare, sulla base della media dei voti, in particolare in matematica e nella lingua locale (tedesco/francese/italiano).
    In Svizzera esistono ancora le scuole differenziali e le classi riservate agli alunni con difficoltà di apprendimento. È tuttavia in atto, soprattutto nei cantoni maggiori e, in modo particolare nel canton Basilea, un processo di integrazione nelle classi normali di alunni con disabilità, attuato con il sostegno di docenti specializzati.
    La scuola sec. di 2°grado si suddivide in formazione ginnasiale o liceale (suddivisa in indirizzi) e in formazione professionale. I ginnasi sono in media frequentati dal 25-30% della popolazione scolastica e rilasciano il diploma di maturità federale che permette l’accesso all’Università. La formazione professionale è perlopiù organizzata secondo il sistema duale: addestramento/tirocinio in azienda (3/4 giorni alla settimana) e studio a scuola (1/2 giorni alla settimana). I possessori di diplomi di formazione professionale, che sono riconosciuti a livello federale, non hanno un prestigio inferiore rispetto a chi ha frequentato i licei.
    Inoltre la formazione professionale di base può essere completata con il diploma di maturità professionale. Si tratta di una formazione generale più ampia, di durata annuale, che consente di accedere direttamente alle scuole universitarie professionali. C’è comunque una certa permeabilità fra i percorsi, che permette di passare da un tipo di formazione ad un altro.
    L’istruzione di 3° livello, o postscolastica, si articola in tre settori: università, politecnici federali e scuole universitarie professionali, tutti ben noti per l’alta qualità degli insegnamenti, per la funzionalità delle strutture e per l’efficienza organizzativa.
    Infine, molta importanza viene data all’istruzione di 4°livello, cioè quella della formazione continua.
    L’organizzazione della settimana scolastica prevede generalmente orari spezzati ed è articolata su 9 mezze giornate (5 mattinate e 4 pomeriggi) che lasciano, in genere, liberi il mercoledì pomeriggio ed il sabato. Gli edifici sono attrezzati dal punto di vista architettonico e tecnologico in modo che sussistano le migliori condizioni di apprendimento.
    In ogni scuola vigono severe regole che riguardano l’ordine, la pulizia e il comportamento. La pulizia delle aule è affidata alle stesse classi, che sono tenute a lasciare gli spazi utilizzati così come li hanno trovati al mattino. Non esistono bidelli, ma in ogni plesso c’è un custode che svolge la funzione di “padrone di casa”. Gli alunni sono molto responsabilizzati sia per quanto riguarda il rispetto degli ambienti e delle attrezzature, sia per quel che concerne la vita di relazione interna alla scuola. Inoltre partecipano, con loro organi, alla gestione scolastica.
    Dal punto di vista metodologico-didattico prevale un approccio pragmatico: si dà la priorità al “fare”, per cui la teoria è sempre seguita dalla pratica. C’è poi da dire che, nella scuola secondaria, oltre all’insegnamento delle discipline di base, si svolgono molte attività opzionali, come informatica, musica, latino, attività manuali, nuoto, sport vari.
    Dal punto di vista organizzativo, le mansioni amministrative all’interno dei plessi scolastici sono ridotte al minimo, essendo affidate agli appositi uffici comunali o cantonali. Negli ultimi tempi, però, con lo sviluppo dell’autonomia scolastica, specialmente a livello secondario, molte funzioni sono state trasferite ai singoli istituti. Ciò ha, in parte, comportato la rinuncia alla parità dei ruoli e la separazione fra funzione dirigente e funzione insegnante. Precedentemente il preside era solo il “primus inter pares” ed era eletto a rotazione, secondo la magica formula del governo federale (dove la funzione di premier ruota annualmente). Ora c’è la tendenza alla creazione di dirigenze manageriali, talora di provenienza extrascolastica.
    Gli insegnanti hanno ampia facoltà di gestire le lezioni, forti della preparazione di base precedentemente acquisita sia a livello dei contenuti sia a livello dei metodi. Molta importanza viene data al lavoro d’equipe fra docenti.
    La formazione dei docenti avviene nelle università e nelle scuole di specializzazione e comprende prolungate esperienze di tirocinio. La Svizzera ha una grande tradizione pedagogica che discende dagli studi di Rousseau e di Piaget. Fra i pedagogisti affermatisi più recentemente sono da citare Karl Frey, famoso per le teorie del curricolo e per l’analisi delle diverse metodologie d’insegnamento/apprendimento (”un insegnante che si serve solo della lezione frontale non è un buon docente”), Rolf Dubs, che ha, tra l’altro, sviluppato i criteri per definire una scuola di qualità, Elmar Osswald, che ha prodotto studi sull’attività cooperativa fra docenti e sullo sviluppo della scuola collegato all’autovalutazione d’istituto.

  • Commenti recenti

    • MARIO ha scritto

      1

      Bella e precisa descrizione del sistema scolastico in Svizzera che è alla vigilia di una armonizzazione (”HARMOS”) senza però intaccare la sovranità scolastica di ogni singolo cantone. Non si può parlare dunque di scuole svizzere ma, semmai, di scuola IN Svizzera. Cito in ogni caso le modeste competenze federali: la Confederazione svizzera …
      - è proprietaria dei due politecnici (di Zurigo e di Losanna)
      - stabilisce l’ obbligo scolastico fino a 15 anni
      - stabilisce l’ inizio dell’ anno scolastico in autunno
      - rilascia gli attestati di capacità professionale (corsi ed esami sono pero’ gestiti dai cantoni)
      - riconosce le scuole che portano alla maturità (esami e attestati finali però dei cantoni)
      - indice, per il tramite dei cantoni, sessioni di esami di maturità per studenti di scuole private

      Come si vede è veramente poco ma è tipico di uno stato federale (in Europa, con la Svizzera, solo Germania e Austria)

      Una correzione: gratuite sono solo le scuole dell’ obbligo, oltre i 15 anni si paga tutto!!!

      06/14/09 7:06 AM | Comment Link

    • Usufruire gratis dei libri di testo? | Scuola Mondo Net ha scritto

      2

      [...] Dunque, per tornare alle regioni cosiddette generose: grazie per la vostra proposta, ma noi vogliamo una scuola gratuita. E quando si dice gratuita, allora ciò significa che non comporta nessuna spesa e manco una contropartita. In altre parole, proprio come succede in Svizzera, ove la scuola è completamente gratuita, come ci fa sapere Paolo Michelotto: [...]

      07/25/09 3:10 PM | Comment Link

    • Vera Cognazzo ha scritto

      3

      invece di un commento desidero un chiarimento: l’ora di lezione quanto dura? ho letto che è ridotta a 45 minuti effettivi e non sessanta,

      09/24/09 8:56 AM | Comment Link

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