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  • 003 Democrazia Diretta 1 – Democrazia in evoluzione

    27 Maggio 2009

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    Postato in: Democrazia Diretta Verhulst, democrazia diretta

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    Traduzione Emilio Piccoli

    Capitolo 1

    Democrazia in evoluzione

    La democrazia non è mai completa. La crescita della democrazia deve essere vista come un processo organico. La democrazia non può arrestare sviluppo e approfondimento, proprio come una persona non può smettere di respirare. Un sistema democratico che rimane statico e immutato degenererà e diventerà antidemocratico. È solo un tale processo di sclerosi che causa l’attuale malessere della società. Siamo di fronte al fatto che la democrazia nelle nostre società è in condizioni disastrose.

    La nostra attuale democrazia, puramente rappresentativa, è in realtà la risposta alle aspirazioni di più di un secolo fa. Questo sistema era adatto in quell’epoca, perché la maggior parte della gente poteva riconoscere il loro punto di vista politico e i loro ideali riflessi in un piccolo numero di chiare credenze umane e sociali, che erano incarnate e rappresentate, per esempio, da gruppi cristiani, socialisti o liberali. Quest’epoca è passata da molto tempo. Le idee e le opinioni delle persone si sono sempre più individualizzate.

    La forma democratica appropriata in questo contesto è un sistema parlamentare integrato con l’ iniziativa referendaria obbligatoria dei cittadini (democrazia diretta), perché solo un tale sistema prevede un collegamento diretto tra i singoli individui e gli organi legislativi ed esecutivi. Quanto maggiore è la propensione dei cittadini verso le opinioni individuali, e la perdita da parte dei partiti politici del loro monopolio come punti di mobilitazione ideologica, tanto più elevata sarà la domanda di strumenti decisionali democratici-diretti.

    Infatti, la maggioranza della gente nei paesi occidentali vuole che venga introdotto il referendum [v. 1-1]. Questo fatto da solo dovrebbe essere decisivo anche per la sua reale implementazione.
    Letteralmente democrazia significa: ‘governo del popolo’ (Oxford English Dictionary).
    Il primo passo verso un autentico governo dei cittadini comporta necessariamente che la persone siano in grado di determinare autonomamente come questo governo popolare sia progettato e messo in pratica.

    Tuttavia, vediamo che la maggior parte dei politici parlano contro il referendum [v. 1-2]. È sorprendente che quanto più elevato è il livello di potere effettivo di cui dispongono, tanto più vigorosamente molti politici avversano il referendum [v. 1-3]. In tal modo, essi adottano effettivamente gli stessi argomenti che erano già stati utilizzati un tempo per opporsi al diritto di voto dei lavoratori e delle donne. Si può anche dimostrare che questi argomenti sono di valore molto scarso. Nel capitolo 6, esamineremo attentamente le principali contro-argomentazioni.

    Di fatto, tuttavia, uno sguardo alla democrazia diretta nella pratica è sufficiente per constatare come le obiezioni siano infondate. In Svizzera, in particolare, esiste da oltre un secolo un esempio molto interessante – anche se non perfetto – di democrazia diretta (v. capitolo 5). Gli Svizzeri possono lanciare iniziative legislative popolari a tutti i livelli amministrativi. In alcuni casi, è chiaro che i cittadini sono direttamente opposti alle preferenze della élite politica ed economica. Nei referendum sugli emendamenti costituzionali e sul trasferimento di sovranità ad organizzazioni internazionali, che sono obbligatori in Svizzera, gli elettori respingono un quarto delle proposte del Parlamento; quando un gruppo di cittadini raccoglie firme per indire un referendum su leggi ordinarie, la metà delle proposte legislative vengono respinte. Ma il popolo non ha approfittato dei suoi diritti democratici per trasformare la Svizzera in uno Stato disumano o autoritario! Non c’è la pena di morte in Svizzera e i diritti umani non sono in pericolo nel paese. Inoltre i cittadini svizzeri non hanno alcuna intenzione di rinunciare al proprio superiore sistema democratico. (L’antipatia del popolo svizzero nei confronti dell’Unione europea è anche associata al carattere antidemocratico dell’Unione). La democrazia diretta però non deve essere idealizzata. Essa non fornisce soluzioni in sé. La democrazia diretta, tuttavia, mette a disposizione il meccanismo essenziale per trovare soluzioni vantaggiose, utilizzabili per i problemi d’oggigiorno. L’introduzione della democrazia diretta non dovrebbe avvenire in base a un sentimento di improvvisa euforia, ma in uno spirito di ‘attiva e consapevole disponibilità all’aspettativa’.

    Inoltre, non si deve sottovalutare l’impatto tonificante che immediatamente deriverà da una scelta radicale per il ripristino e l’intensificazione della democrazia. Inoltre, la decisione per più democrazia è sempre una decisione per il diritto degli altri di avere una voce. Si tratta di una dichiarazione di fede nelle forze morali e in quelle capacità che sono latenti nei concittadini. Nelle nostre società, che sono avvelenate dalla reciproca diffidenza, non vi è quasi nient’altro di immaginabile che possa avere un effetto tanto salutare. L’impegno per più democrazia diretta è, per definizione, un impegno per gli altri, per la loro libertà di espressione, per la loro intrinseca dignità. Coloro che sono interessati solo a raggiungere i propri obiettivi non hanno nulla da guadagnare da una democrazia. Farebbero meglio a mettere tutte le loro energie nel proclamare e propagandare il loro proprio punto di vista personale. I veri democratici sono interessati ai punti di vista individuali degli altri, perché sanno che le persone hanno bisogno l’uno dell’altro per perfezionare e affinare le proprie idee e intuizioni, per migliorarle ed elaborarle. Questo processo sociale di formazione e definizione delle opinioni costituisce il vero cuore della vita democratica. Le persone più vicine vengono messe a contatto le une con le altre in una sorta di federalismo, il più facile ed efficace per condividere l’emergere di percezioni (il collegamento tra il federalismo e la democrazia diretta è trattato più in dettaglio nel capitolo 3). Democrazia diretta e federalismo si rinforzano l’un l’altro. Insieme formano una « democrazia forte » (Barber, 1884) o «democrazia integrata ».

    Questa è la pubblicazione a puntate della traduzione in Italiano del libro Democrazia Diretta di Verhulst Nijeboer. Puoi aiutare il Emilio, scaricandoti il primo capitolo con versione inglese a fronte e traduzione in italiano di direct-democracy-verhulst-1, effettuando le eventuali correzioni con un colore diverso e inviandolo a piccoliemilio@gmail.com

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