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  • I rappresentanti che non ci rappresentano più: l’esempio dei referendum non abbinati alle europee

    4 Marzo 2009

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    Postato in: quorum, referendum

    partito-casta

    partito-casta

    di Paolo Michelotto

    i rappresentanti italiani eletti non rappresentano più i cittadini. Questa affermazione è bollata dalla classe politica come “populista”, “qualunquista”, “demagogica” eppure in questi giorni abbiamo una prova chiara. A tre livelli di potere, quello nazionale, quello provinciale e quello comunale, esponenti di partiti diversi sono accumunati da un solo atteggiamento, quello di boicottare lo strumento referendario.

    Il governo nazionale italiano ha così paura del referendum, da decidere di far spendere alla collettività 400 milioni di euro di costi aggiuntivi pur di tentare di farlo invalidare, non abbinandolo contro ogni logica alle elezioni europee. Berlusconi rappresenta il partito PDL e Lega + aggiunte minori.

    Nella provincia di Bolzano, il governatore Durnwalder sta facendo la stessa cosa, decidendo di non abbinare il referendum per il miglioramento degli strumenti di democrazia (per cui i cittadini hanno raccolto 26.000 firme nel 2007) assieme alle europee. Unica spiegazione è il suo tentativo di far fallire il referendum non facendogli raggiungere il quorum previsto oggi in quella provincia, del 40%. Durnwalder è il capo indiscusso della SVP partito territoriale di centro destra.

    Nel comune di Rovereto (TN) il sindaco Valduga espressione di una lista di centro appoggiata da socialisti, si oppone all’abbinamento dei 4 referendum che chiedono maggior democrazia nella città (per cui i cittadini hanno raccolto quasi 800 firme ciascuno nel 2008) alle elezioni europee con lo scopo dichiarato di boicottare il referendum e tentare di impedire che raggiunga il quorum oggi previsto del 50%.

    Questi tre politici, Berlusconi, Durnwalder e Valduga, non hanno nulla in comune, una storia diversissima, nessun punto di contatto, ma una sola caratteristica li avvicina: quello di aver così paura dei referendum e delle decisioni dirette dei cittadini da cercare di boicottarli con tutti gli strumenti a loro disposizione. I loro veri interessi evidentemente sono simili, il loro atteggiamento verso la democrazia è analogo, la paura che i cittadini possano esprimere direttamente la loro volontà è uguale. Sono i primi fermenti di un nuovo partito, oggi in embrione, il Partito per la Difesa dei Privilegi della Casta?

    A seguire alcuni articoli sulle loro posizioni indifendibili.

    Gian Antonio Stella sul Corriere

    Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettorali
    Referendum fuori dall’election day Vittoria leghista, costo 400 milioni
    Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile

    Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell’8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell’election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.

    Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore «una porcata». Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l’andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull’uno e l’altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti. Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile. Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l’ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno.

    Erano anni che da più parti si invocava l’election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito. Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee».

    Alleluja. Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il «porcellum», la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito «una porcata». E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l’uno o per l’altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra. Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro.

    Va da sé che Mario Segni, già scottato l’anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l’infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: «L’election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un’ottima cosa, ma l’election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli». Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i «sì» ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: «Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni? Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale». Quindi, patti chiari amicizia lunga: «Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo».

    L’obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di «confondere» gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d’America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all’assimilazione dell’aborto all’omicidio (Colorado), dall’abrogazione del diritto all’interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all’uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito.

    Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all’opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all’aprile del 2001, otto anni fa, quando l’allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega. «Una vendetta meschina », sibilò Ignazio La Russa. «Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza», tuonò il futuro ministro dell’Interno, «se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni». Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette («quanto fin qui impegnato per la social card») più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall’Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo.

    Gian Antonio Stella
    25 febbraio 2009

    appello dell’Iniziativa Più Democrazia di Bolzano

    Stephan Lausch di Bolzano

    CHI BEN COMINCIA È A METÁ DELL’OPERA!

    Fissare una “buona” data è già una mezza vittoria

    Cari amici della democrazia diretta!

    In queste ultime settimane sui mass media si è parlato spesso della data dei prossimi referendum, che voi tutti sostenete, e delle modifiche legislative necessarie per abbinare i referendum alle elezioni europee. Ma pochi sanno cosa stia realmente succendendo. Per questo facciamo una breve sintesi degli ultimi accadimenti.

    A metà gennaio abbiamo incontrato il presidente del Consiglio Provinciale, Dieter Steger, il quale aveva promesso di portare all’ordine del giorno della riunione dei capigruppo la questione della data referendaria. Promessa che sino ad ora non è stata mantenuta.
    Durnwalder va affermando che l’abbinamento non è realizzabile perché la legge imporrebbe la data dal 6 luglio in poi, ma le sue affermazioni si basano solo su un banale promemoria dell’ufficio di Affari istituzionali, non su un parere giuridico come quello espresso dall’Ufficio legale del Con­siglio provinciale, il quale afferma che dal 26 aprile in poi ogni data è possibile.
    Il capogruppo dell’SVP, Elmar Pichler Rolle, sollecitato ad esprimersi sulla questione, non ha dato nessuna risposta.
    La maggioranza in Consiglio provinciale, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte nostra, non ha fatto nulla sino ad ora per rendere realizzabile l’abbinamento.

    Può essere utile ricordare inoltre che, in luglio 2007, Durnwalder ha rinviato con un decreto la data per i referendum proposti dall’Union für Südtirol, motivando la decisione con la necessità di “sotto­porre al cittadino le proposte referendarie contestualmente in un’unica tornata di votazione” anche per “il contenimento dei costi, l’economicità, la razionalizzazione dell’azione pubblica e, non da ultimo, il minor aggravio del cittadino per la chiamata alle urne”.

    Tutte motivazioni che adesso non sono più valide, a quanto pare, visto che si rischia di spendere sino a 6 milioni di euro in più e tornare alle urne per ben 4 volte!

    E’ evidente che da più parti si cerca di boicottare i referendum già nella definizione della data, che è un elemento fondamentale per una buona partecipazione dei cittadini. Se venisse fissata una data “scomoda” per noi, oltre a far annullare il referendum i nostri avversari riuscirebbero anche nell’intento di scoraggiare e demotivare quei cittadini che per la prima volta si avvicinano ad una reale partecipazione democratica.

    Allora il nostro e il vostro impegno non deve concentrarsi solo sull’andare alle urne, ma deve parti­re già adesso, urlando la nostra volontà per quelle orecchie ormai sorde alla voce dei cittadini!

    Martedì 3 marzo si svolgerà l’ultima seduta di consiglio utile per apportare le necessarie modifiche alla legge elettorale. Dopo questa data non ci saranno più i tempi tecnici per poter realizzare l’abbinamento, e chi vuole boicottare il referendum avrà ottenuto una parte del suo scopo.

    Per questo ci incontriamo martedì 3 marzo alle 9.30, presso l’atrio di ingresso della sala Consiliare provinciale di via Crispi, mezz’ora prima dell’inizio della seduta consiliare – con manifesti, striscioni e quanto può essere utile a farci ascoltare da consiglieri e mass media, a cui consegneremo – come ultimo appello – una lettera aperta con le nostre richieste.

    Questo è il momento dell’impegno! La nostra vittoria incomincia qui!
    Vi aspettiamo!

    Un caro saluto

    Stephan Lausch

  • Commenti recenti

    • Giulio Mancabelli ha scritto

      1

      Reflection Day- SEMIALTERNO il sistema che non c’è!
      Si dovrebbe semplicemente capire che alcuno della casta partitocratica mai vorrà cambiare sistema ed orientarsi verso modelli ad intrinseco “buon senso” quelli a miglioramento ricorsivo continua della qualità implementare totale alla Deming, Kai-zen, ecc. sarebbero pretendere troppo ed altrettanto troppo profittevole risulterebbe per il nostro BelPaese progredire in tal senso! Ma, la casta sa come ben guardarsi e mai potrà permettersi d’occludersi una siffatta fonte di costante “reddito” quale sicura opportunità speculativa autoreferenziale rappresentata dal mantenere sempre transitivo il modello elettorale per risultare sempre intransitiva essa stessa come casta! E’ qui il nodo da sciogliere dove s’installa il vero fulcro del gioco da correggere anche per il prossimo futuro, giacché come diceva taluno sono nelle pieghe dei dettagli che si nasconde “belzebù”!
      Pertanto, non si capisce perché si debba continuare a restare come cittadini sempre giocati da un siffatto gioco dell’oca che la casta ci propina per mantenersi inalterato il suo monopolio annullando ogni diversa opzione concorrenziale sul nascere, continuando a frapporre ostacoli e barriere al normale fluire delle cose, quando or giunti nel terzo millennio, nell’era degli accessi, della connettività permanente e sempre più totalizzante… l’”antitrust” dovrebbe risultare la dimensione strutturale affinché tutto possa meglio conformarsi e sintonizzarsi a quanto la sempre più liquida nuova realtà reclama (Bauman) e pretende, facendo sì che il sistema risulti strutturalmente efficienti ed efficaci per allinearsi alla sua primaria intrinseca “ragione – pulsione” prerogative riconosciute ormai ad’ogni essere vivente democratico!
      Ad ulteriore conferma di un siffatto perverso procedere lo dimostra la scarsa volontà di indire un ”election day” per il prossimo 6-7 giugno dove poter accorpare il referendum abrogativo della legge-porcata con le Europee e le amministrative, in un momento recessivo come quello che viviamo con una crisi che sta già intaccando il tessuto sociale “qualsiasi buon padre di famiglia” sceglierebbe risparmiare, invece si soprassiede a tutto questo per farci spendere come minimo 400 milioni di euro in più quando per la cosiddetta“social card” si sono stanziati soli 460 milioni e, questo non la dice tutta? No comment!
      Quando, un sistema completo dovrebbero ergersi in modo autonomo ed asintote sapersi evolvere senza la necessità d’intermediazione data dal partito/politico di turno che intervenga come mero speculatore autoreferenziale per formalmente cambiarlo giacché lo rimette cinicamente alla solita inefficienza.
      Poiché, in ultima analisi all’elettorato poco importa del ritrovarsi con una compagine governativa frutto di una coalizione di partiti od effetto di un partito di correnti purché si governi e si decida ma, il mantenere la baraonda in corso con tutto l’ambaradam di contorno in permanente artefatta effervescenza oltre che al mantenere la precarietà costante serve meramente alla casta per semplicemente farsi aumentare la posta per poi con la scusante dell’urgenza far ricadere il gioco sempre allo stesso medesimo condizioni e modi ovvero quello del gioco dell’oca!
      Sostanzialmente nell’italica realtà, siamo alle solite anacronistiche regressioni e restiamo vittime delle stesse strategie politiche di casta che ci propina i soliti obsoleti modelli “dal Mattarellum al Porcellum” modelli che hanno lastricato la nostra recente storia caratterizzata da quelle solite soste: “pit stop” fatte da inconcludenti bicamerali e/o snobbati referendum (talora organizzati dalla stessa casta per ritemprarsi giacché talvolta se li indice e se li sottoscrive) per poi ripristinare il solito collusivo gioco dell’oca. Gioco del quale purtroppo restiamo come cittadini sempre più ingabbiati e soggiogati!
      Succubi di un tale artefatto procedere che c’inchioda a quei soliti totem elettorali del mantenere il gioco al più alto tasso speculativo possibile a favore sempre della casta in modo da ricreare la sua massima possibile speculativa autoreferenzialità e così conseguentemente massimizzarne i soliti derivati di un ricreato monopolio oligopolio che si perpetua nello spazio tempo problema che resta in altrettanto modo invariato per la questione del controllo di media e delle televisioni quando “l’antitrust è la base della democrazia”. Perché così continuando rimarremmo prigionieri della solita “legge statica sociale” (N. Luhmann) di un monolitico rigido teleologismo ancorato al bipartitismo bloccato e blindato con rappresentati autonominati dalla stessa casta che così intende rendersi sempre più perpetua ed irremovibile, intransitiva ed auto replicante!
      Quando nel mondo molte e diverse risultano essere le democrazie se ne evince l’“intrinseco indicativo” della loro perfettibilità! E, nella realtà, tutto risulta essere dinamico e sempre più sollecitato che necessita acquisire un sistema più completo quanto il SEMIALTERNO permetterebbe dato dal fatto che la storia conta non implica che soltanto la storia debba contare Giacché bisogna considerare l’imperfezione delle conoscenze e distinguere il paragone statico e dinamico delle diverse soluzioni opponibili. Pertanto, si rende indifferibile per non soccombere prodigarsi ad aggiornarsi a che il sistema elettorale non risulti sempre intransitivo rispetto alle rappresentanze politiche che dovrebbero di per sé risultare transitive e non viceversa e permettersi di giungere perfino a propinare le solite liste bloccate per autonominarsi e perpetuarsi nello spazio tempo!
      Essendo assodato che nella complessità del mondo contemporaneo, la vita democratica da vita a una varietà di azioni ed istituzioni formali ed informali al di là del solo “suffragio universale” in conseguenza della sua vasta complessa articolazione di cui si costituisce con rapporti che si intrecciano su piani e sfere diverse: strutture dello stato, della società civile e della società politica (Farneti).
      Serve sin dagli ingressi un sistema a meccanismi elettorali completi per innestare quel imprescindibile virtuoso processo capace di imbibire virtuosamente tutta la galassia di: politics, policy and polity nel suo complesso d’interazione ed interoperazione verticalmente quanto orizzontalmente, facendo in modo che tutto s’avviluppi efficacemente ed efficientemente in un ricorsivo implicito self standing, self inforcing and implementing quality, per contestualmente mantenere più equilibrato il rapporto pubblico – privato! Per così potersi meglio declinarsi dando origine ad una vasta gamma di virtuosi assetti “risolutivi”!
      Proprio perché le buone politiche sono le politiche legittime, ossia capaci di catalizzare il consenso delle parti, dove, la selezione delle buone politiche non può essere affidata soltanto all’analisi, ma deve emergere dalle procedure democratiche, che danno modo alle preferenze delle persone e dei gruppi di prendere forma e comporsi per virtuosamente creare l’amalgama cooperativo alla ricerca delle opportune soluzioni. Pertanto la competizione aperta e pluralista per il consenso politico resta il presupposto necessario per indotta concorrenza alla selezione delle buone policy rendendo il contesto mantenuto a competizione aperta a tutto tondo a 360° per 366 gg l’anno! Quanto con il SEMIALTERNO propugna!
      Servono nuovi paradigmi che migliorino gli approcci per poter superare la schizofrenia del pensiero unico che talora rifiuta lo Stato e tal’altra lo invoca tant’è che oggigiorno arriviamo all’assurdo del ritrovarci con governi di destra che lo invocano nazionalizzando banche e quant’altro! Pertanto il tempo reclama anche sistemi elettorali con meccanismi completi che vengano costituzionalmente assorbiti ovvero, “constitutionally embedded!” Giacché grazie alla presenza di migliori supporti connettivi quanto le nuove tecnologie informatiche permetterebbero meglio si potrebbe interagire e far interoperare tutto verticalmente quanto orizzontalmente il sistema nella sua interezza per proattivamente attivare un processo di miglioramento a tutto tondo in modo implementare ricorsivo permanente con una positiva ricaduto per tutta la sua multidimensionale galassia!
      Allora, per non continuare a rimanere in balia degli eventi e/o sommersi o sempre reduci perché orfani di un completo sistema si continua a rimanere esposti a continui speculativi autoreferenziali “pit-stop” quindi, imprescindibile risulta acquisire nuovi sistemi quale presupposto e prerequisito per rendersi come BelPaese efficiente nel complesso sia verso l’interno che verso l’esterno e risultare globalmente competitivi!
      Proprio perché in coerenza a quanto per altro verso evidenzia anche Chomsky affermando che non esistono tecnologie democratiche oppressive, ma solo tecnologie – purché risultino il più possibile strutturate a meccanismi neutri – avalutativi, asintoti! Questa rimane la vera sfida capace di ristrutturare la democrazia: “the actually real understatement”per autonomamente strutturarsi a maggiore fisiologica vocazione implementare aperta, quanto ormai tutto pretende espandersi e declinarsi in modo aperto e concorrenziale quale elemento “sine qua non” per meglio saper affrontare le prossimità che la nuova società esprime nel pretendere d’acquisire nuovi paradigmi ”gestori multi task”! Servono sistemi che implementino virtuosa concorrenza quale minimale prerequisito propedeutico a riavviare anche nel nostro tempo un nuovo rinascimento. Lo splendore di quel periodo era dato oltre che dalle multidisciplinarietà… anche dall’effettiva vera concorrenza impressa dalla competizione che le varie città stato italiane si facevano anche nei confronti del mondo d’allora e, non certamente dalla formale concorrenza che si fanno i nostri attuali partiti politici capaci soltanto con inciucciati bipartisan propositi d’autonominarsi in parlamento con liste bloccate blindate!
      Pertanto, rispetto a quanto in corso serve acquisire un sistema sin dagli ingressi completo iniziando da quello elettorale con meccanismi equilibrati: “check & balance” completi poiché è da più di un decennio che si sta giocando in questo modo menando il can per l’aia senza concludere mai niente giacché or ora, e sempre più prossimamente si rischierà se non si cambierà sostanzialmente si continuerà ad aggiungere acqua ad un contenitore bucato!
      Allora, bisogna aver il coraggio di protendere di approdare a soluzioni organiche sistemiche che imprimano un trend concorrenziale costante capace di mantenere i controlli “check and balance” su tutti i fronti, i piani ed i livelli iniziando dall’opercolo della sua “fonte dinamica” preposto a confermare e/o determinarne il ricambio delle rappresentanze politiche – governative quelle appunto che si riconosce e s’incardinano nei meccanismi elettorali preposti a permettere di lasciar fisiologicamente sgorgare quella tonificante chiarezza e trasparenza più coerente a quanto attesta la suprema legge che la nostra Costituzione “incarna”.
      Allora, serve un minimo di presa di coscienza per rendersi conto che non si può continuare a giocare ad un gioco dell’oca dove i cittadini risultino sempre giocati in quanto è sempre Pantalone a doverne pagare le spese! Autolesionista non può che risultare un siffatto procedere!
      Serve un salto di qualità per riscattarsi, diversamente, la casta, continuerà imperterrita a ripristinare sempre il suo solito ricorsivo gioco dell’oca in vario o diverso modo alla “bipartisan” od alla “polipartisan” facendo in modo gattopardescamente di dar parvenza di cambiare per esigenza d’“auditel” e/o per altri “formalismi” continuare a rimettere in gioco i soliti modelli dell’anatra zoppa sempre limitati e limitanti sostituendo un modello elettorale centrifugo (filo proporzionale) con quello centripeto (filo od a prevalenza maggioritaria) e viceversa! Quando complete e nuove meglio articolate soluzioni sono di facile portate quanto con il sistema SEMIALTERNO si propugna! La vera “Par conditio ad attiva virtuosa concorrenza aperta”
      Il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia),
      Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base “regionalista”)
      Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- (il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma inverso, in quanto il proporzionale quando la legislatura si conclude sempre nei suoi fisiologici tempi ovvero nei suoi 5 anni come attualmente accade, questa modalità consultiva a base proporzionale potrebbe prolungarsi all’infinito!)
      Pertanto, sarà completando il meccanismo e strutturandolo per complementarietà entro questi due piani nei quali potrà per pragmatica osmosi massimizzare il proprio potenziale facilitando il sistema paese a meglio assolvere la funzione governativa cui dovrebbe essere propedeutico. Il sistema SEMIALTERNO si avviluppa su due livelli e contempla mandate (elezioni) di base al “Proporzionale puro” con un’eventuale sua “naturale” complementare mandata correttiva al Maggioritario (o con premio di maggioranza) giacché “contraria sunt complementa”. Articolato in funzione d’agevolare o meglio ripristinare governabilità “accountability & responsiveness”, ecc per meglio contrasterà l’insorgere d’ogni genere di: Micro autoreferenzialità date da partitini speculativi tendenti a rendersi talora, ago della bilancia, quanto Macro autoreferenzialità partiti o coalizioni blindanti lo spazio tempo in potenziali auto-perpetuativi monopoli (rischio insito nei proporzionali) o blindati bipoli (tipico del bipartitismo auto-bloccante “inciucciante” dei maggioritari). Quanto per contrastare micro e macro collusive aderenze e/o ingerenze “finanza creativa incentrata sull’algoritmo virtuale”!
      Pertanto, data la complessità in continuo divenire non possiamo che modificare la gerarchia delle nostre preoccupazioni e sintonizzarci su nuovi paradigmi gestori di una siffatta iperbolica accelerata multiformità, complessità diversamente intrinseco maggiore il rischio rimarrà di collassare al quale resteremmo sempre più esposti. Essendo costante l’’integrazione economica generata dall’obbligatorietà delle correnti, dei processi di esternalizzazioni di carattere commerciali, extraterritorialità finanziarie, ecc che rendono le inferenze sempre più globali erodendo la sovranità nazionale queste determinano effetti locali per il continuo sviluppo a reciproca interazione e compenetrazione culturale, commerciale, economica, finanziaria quanto quella delle stesse strategie politiche. Pertanto la politica di un governo sarà sempre più influenzata da quella dei suoi vicini e viceversa. Tutto questo determina una indissolubilmente interdipendente data la maggiore extraterritorialità dell’agire. Ma, purtroppo, il diritto continua a rimanere relegato ad un monismo statuale dove, la regolazione e la vigilanza vengano relegate al solo nazionale pur ritrovandoci con una finanza che agisce sempre più a livello sovranazionale! Ciò non potrà che richiamare adeguamenti G alla “n”!
      Serve semplicemente implementare buon senso ed approdare a sistemi più elastico flessibili articolati a dinamiche cittadino centriche, sistemo centriche aperte alla concorrenza: giacché anche per l’attuale crisi non è il mercato che è venuto meno ma, la violazione delle sue regole! Ed il tanto esaltato ed acclamato modello USA ha dimostrato di aver fatto una pietosa cilecca tradendo tutte le sue supposte costitutive vantate prerogative dell’essere equilibrato e magnificato nei suoi check & balcance assiomi ed archetipi quando quelli della finanza creativo hanno palesemente dimostrato l’esistenza di un reciproco bipartisan inciuccio ritrovandosi ridotti a quel semplice bipolio di: elefanti- e somari che ha palesemente fallito! Giacché i due esclusivi gruppi politici rappresentativi duo “polisti” repubblicani e democratici hanno subdolamente reciprocamente coltivato e collusivamente collaborato a occultare l’intrecciato con la finanza che pacatamente confezionava tossiche “subprime” creatività in palese “ripartisan” intesa! Bipartisan intesa dimostratasi semplicemente dal fatto che nelle elezioni precedenti sono giunti addirittura a soprasedere a ricontrollare l’effettiva vincita dello scrutinio elettorale: vedonsi Bush – Al Gore (in Florida?).
      Contraddizioni presenti ovunque, riconosciute sul versante finanze, perfino dai suoi guru giacché lo stesso Mr “Paulson” dichiarò purtroppo, solo successivamente “quando l’asino morì dal ridere” ovvero quando la bolla finanziaria scoppiò, che in ultima analisi che anche le “agenzie di rating” erano perfettamente autoreferenziali costituite da controllati che risultavano essere allo stesso tempo controllori! Questo a perfetta dimostrazione di quanto fosse sistemica a check & balance quella tanto acclamata realtà: american way of life! Se non una vera e propria “anarchia organizzata” in cui si muovevano in modo autoreferenziale flussi distinti di problemi, soluzioni, partecipanti ed eventi decisionali. La riprova e data da quanto stia sempre più arrivando al pettine attraverso ben 162 pagine d’indagine delle “balle bolle finanziarie” di Mr Maddock che sottendeva una vera e propria catena di S. Antonio ovvero, Garbage can!
      Pertanto, prossimamente non possiamo permetterci di cadere dalla pentola alla brace quando per ripristinare efficienza ed efficacia servono regole chiare e trasparenti a condivisioni sempre più ovunque estese per il quanto mercato che si vorrà espandere. Ragion per cui indispensabili risulta implementare i G7 con- G20 e così via dicendo! Perché non possiamo permetterci di continuare a giocare a nascondino e/o restare vittime della solita buro-isometria deterministica ancorata alla “path dependance”. Giacché il “Condizionamento di percorso” è determinato dai grandi apparati partitocratici che frenano ogni processo di cambiamento e di sviluppo innovativo specialmente oggigiorno quando l’innovazione sarebbe di facile portata grazie alle nuove tecnologie informatiche. Continuando così dimostrerebbe voler ignorare l’implicita esigenza sistemica caratterizzata dall’asintote necessita di una continua fisiologica rinegoziazione istituzionali per migliorare le sue performance e sintonizzarsi ed incarreggiarsi su una virtuosa dinamica a miglioramento ricorsivo ed implementare quanto il sistema SEMIALTERNO propugna!
      Pertanto, indifferibili risulta introdurre cambiamenti con nuove regole più efficienti per non sopperire! Specialmente, dopo la sregolatezza della finanza creativa… tutti i governi sarebbero obbligati a darsi un sistema finanziario con regole (che vengano fatte rispettare ovunque senza allegri indulti) ma, con norme che risultino trasparenti ad efficacia mondiale e, chiare quanto lo è il giocare a briscola scoperta… per minimamente ritrovarci su dinamiche finalizzate ai principi di economicità e dell’efficienza! Aspetto che non può che comprendere la lotta ai paradisi fiscali da affrontare con urgenza quanto lo doveva essere prima che scappassero i buoi dalla stalla!
      Allora, per minimamente tutelarci sin d’ora oltre che uscire da una siffatta crisi recessiva, a testa alta, bisogna aver il coraggio di effettivamente cambiare sistema per non ritrovarci prossimamente prigionieri della stessa obsolescenza dalla quale si vorrebbe riscattarsi senza rischiare di ricadere nel solito famigerato di casta gioco dell’oca!
      Pertanto, serve un vero benchmarketing compartivo sui modelli elettorali data l’estesa e numerosa letteratura al riguardo iniziando da A. Lijphart, per superare l’attuale obsolescenza sistemica che regna ormai ad ogni latitudine livello effetto di meccanismi elettorali antiquati, logori e superati del compassato iniziando da quello USA del quale modello se ne blandiva l’efficienza quale riferimento assoluto che s’è dimostrato strutturalmente fallace! Essendosi palesemente dimostrato essere stato un vero Gruviera, sotto ogni profilo!
      Pertanto bisogna e prodigarsi ad evolvere verso sistemi diversi più completi pertinenti ai nostri giorni, ai nostri cangianti tempi . Servono nuovi paradigmi nuove modalità indispensabili per incarreggiarci verso un sistema di qualità incrementale volto all’implementazione della stessa…per rimuovere e contrastare l’insorgere d’ogni monopolio od oligopolio che si configuri come monopartitismo od a bipartitismo bloccato e bloccante ogni diritto di libertà di scelta iniziando da quella elettiva ecc.! Serve indifferibilmente un sistema strutturalmente più competitivo, dinamico-flessibile e aperto in senso partecipativo quale minimale approccio capace di aprire a sempre maggiori opzioni dell’“E, E, E” per avere un risultato finale profittevole anche economicamente e, non essere costretti alle solite manichee cattività ingabbianti on soli ”elefanti od asini!” come taluno tuttora aspira! Dove, con la scusante dell’impellenza e dell’urgenza semplificatrice alla “bipartisan” tenta od intende confezionarci il solito gioco dell’oca per nuovamente ed esporci a sempre nuovi Tsumani finanziari con i soliti contorni di bancopoli, tangentopoli, lodopoli, e quant’altro, ecc: perché il denaro dovrebbe essere considerato una cosa troppo importante per lasciarla al monopolio dei soli banchieri e/o finanzieri!
      Pertanto, non possiamo permetterci che tutto venga afflitto dalla miope cinica inerzia degli apparati partitocratici… per ritornare a rimetterci alla selezione naturale per farci ripercorrere come farsa la storia magari a ritroso!? Quando perentoriamente necessitano nuovi paradigmi “multy task“ per meglio rispondere con tempestività e consequenzialità alle prossimità che la nuova realtà fattasi sempre più liquida esprime, farcita di vecchie e sempre nuove sfide, istanze, problematiche, ma anche di opportunità, ecc.
      Ne sortisce che per meglio superare i secolari conflitti ci hanno incagliato sull’ideologico serve focalizzarsi sulle prassi, sui “processi”quanto con il sistema SEMIALTERNO si propugna per concorrenzialmente agevolare quel processo che effettivamente permetta ricambi e/o conferme politico governative in modo più pertinente ai bisogni della generalità dei cittadini
      Giacché oggigiorno, il cittadino è sempre più al tempo stesso lavoratore, consumatore, utente. Pertanto nuovi paradigmi si rendono indispensabili per affrontare le sfide e le opportunità che il futuro offre attraverso un nuovo approccio indifferibilmente per contestualmente ridurre le filiere d’ogni genere e fatta che si interpongono e separano elettore dall’eletto e viceversa quanto per analogia quello di produttore a consumatore “prosumer” e così via come inizialmente s’intendeva dall’“osservatore-osservato” di H. Maturana! Quindi, sarà solo attraverso nuove articolazioni che si potranno diminuire sempre più i “gaps” d’intermediazione che si frappongono fra base e vertice e viceversa pertanto l’innovazione attraverso sistemi “multi task” più elastici, flessibili dovrebbe diventare il fulcro dell’agire del prossimo futuro permettendone tendenzialmente, ad ogni “cittadino” di diventare “governante”! E, prossimamente vedere l’individuo sia come attore sociale che come agente razionale ponendo così il cittadino, sia pure “astrattamente” nelle condizioni di poterlo diventare e perché no, facendo il più possibile coincidere “governanti e governati” facendo il più possibile coincidere e/o convivere le reciproche ragioni!
      Pertanto, insensato significa continuare a propinare modelli elettorali incompleti ovvero in modalità solo centripeta (filo maggioritari) o solo ad induzione centrifuga (filo proporzionali) oltretutto intermediate dai saliti pit stop rappresentati da quella consuete inconcludenti Bicamerali e snobbando Referendum
      Così continuando assurdo sarà voler pretendere risposte positive di ritorno ed ostinarsi ad impiantare e spiantare i medesimi meccanismi strutturalmente incompleti e parossisticamente pretendere qualsivoglia guida “d’indirizzo” normale oltreché sicura, con una macchina che per incompiutezza funzioni talvolta in modo solo centripeto e talaltra solo in quello centrifugo.
      Oltretutto quando per cambiarne direzione ci si debba ogniqualvolta fermare per smontare e rimontare l’inverso di quanto precedentemente montato ed ancor più assurdo risulta il doversi rivolgere per intercessione ai suddetti gestori croupier – politici/partiti/lobby di casta dove attraverso forzati e/o compiacenti “pit-stop” si continui con una siffatta inconcludenza a montare e smontare e/o rimontare parti di meccanismi per mantenere la macchina nel suo insieme incompleta! Quando un completo sistema per reputarsi tale dovrebbe essere self standing ed enucleare tutte le opzioni del dove potersi in modo asintote perfettamente orientarsi! Quanto con il SEMIALTERNO si propone!
      Giacché queste suddette contraddizioni, limitatezze vengono rilevate e riscontrate insite nei modelli elettorali che ritroviamo oggigiorno ad ogni latitudine e sempre più palesemente per lo stesso verso e criterio si riscontrano nei confronti anche degli attuali “nuovi” modelli misti anche da noi (Mattarellum e Porcellum inclusi) ovvero nei reputati proporzionali corretti M.M.P (Mixed Member Proportional) quanto nei maggioritari corretti M.M.M. (Mixed Member Majoritarian): essendo reciprocamente per complementarietà polari!
      Giacché per ottenere da essi una più fisiologica risposta sistemica dovrebbero entrambi enucleare dette complementari induzioni essendo palesemente riconosciuto essere modelli polari e per compiutezza reciprocamente richiamarsi ed idealmente restando nel modo più puro possibile distinte potrebbero per confluenza migliorane gli effetti determinando un sistema più virtuoso e completo giacché: “contraria sunt complementa” il cui rendering potrebbe sintetizzarsi nel sistema SEMIALTERNO! Quanto si va proponendo!
      Appunto, è ormai mondialmente riconosciuto perfino nell’applicazione dei modelli misti “classificabili” in base alla presenza o all’assenza di un collegamento (linkage) tra i due canali di rappresentanza: Proporzionale (centrifugo) o Maggioritaria (centripeto).
      La presenza di un collegamento fa sì del ritrovarci davanti a un sistema M.M.P, l’assenza di un collegamento fa si che il sistema si presenti come un M.M.M.
      Dove, il modello M.M.P di questi sistemi prevede un’attribuzione di seggi affidata al canale proporzionale con scorporo da questi dei seggi vinti all’uninominale, con evidenti vantaggi per i partiti minori; mentre il Majoritarian vede correre parallelamente i due canali di rappresentanza e vede i seggi attribuiti ai due canali sommarsi semplicemente perpetrando in questo modo la di sproporzionalità del sistema a favore dei partiti maggiori che hanno più possibilità ovviamente di vincere un collegio uninominale.
      Ovviamente, all’interno di questa preliminare distinzione possiamo attraverso l’inserimento di ulteriori variabili (separazione territoriale, dipendenza gerarchica e separazione del voto) arrivare ad una classificazione più completa che comprenda sistemi misti che si pongono a metà tra il sistema misto maggioritario e il sistema misto proporzionale. Giacché ad esempio la separazione del voto in un contesto determinato dalla presenza di un sistema coesistenza ( M.M.M) senza clausole di sbarramento per l’accesso al proporzionale e con una relativamente alta percentuale di seggi proporzionali da assegnare determina una correzione a favore dei partiti minori della di sproporzionalità del sistema.
      Al contrario un sistema a correzione (M.M.P) in cui sia alta la soglia di sbarramento per l’accesso al proporzionale sia esigua la grandezza delle circoscrizioni e non vi sia dipendenza gerarchica tra i due canali di rappresentanza combinata con il voto fuso può determinare l’annullamento dell’effetto correttivo insito nei sistemi MMP.
      Pertanto, così continuando mai si potrà correttamente calibrare l’orientamento alla stessa macchina di un Sistema Paese che continua a rimpiazzare in modo sconnesso e disgiunto un modello ad induzione centrifuga (manubrio orientato in tal senso) M.M.P. con un suo polare ad induzione centripeta – M.M.M. (manubrio che tiri al centro) e/o viceversa difficile sarà pretendere di risolvere su questo versante minimamente la questione del check & balance ancora dagli accessi dai meccanismi delle leggi elettorali.
      In ultima analisi, anche per gli accessi per i meccanismi delle leggi elettorali, non possiamo permetterci di ricadere nel medesimo gioco che permetta il riprodursi di perniciose autoreferenzialità senza minimamente cambiarne le modalità procedurali riconoscendo l’esistenza di induzioni polari che i soliti modelli elettorali anche misti sottendono per reciproca polarità. Pertanto senza nuovi sistemi compiuti come permetterebbe il SEMIALTERNO resteremmo esposti al riprodursi delle suddette solite facili perniciose autoreferenzialità.
      On the move glocaly:
      Attualmente si potrebbe azzardare che i massimi esponenti giocolieri creativi e speculatori a tutto tondo… lo sono stati gli americani con i loro derivati giacché a ben guardare le cause “prime” purtroppo risalgono a quella solita rischiosa ricreantesi autoreferenzialità tipica di un “isomorfismo” di casta che si caratterizza e catalizza sia per la dx che per la sx in quel solito spasmodico inciucio politico indotto dallo scarso mercato riprodotto in conseguenza dell’inosservanza delle più elementari regole sulle quali si basa lo stesso mercato per assenza di criteri minimali di concorrenza… e per il capitalismo “la quadrature dei conti”! Anche qui la politica c’ha ben sguazzato facendo lo struzzo specialmente in quei contesti elevati dai nostrani politici da tutti i fronti che hanno elevato gli USA al massimo modello di riferimento per qualità profusa in efficienza ideale per perpetuare un siffatto bipartitismo bloccato a soli asini ed elefanti (e questi ultimi pur di riabilitarsi dai loro cocenti recenti fallimenti si rimettono nelle braccia di un 14-enne tale Johnatan Khron)… che ha scatenato l’attuale travolgente tsunami finanziario!
      Ciononostante di fronte ad una tale catastrofe praticamente i nostrani partiti si di dx che di sx hanno trovato l’opportunità di convergere sulla questione di come doversxi ritagliare a proprio vantaggio (per avidità) la torta ovvero la legge elettorale per le europee introducendo la soglia al 4% con la “faziosa” giustificazione dell’esigenza della semplificazione del quadro politico quando in un siffatto modo sta giocando a totale scapito della stessa concorrenza! Quella che ci dovrebbe salvare quale elemento “sine qua non” da A. Smith in poi! Ovviamente con regole chiare e trasparenti!
      Giacché, non occorreva tanta finanza creativa per capire che con un’illimitata forzata iper produttività s’auto avvitava effetto spinto dalle possibilità che concedeva l’informazionale, la robotizzazione quanto la delocalizzazione “speculativa” i cui effetti purtroppo ce li ritroveremo ad effetto boomerang molto prossimamente di ritorno anche dai paesi dell’est per la forzate eccessiva esposizione bancaria che anche lì ha forzato il consumo!…
      Giacché se tutto questa iper produttività non viene compensato da una maggiore e/o equilibrata distribuzione degli utili elevando magari il welfare e/o non producendo al di sopra delle possibilità d’assorbimento della domanda, avendo ridotto in un siffatto procedere sempre più i consumatori-lavoratori, prima o dopo riducendo appunto gli addetti lavoratori-consumatori con una produzione spinta ed illimitata, l’impianto nel suo complesso sarebbe comunque crollato!?….
      Se a tutto questo per sopperire al problema della crescita della popolazione e dello sviluppo ci aggiungiamo all’”USA way” l’endemica propensione ad esportare svalutazione, e/o promuover finanziamenti di case al 100% sulla supposizione del comunque irreversibili loro costante apprezzamento effetto di una sfrenata accelerazione del consumismo al debito ovvero l’illusorio sviluppo con una ricchezza finta la bolla della balla delle case per tutti, senza averne praticamente i soldi sarebbe ulteriormente scoppiata! Ovviamente, l’economia così facendo non potendo più reggere non poteva che collassare avendo tradito i suoi primari compiti nello sprecare risorse, barando nella crescita del pil e distruggendo valore senza alcuna sostanziale distribuzione di ricchezza a chi era già in link.
      Giacché, non possiamo permetterci di ricevere indicazioni e rassicurazioni da “bipartisan” contraddizioni sia da sx che fino a ieri l’altro, voleva spartire un inesistente “tesoretto” quanto l’altro di dx, che fino a ieri si sentiva spinto da un’estiva Tremontana voleva alla “Robin Hood” far cassa attingendo da petrolieri e da banchieri (oltretutto avendo abolito indiscriminatamente l’I.C.I. – questione che darà prossimamente effetti disastrosi anche sulle finanze locali giacché già alcuni Comuni hanno di conseguenza ridotto taluni servizi vedi asili nido, ecc.) ed ora, arrivato l’inverno Tremonti cerca di recuperarsi, alla faccia del liberalismo e trasforma quegli stessi “Prodi-ghi” propositi in “Tremonti Bond” per al contrario sostenere e finanziare le banche dalle quali guarda casi vi ci si voleva attingere. Portando tutto questo al massimo parossismo spinto d’un socialismo applicato all’incontrario ad ulteriore indicazione che il sistema è in frollatura sia sul fronte strutturale dei meccanismi elettorali quanto su quello dei suoi sviluppi: economici, finanziari, ecc! Poiché non è il mercato che è venuto meno ma, la violazione delle sue regole particolarmente nei confronti dei suoi basilari elementi nella manipolazione della moneta e nell’aver inflazionato il credito criterio che si vorrebbe estendere anche ai modelli elettorali e per ridurne la concorrenza renderli a bipartitismo bloccato per forse inoltrarsi verso una democrazia a due soli cingoli!
      S’intende sempre più trasformare su tutti i fronti il vizio dell’avidità e renderlo forse peccato sociale questo è stato ciò che ha sostituito le regole del mercato dove si è creato un Far West di interessi che producevano nel breve termine rapidi arricchimenti ma, che ingenerava successive distruzioni di ricchezza, in un virtuale esponenziale accrescimento nel procedere a sempre nuove confezioni di bolle di finanza creativa a mo’ di catena di Sant Antonio che al loro scoppio non poteva che determinarne l’attuale deriva recessiva ingenerate praticamente una concreta decomposizione del tessuto sociale.
      E, su questo… la casta Usa in modo bipartisan c’ha impunemente giocato alla larga sfruttando il fatto dell’essere la divisa di riferimento mondiale forse un modo “ignobile” d’accommiatarsi giacché la multilateralità incombente determinerà la prossima dimensione obbligata della multiformità anche per le divise alle quali far riferimento… dedotto dalla sola incrementali numerazione dei prossimi previsti incontri mondiali dei G7ai G alla n, ecc. segno che la stessa realtà rendendosi sempre più liquida reclama paradigmi più globali ad efficacia glocale!?
      Pertanto, in un momento così cocente con una crisi anche di carattere ecologico che quotidianamente ci mostra tutta la limitatezza di un nostro “mondo finito” abbiamo bisogno di acquisire maggior senso della misura per poterci riappropriare del nostro futuro e per non lasciarci manipolare diversamente dai soliti speculatori di turno dobbiamo avere il coraggio di cambiare sistema giacché non ci si può più permettere di sperperare energie ed economie specialmente continuando con… le guerre!
      Anche per questo, si dovrebbe dar vita ad una carta globale che vada oltre a quello dei diritti umani post bellica del ’48, per pretenderne una nuova implementare e capace di far riconoscere i diritti minimali democratici ai quali ogni paese-nazione inclusi i “paradisi offshore” debbano conformarsi ed a tutti coloro che come paesi vi vorranno aderire o lo debbano fare se vorranno connettersi ai vari livelli dal commerciale al finanziario iniziando da quello democratico, ecc., Pertanto tutti dovrebbero adeguarsi a dei principi minimali ed alle prassi a quanto la democrazia attesta (includendo – imbeddando meccanismi elettorali completi: SEMIALTERNO), quale indispensabile criterio da cui dipartire per non ritrovarsi nuovamente a subire nuovi tsunami finanziari e quanto ne consegue. Pertanto serve un momento di riflessione ed operare dal locale per dare efficacia globale e diventare glocale facendo in modo di ritrovarsi pronti ed attrezzati per saper cogliere sia le sfide quanto le opportunità che il futuro ci offre e, cogliere la crisi per aguzzare l’ingegno per dar vita ad un nuovo sistema asintote per non ricadere nel compassato! Servono modernità per mettere in movimento il paese coniugare le ragioni del lavoro con le ragioni della salute, dell’avere un sistema per essere un cittadino democratico libero!
      Pertanto servono: un sistema elettorale completo tipo il SEMIALTERNO ed una ristrutturazione federalista giacché l’interazione tra un ampio numero di unità piccole produce risultati migliori che non la ponderazione tra unità di dimensioni più ampie.

      03/9/09 11:47 PM | Comment Link

    • Giulio Mancabelli ha scritto

      2

      Ogni referendum non dovrebbe richiedere alcuna soglia sia per questioni del rispetto della cittadinanza attiva, sia per la questione della concorrenza come tutela antitrust giacché anche la Russia se ne avvede e sta inizia a considerante l’esigenza di cambiamenti
      http://www.asca.it/news-REFERENDUM__LA_RUSSA__IL_QUORUM_DEL_50_PERCENTO__NON_HA_PIU__SENSO-813384-ORA-.html

      03/9/09 11:49 PM | Comment Link

    • Giulio MANCABELLI ha scritto

      3

      SEMIALTERNO the how to play democracy tomorrow!?
      Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie introducendo il meccanismo del “top two” così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron dato da una coalizione (Tory LibDem) ha recentemente inaugurato una nuova epocale stagione propedeutica ad acquisire in Gran Bretagna il Proporzionale ed abbandonare il Maggioritario all’uninominale, sostanzialmente sta effettuando in senso contrario (Bozza Vinante?!) il percorso che stiamo intraprendendo noi in Italia… Pertanto da tutti questi segni si dovrebbe evincere l’effettiva esistenza di un latente sottotraccia sistema elettorale che potremmo chiamare SEMIALTERNO!?
      Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano. Questo è quanto si dimostrano essere gli attuali modelli in dotazione ad ogni latitudine, rispondenti ancora a statuizioni formalmente corrette rilevato ancora da M. Weber quando il tempo reclama di cambiare il passo adottando sistemi più completi che risultino nella loro articolazione strutturalmente ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale inedito e più completo modello per sbloccare il nostro paese ed iniziare a renderlo strutturalmente competitivo sin dalle front line. Passaggio essenziale per poter meglio rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti realtà esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
      Essendo democrazie mercato facce della stessa medaglia!? Attualmente assistiamo all’esplosione delle bolle finanziarie che contemporaneamente stanno sempre più facendo esplodere le contraddizioni insite nei meccanismi elettorali a riprova della loro strutturale incompletezza pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
      Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per rendere le primarie aperte… col meccanismo elettorale detto Top Two, che vuole limitare la scheda elettorale delle elezioni di novembre a due soli candidati, scelti precedentemente con primarie cumulative aperte a tutti i partiti.
      Entrambi questi eventi il Britannico quanto il Californiana sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
      Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
      Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
      Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità – qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
      Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l’inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
      I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripetocentrifughe!
      Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
      Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
      1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
      2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
      3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
      4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
      5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
      6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
      7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
      Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
      Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
      Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
      Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale (salvo che in California) preclude ad ingenerare quei fisiologici incrementali, concorrenziali miglioramenti indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente attiva e capace di fisiologicamente autorigenerarsi ed autocorreggersi e non per strutturale deficienza ritrovarsi in continuazione vittima di quelle soliti viziose autoreferenziali speculazioni! Giacché il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto autoreferenziali deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello effetto di un protratto Maggioritario il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”. I Californiani sembrano averlo capito ancora il giorno martedì 8 giungo 2010 quanti anni dovranno invece ancora passare per rendere cosciente una siffatta “narcotizzata” italica realtà priva di qualsivoglia memoria storica!?
      Giacché anche le bolle finanziarie al di là di taluni commentatori di razza, non possono considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica. “Sovrani” effetti d’essere stati in presenti uno strutturale inficiato bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non fatto altro che favorire questi facili autoreferenziali cartelli (orizzontale e/o di ceto di casta) innestando facili (over counter) riproduzioni di bolle speculative. Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero, la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA (salvo l’avanguardia Californiana!?) a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale, ne deve comunque pagare i debiti!?
      Una viziosa modalità – riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
      Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portata acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
      Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta – “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
      Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!

      06/13/10 11:59 PM | Comment Link

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