3,387 views
  • Introduzione e Cap 1 Democrazia: potere del popolo

    3 Novembre 2008

    Tags:
    Postato in: democrazia diretta, sfoglia Libro

    libro-democrazia-dei-cittadini-foto-piccola

    Introduzione e Prima pagina del capitolo 1 del libro Democrazia dei Cittadini

    Introduzione e Cap 1 Democrazia: potere del popolo

    Tutta l’introduzione

    Introduzione

    Mentre raccoglievo firme per il Referendum Più Democrazia a Vicenza nell’inverno del 2005-2006, dovevo rispondere continuamente a domande molto simili tra loro, da parte dei cittadini che fermavo. Io e gli amici del Comitato Referendario Più Democrazia, chiedevamo le firme per poter introdurre gli strumenti del referendum propositivo e abrogativo nello statuto del nostro comune.  E spesso, i cittadini ponevano interrogativi come: “Esistono posti nel mondo dove c’è quello che chiedete voi? Ma non si rischierebbe la paralisi amministrativa? Non si dovrebbero affrontare spese eccessive? E poi i cittadini sceglierebbero davvero per il meglio? Perché non mettere il quorum? Volete sostituire la democrazia rappresentativa? Non ci sarebbe solo caos?”

    Domande legittime

    Tutte domande legittime, serie, non maliziose a cui rispondevamo, ma che ponevano in rilievo l’assoluta mancanza di informazioni pubbliche su questo argomento. Infatti ci vengono insegnate e raccontate tante cose nella nostra vita, ma queste informazioni così fondamentali per la vita democratica, vengono accuratamente tralasciate dai testi scolastici e dai media. Eppure non sono teorie astratte o filosofiche; ci sono esempi concreti, reali ed attuali di democrazia diretta e partecipativa nel mondo, dove i cittadini intervengono in prima persona nella gestione del proprio paese. In alcuni posti da secoli, in altri da decenni.
    E mi scorrevano nella mente le cose che leggevo sulla Svizzera, sui 23 stati degli USA dove c’è l’Iniziativa, sui “Town Meeting” del New England, sul Bilancio Partecipativo diffuso in più di 500 città nel mondo, sulla nuova legge elettorale ad Amburgo, sui referendum locali della Baviera, sul Dialogo con  la Città di Perth e sullo statuto comunale di Chelsea scritto dai cittadini.

    Ed ogni volta che mi ripetevo come un disco rotto, mi ripromettevo che una volta raccolte le firme necessarie, a cui stavo dedicando tutto il mio tempo libero, avrei iniziato a raccontare in un unico libro tutte le esperienze e le conoscenze di democrazia diretta e partecipativa che avevo studiato e conosciuto negli ultimi anni, mentre nel mio tempo libero, alternavo lo studio all’impegno “attivo” sul campo…

    Dopo aver depositato con estremo orgoglio le 5417 firme di cittadini (ne erano necessarie 4000) che ancora una volta avevano dimostrato la loro saggezza e ricchezza di buon senso,  per poter avviare il referendum Più Democrazia nella mia città e prima di affrontare la campagna referendaria vera e propria, nell’estate 2006, potei finalmente iniziare quanto mi ero prefisso.

    La mia intenzione era quella di riportare gli esempi esistenti ed esistiti di democrazia diretta e partecipativa, in maniera sufficientemente sintetica per non annoiare, ma abbastanza completa e ricca di riferimenti per permettere a chi fosse interessato di studiarli, approfondirli e speranzosamente, applicarli nel nostro paese…

    Insomma una guida pratica ed introduttiva alla forma di governo migliore che l’uomo abbia finora praticato: la democrazia, quella vera.

    Intanto il tempo trascorreva. Il referendum Più Democrazia a Vicenza venne svolto e la vita mi fece cambiare città.

    Oggi con un nuovo gruppo di amici stiamo proseguendo il cammino a Rovereto (TN). Mentre correggo le ultime bozze e vado in stampa, ho partecipato alla raccolta firme di altri 3 referendum che chiedono l’abolizione del quorum dai referendum comunali e che il piano regolatore cittadino sia progettato insieme ai cittadini. Questi referendum saranno probabilmente indetti dal sindaco a fine 2008 o inizio 2009.

    Nel frattempo, goccia dopo goccia, anche questo libro è giunto alla sua stesura. Che non può essere definitiva, perché l’argomento continua ad avere spunti nuovi ed esempi innovativi. Il mondo della democrazia diretta e partecipativa è vivo e estremamente dinamico. L’auspicio è quello di porre una base e poi di migliorarla con i tuoi commenti, suggerimenti e critiche, con il tempo.

    Questo libro è una sintesi di ricerche, testi e libri di cui sono venuto a conoscenza, i più significativi dei quali, verranno citati alla fine di ogni capitolo. Spero così di poter dare il mio contributo per contribuire a velocizzare il processo lento, ma comunque inesorabile, che trasformerà la democrazia attuale con tutti i suoi difetti e limitazioni in una vera democrazia.

    Ogni provento di questo libro sarà utilizzato in iniziative che promuovano le forme di democrazia diretta e partecipativa descritte in questo volume.
    Aspetto i tuoi commenti sul sito www.paolomichelotto.it

    Buona lettura.
    Paolo Michelotto

    qui il podcast dell’introduzione

    Prima pagina del Capitolo 1
    Democrazia: potere del popolo



    Un sondaggio effettuato nel 2005 da Gallup International su 50.000 persone in 60 paesi, ha scoperto che il 63% dei cittadini pensano che i loro leaders politici siano disonesti, il 60% pensa che essi abbiano troppo potere, il 52% pensa che i leaders politici si comportino in maniera non etica e il 39% pensa che essi non siano competenti nel loro lavoro.
    La democrazia rappresentativa, ossia la forma con cui la democrazia governa nella maggior parte del mondo, comincia a mostrare i suoi limiti. I sostenitori di questa forma indiretta di democrazia, sostengono che il problema è temporaneo, causato dal ripensamento politico successivo al crollo del Marxismo nel 1989.
    Forse, ma la causa principale probabilmente sta invece nell’enorme cambiamento nelle condizioni economiche e sociali di gran parte del mondo in questo ultimo mezzo secolo. La cura ai problemi della democrazia è la democrazia diretta.
    Anche nella democrazia diretta i cittadini votano ogni pochi anni per eleggere il parlamento e il presidente e poi li lasciano a rappresentarli fino alla elezione successiva. Esattamente come nelle democrazie rappresentative. Ma in ogni momento è possibile per un gruppo di elettori, purché acquisiscano un certo definito supporto di loro pari, di porre una legge elaborata dal parlamento al giudizio di tutti i cittadini, con un referendum.
    Ancora di più, in una democrazia diretta quel gruppo di cittadini, sostenuti da altri concittadini, possono mettere a giudizio di tutti gli elettori una proposta di legge non solo non pensata dal parlamento, ma che addirittura può essere osteggiata da…


    Continua a sfogliare il libro

    PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI, (senza spese postali aggiuntive)

  • Scrivi un commento

    Email (non verrà pubblicata) (obbligatorio)