• Serata sulla democrazia diretta a Mori (TN)

    Luglio 3, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia diretta trentino, parola ai cittadini

    imageDi Paolo Michelotto

    gli amici del m5s di Mori mi hanno invitato a gestire la prima serata sulla democrazia diretta nel loro comune dopo la loro elezione in consiglio comunale. Sarà giovedì 16 luglio.

    Edit del 21-07-2015

    Splendida serata, clima caldo, ma pubblico molto interessato.

    Queste le proposte emerse dai presenti:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    5 Mauro Ciclabile indicazioni percorsi da migliorare 14 15 93,33%
    6 Manuela calendario trattamenti agricoli – derive irrogazioni 14 15 93,33%
    3 Bruno Disincentivare Slot machine presenti 13 14 92,86%
    4 Nicola Isole ecologiche da potenziare 13 15 86,67%
    1 Silvano area cani e parchi pubblici 11 14 78,57%
    2 Ornella Amministraz. dia possibilità spazi verdi gestiti dai cittadini 9 14 64,29%

    Questo il file del foglio di calcolo proiettato:

    proposte mori 16-07-15.ods

    Questo il file della presentazione proiettata:

    presentazione-DD-Mori-16-07-15.odp

    presentazione-DD-Mori-16-07-15.pdf

  • Serata a Gemona (UD) sulla Democrazia Diretta del 09-06-2015: risultati e materiali

    Giugno 15, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini, quorum

    di Paolo Michelotto

    martedì 9 giugno 2015 ero a Gemona del Friuli (UD) per una splendida serata sulla democrazia diretta, organizzata dal Consigliere M5S di Gemona, Marco Cargnello e i suoi colleghi dei comuni vicini.

    Gemona (UD) democrazia diretta 09-06-2015

    foto 2

    Durante la prima parte, “La Parola ai Cittadini” sono emersi, come sempre quando sono i cittadini a parlare, temi molto interessanti.

    Queste le 10 proposte fatte, in ordine di voto dei presenti:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    5 Elena Trovare luoghi per riciclare materiali con buono punti 23 28 82,14%
    3 Renato Qualità viabilità – controllo dove persone hanno sicurezza 22 27 81,48%
    4 Giovanni Incentivazione agricoltura biologica 21 28 75,00%
    8 Daniela Trovare sala x conferenze 18 24 75,00%
    1 Daniela Cinema sociale – mettere a posto poltrone 18 26 69,23%
    9 Daniele Percorso mountain bike 20 29 68,97%
    10 Elena Trovare luogo coperto x adolescenti, autogestito 20 29 68,97%
    7 Nadia Collegare con autobus frazioni 13 25 52,00%
    6 Gianna Individuare luoghi aggregazione famiglie 13 26 50,00%
    2 Teresina Fare alloggiare 3 profughi x comune 7 27 25,93%

    Questa la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo:

    presentazione-DD-Gemona-09-06-15 (formato odp)

    presentazione-DD-Gemona-09-06-15 (formato pdf)

    Dopo di me hanno parlato anche i 3 consiglieri di 3 comuni limitrofi, sul perchè hanno fatto la mozione per avere i vari tipi di referendum e perchè togliere il quorum. Questo il testo molto utile ed interessante che Marco Cargnello ha preparato per l’occasione, e che potrebbe essere utile come spunto per chi vuole presentare una mozione simile (che si trova qui).

    Appunti sull’incontro del 09 giugno 2015 “QUORUM ZERO e PIÙ DEMOCRAZIA” presso la scuola paritaria Santa Maria degli Angeli a Gemona del Friuli (UD).

    Cercherò di avvalorare, in maniera sintetica ed elementare, la nostra richiesta di inserimento nell’ordinamento comunale dei referendum abrogativi, confermativi, deliberativi e propositivi senza quorum di partecipazione degli aventi diritto al voto per la loro validità, oltre a quello consultivo già previsto dal nostro Statuto.

    Cominciamo con quello più datato, che forse è il principale istituto di democrazia diretta previsto dal nostro ordinamento costituzionale, ovvero il referendum abrogativo. Leggi il resto »

  • Martedì 9 giugno 2015 a Gemona del Friuli (UD) serata su Democrazia Diretta e presentazione mozioni dei consiglieri M5S

    Maggio 27, 2015 // 1 Commento

    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    dd Gemona

    i 2 consiglieri comunali del M5S di Gemona del Friuli (UD) insieme ai consiglieri M5S di Osoppo (UD) e Tolmezzo (UD), hanno organizzato il martedì 9 giugno 2015 una serata dedicata alla democrazia diretta in cui sarò presente anch’io. Si svolgerà con il consueto metodo “La Parola ai Cittadini” durante la prima parte, poi saranno illustrati gli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo ed infine il dibattito con i cittadini. Dopo questa parte i consiglieri presenti illustreranno le mozioni sugli strumenti di democrazia diretta che hanno presentato nei loro tre comuni.

    Qui la mozione presentata, per chi vuole usarla come esempio nel suo comune:

    20150409-mozione-referendum-senza-quorum.doc

    Qui riporto il testo della mozione Introduzione di referendum propositivi, consultivi, confermativi, abrogativi e deliberativi senza quorum”:

    Alla cortese attenzione del Sindaco di Gemona del Friuli

    del Presidente del Consiglio Comunale di Gemona del Friuli

    PROPOSTA DI DELIBERA DI CONSIGLIO

    Oggetto : Introduzione di referendum propositivi, consultivi, confermativi, abrogativi e deliberativi senza quorum Leggi il resto »

  • Giovedì 28 maggio 2015 su Radio Radicale, Dario Rinco parla di democrazia diretta

    Maggio 27, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    radio-radicale

    giovedì sera 28 maggio 2015, ore 21:00, Dario Rinco sarà ospite di Radio Radicale per parlare di Democrazia Diretta e Partecipata. Maggiori dettagli qui:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2015/05/24/24052015-evento-in-diretta-su-radio-radicale-giovedi-28052015-ore-2100/

    Dopo essere stati ospiti della rubrica “Pane al Pane” di Radio Lombardia il 20/01/2014 (https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2014/01/26/26012014-video-di-radio-lombardia/) con il Sindaco Alessandro Lorenzano del comune di S. Giuliano Milanese ecco che un’altra radio organizza un incontro sul tema della Democrazia Diretta. Infatti e confermata per giovedì 28 maggio ore 21:00 su Radio Radicale la nostra partecipazione a un incontro sul tema  Democrazia Diretta e Democrazia Partecipativa. L’evento si svolgerà presso l’associazione Enzo Tortora Radicali Milano in via Sebastiano Del Piombo 11, Milano.

    I relatori saranno:
    Dario Rinco, dell’Associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni, e Anna Fazi, facilitatrice del tavolo partecipazione comitati per Milano.

    Per partecipare all’evento potete iscrivervi qui: https://www.facebook.com/events/637555983010883/ oppure potete ascoltare la diretta su Radio Radicale (Frequenza radio per la zona di Milano: 97.9 e 96.8, per le altre zone consulta: http://www.radioradicale.it/pagine/come-ascoltarci e digita il nome del tuo comune per avere la frequenza FM).

    E’ possibile ascoltare Radio Radicale anche su internet qui: http://www.radioradicale.it/dirette.

    Avrete la possibilità di intervenire in diretta per porre le vostre domande/osservazioni al numero di telefono che verrà comunicato durante la trasmissione.

  • A Vicenza approvato il nuovo regolamento attuativo per i referendum con quorum zero

    Maggio 7, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    banner vicenza

    Il 5 maggio 2015 il consiglio comunale di Vicenza ha approvato il nuovo regolamento attuativo sui referendum con quorum zero. Anche se è un regolamento tra i più avanzati in Italia (infatti i referendum hanno quorum zero) NON è però un buon regolamento dal punto di vista dei cittadini. E’ prevista la raccolta di 5000 firme in 90 giorni (è una enormità per dei cittadini e io lo so perchè nel 2006 ho collaborato a raccoglierne 4000 per il referendum Più Democrazia a Vicenza), il comitato dei garanti è di nomina politica (il segretario comunale che è assunto direttamente dal sindaco, un rappresentante della maggioranza e uno della minoranza) e potranno giudicare se un quesito è ammissibile oppure no, i referendum si potranno tenere solo in concomitanza delle votazioni nazionali od europee, quindi potrebbero passare anche 2-3 anni dalla presentazione delle firme al voto e numerose materie su cui non si possono fare le firme.

    Insomma un regolamento che NON E’ ASSOLUTAMENTE da imitare. Se si vuole dare sinceramente un buon strumento di democrazia in mano ai cittadini. Semmai è da leggere con attenzione come caso da manuale per vedere come i rappresentanti eletti riescono a rendere quasi inutilizzabile uno strumento di democrazia diretta.

    Ma lascio spiegare meglio a Annamaria Macripò, coordinatrice del comitato Più Democrazia e Partecipazione che dal 2003 (12 anni!!) si batte per avere migliori strumenti di democrazia diretta a Vicenza.

    Fonte: http://www.piudemocrazia.it/?p=224

    I MUTANTI DELLA DEMOCRAZIA

    Il Comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza aveva festeggiato già due anni fa, quando, a otto anni di distanza dal referendum comunale del 2006, che aveva richiesto l’inserimento dei referendum propositivi e abrogativi nello Statuto comunale (fu il primo referendum comunale vicentino e il primo in Italia a chiedere questi strumenti ‘dal basso’), l’amministrazione guidata dal sindaco Variati approvò il nuovo Statuto comunale con i suddetti referendum a quorum zero.

    Un incredibile successo per il comitato, che in tutti quegli anni non aveva mai smesso di credere nell’obiettivo da raggiungere, e un punto d’orgoglio per l’amministrazione cittadina che poteva fregiarsi del titolo di ‘prima città capoluogo de-quorumizzata d’Italia’!

    Ci sono poi voluti altri due anni affinché quello che era stato conquistato a fatica sulla carta diventasse effettivo; sì, perché il Regolamento degli Istituti di Partecipazione, il corrispettivo di un decreto attuativo, è stato approvato solo ieri, 5 maggio 2015.

    Un totale di circa 10 anni per consegnare alla cittadinanza il diritto di partecipare attivamente.

    I festeggiamenti riprendono, quindi, anche se in tono più pacato perché certamente in quest’ultima fase si poteva fare di meglio.

    Ci tacciano di ‘incontentabili’. Sì, il Comitato Più Democrazia e Partecipazione non è facile a concedere elogi e anche in questo caso non si smentisce. Ma si tratta tutto sommato di rimanere fedeli al principio di realtà.

    È vero, ora i cittadini di Vicenza possono costituirsi in comitato referendario e attivare questi strumenti di democrazia diretta: il referendum propositivo, che dà agli elettori la possibilità di esprimere la loro creatività politica proponendo un atto amministrativo da sottoporre al voto dei propri concittadini (in genere una tematica riguardante il bene comune che l’amministrazione per vari motivi non ha affrontato), e il referendum abrogativo che va a cassare un atto approvato dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

    Però, e c’è più di un però…

    Questi diritti e strumenti referendari che, vale la pena di ricordare, sono previsti dalla Costituzione, sono praticabili solo ed esclusivamente in presenza di regole di applicazione semplici e soprattutto che non contengano percorsi a ostacoli. E questo purtroppo non si può certo dire che sia una caratteristica del Regolamento approvato ieri dal Consiglio comunale vicentino.

    Nel momento in cui si adottano strumenti referendari vanno presi in considerazione una serie di fattori importanti quali la valutazione di ammissibilità, i tempi e le modalità di raccolta delle firme, l’informazione, l’agenda delle votazioni referendarie.

    Sono le regole di applicazione che definiscono una democrazia diretta compiuta.

    Ecco a Vicenza, la sensazione è che si sia persa l’occasione per ottenere il ‘bollino di qualità’ della democrazia diretta cittadina visto che:

    • il cosiddetto ‘collegio degli esperti’ che valuta l’ammissibilità del quesito in questo caso sarà formato da tre soli membri: il segretario comunale, un membro nominato dalla maggioranza e uno dalla minoranza. È evidente l’inopportunità di tale decisione dato che gli ‘arbitri’ non dovrebbero essere scelti dagli amministratori che sono una delle parti in causa (l’altra è il comitato referendario). In questo caso non sono garantiti i criteri minimi di terzietà dell’organo stesso che con tale composizione difficilmente sarà immune da influenze politiche.
    • il tempo per la raccolta delle firme (che, ricordiamo, serve anche a fare informazione e avviare il dibattito sul quesito referendario e non è a carico del comune) è stato ridotto al lumicino, ovvero 90 giorni per raccogliere 5000 firme autenticate (pari al 5,7% della popolazione avente diritto al voto) contro i 150 richiesti dal Comitato, tenuto anche conto che il precedente Regolamento ne prevedeva 90 per la raccolta di 4000 firma – mille in meno! Invece, in Trentino, regione all’avanguardia sull’argomento, si registra una tendenza all’ampliamento di queste tempistiche.

      Come motivazione per tale drastica riduzione dei tempi è stata addotta la necessità di creare un “meccanismo sfidante”, con le parole del vice-sindaco Bulgarini. Peccato però che sia stata mal interpretata sia la funzione di questo periodo di raccolta sia questa presunta ‘competizione’ che non ha un avversario da battere, se non il tempo. Ma qui non si tratta di una gara a cronometro, bensì di democrazia diretta effettivamente praticabile.

    • l’informazione: pilastro essenziale dei referendum e della democrazia. L’Amministrazione vicentina ha cassato la norma che prevedeva l’invio di un opuscolo informativo contenente una chiara illustrazione del quesito e delle ragioni del SÌ e del NO. La Giunta non ha addotto adeguate motivazioni a sostegno del taglio se non una vaga allusione ai costi. Ma si sa, la democrazia costa solo quando è a favore del cittadino!
    • l’agenda delle votazioni referendarie a Vicenza è stabilita come da Statuto: esse possono svolgersi solo in concomitanza con altre elezioni nazionali, regionali, europee e referendum popolari nazionali. Dunque già in presenza di un’agenda ‘penalizzante’, si è voluto aggiungere un limite ulteriore: l’iter referendario previsto prima del voto deve essere completato positivamente entro 60 giorni dalla data delle votazioni, altrimenti si passa alla tornata successiva, ovvero, il referendum verrà celebrato a distanza di due-tre anni o forse più dalla raccolta firme con conseguente allontanamento dell’attualità della proposta e ulteriore e sfiancante campagna referendaria per il comitato promotore. Per questo sono state addotte motivazioni organizzative, facendo passare una norma a rischio di legittimità.

    Tutti questi paletti, inseriti in extremis dalla Giunta, snaturando i risultati raggiunti dopo un anno di lavoro dalla I Commissione, hanno lo scopo, dichiarato, di fungere da ‘compensazione’ per il ‘quorum zero’, come a dire: i cittadini hanno ottenuto, sì, l’ambito spazio partecipativo dato dalla mancanza di quorum per la validità dei referendum (decide chi partecipa), ma noi, Amministrazione, tuteliamo le nostre posizioni di potere e rendiamo l’attivazione dei referendum (già in qualche modo arginati dalle materie escluse o ‘non referendabili’ – art. 29 dello Statuto) un percorso a ostacoli che farà del lavoro dei comitati promotori un’impresa al limite delle possibilità; come se i cittadini dovessero ‘pagare pegno’ per attivare il proprio diritto decisionale.

    Uno scivolone imperdonabile, questo, che rende lecito il sospetto che all’Amministrazione ‘illuminata’ di due anni fa, quella che ha concesso il quorum zero, sostanzialmente la stessa di oggi, si sia bruciata qualche lampadina di troppo.

    A ben guardare, però, di aspetti positivi ce ne sono, sempre che li si guardi con la lente della solita logica, tutta italiana del ‘meno peggio’, visto che sia all’interno della stessa maggioranza come in gran parte della minoranza (esclusa quella che ha sostenuto le tesi del Comitato Più Democrazia) si odono ancora commenti eufemisticamente poco entusiastici nei confronti di un ‘quorum zero’ mal digerito. E allora, non ci resta che gioire per l’approvazione del nuovo Regolamento e accettare ancora una volta la sfida: a piccoli passi si migliora il migliorabile.

    Per quanto ci riguarda, possiamo andare fieri di essere portatori di quel DNA mutante della democrazia che, con l’innesto degli strumenti di democrazia diretta, sta cominciando a germogliare.

    Annamaria Macripò

    coordinatrice del Comitato Più Democrazia e Partecipazione

    Vicenza, 6 maggio 2015

  • Serata sulla democrazia diretta a Lavis (TN) 06-05-2015

    Maggio 7, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia diretta trentino

    di Paolo Michelotto

    lavis

    a Lavis (TN) si è parlato di democrazia diretta alla presenza dei candidati e dei simpatizzanti della lista M5S che si presentano alle elezioni di domenica 10 maggio 2o15.

    All’inizio c’è stato il mio intervento sugli strumenti di democrazia diretta che esistono nel mondo e di cosa si può fare a livello locale.

    Qui il file proiettato:

    presentazione-DD-Lavis-06-05-15.pdf

    presentazione-DD-Lavis-06-05-15.odp

    Poi Alex Marini, dell’associazione Più Democrazia in Trentino ha raccontato il percorso fatto dall’associazione, e come è riuscito ad ottenere una legge regionale che impone a tutti i comuni trentini il miglioramento degli strumenti di democrazia diretta esistenti.

  • serata sulla Democrazia Diretta a Rovereto (TN) 24-03-2015

    Marzo 25, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini, rovereto

    di Paolo Michelotto

    rovereto

    invitato dagli amici del m5s di Rovereto  e dal capolista m5s Paolo Vergnano, ho partecipato alla serata sulla democrazia diretta da loro organizzata a Rovereto il 24-03-2015.

    Durante la prima parte della serata abbiamo utilizzato il metodo “La Parola ai Cittadini” per mostrare uno strumento efficace per decidere insieme.

    Questi i risultati:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    1 massimo secchi zona franca e bazaar del sistema rifiuti attuale esempio bologna e barcellona ogni mercoledì tutti mettono in strada e si possono raccogliere a titolo gratuito – a bologna è comunale – vestiti, giocattoli, anche rifiuti industriali etc – in maniera semplificata e non burocratica come fatto già a rovereto senza costi aggiuntivi per il crm 19 19 100,00%
    6 walter tardocchi revisione piano regolatore – concetto riduzione consumo suolo – indice di fabbricazione consentendo altezze più elevate – aumento aree verdi 19 20 95,00%
    4 francesco mirigliano inquinamento zona lizzana 15 18 83,33%
    8 paolo lenner ristudiare tutta la viabilità con studi tecnici adeguati 15 20 75,00%
    2 marco de cecco migliore valorizzazione del centro storico e della città – ragazzi non hanno luoghi di ritrovo – molte piazze sono vuote – mercatino natale più grande e in tutta la città – mercato contadino – estendere i mercatini nelle piazze pedonali ora non usate per dare soluzioni ai cittadini residenti – ci sono pochi posti letti a rovereto 13 18 72,22%
    3 pasquale chionna migliorare la viabilità attraverso trasporto pubblico gratuito potenziare e razionalizzare servizio pubblico – aumentare numero corse e grandezza mezzi rispetto esigenze 13 18 72,22%
    5 mario bianco ridurre tensioni sociali attraverso cultura – come a Boston biblioteca – punto per gli homeless, eventi culturali, corsi di lingua per tutti – fare al mart corsi di italiano, inglese, danza, per extracomunitari e italiani – cambiare programmazione mart – fuori italia il punto centrale è la biblioteca – i ragazzini possono giocare insieme – momenti di allentamento della tensione – trasmetterle e farle sapere 13 20 65,00%
    7 massimo pittui Rimodernizzare gli uffici del comune adibiti alla promozione turistica – sportello informazioni turistiche del comune – Apt – meno soldi e che lavori meglio – non funziona, percepisce 5 milioni di euro 12 20 60,00%

    Qui il file del foglio di calcolo in formato excel:

    proposte rovereto 24-03-15

    Poi a seguire ho mostrato la presentazione video proiettata sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo e quelli che si possono introdurre anche nei comuni italiani.

    Qui si può scaricare:

    presentazione-DD-rovereto-24-03-15.pdf

    presentazione-DD-rovereto-24-03-15.odp

  • Serata sulla Democrazia Diretta a Trento 13 marzo 2015

    Marzo 14, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia diretta trentino, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    foto

    il gruppo m5s di Trento, nell’avviare la sua campagna elettorale per le elezioni comunali di Trento, mi ha chiesto di realizzare una Parola ai Cittadini per far emergere proposte da inserire nel loro programma, e di illustrare gli strumenti di democrazia diretta che esistono al mondo. Così questa sera davanti a circa una quarantina di persone, il candidato sindaco Paolo Negroni ha illustrato i risultati di una Parola ai cittadini realizzata il giugno scorso nella stessa sala (LaParolaaiCittadini8giugno2014-.pdf ) e i risultati che essa ha portato e poi abbiamo discusso questa sera 9 proposte, messe in ordine di priorità in circa 1 ora

    Questi sono i risultati.

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    5 andrea demattè illuminazione led – se sono convenienti 25 38 65,79%
    8 massimo pittui wi fi gratuito in tutta la città 24 37 64,86%
    3 mauro direno Pubblicizzare legge 164 e usarla baratto come scambio per evitare di pagare le tasse 24 41 58,54%
    9 bruno lazzari Affrontare problema ferrovia / interramento 21 38 55,26%
    4 roberto campopiano centro d’incontro x piedicastello – zona argini fiume e collegamento centro storico 18 37 48,65%
    7 sonia lievore potenziare colleg. con mezzi pubb. con centro e albere – manca illuminazione, non c’è pista ciclabile, la navetta non fa fermate 17 37 45,95%
    1 andrea maschio rifugi antiaerei / mesiano 16 41 39,02%
    2 tommaso cramerotti zona ritrovo giovani e non solo per la sera 13 41 31,71%
    6 aldo saiani risistemare posteggi che c’erano a Piedicastello 9 38 23,68%

    Qui il foglio elettronico usato:

    proposte trento 13-03-15

    Poi abbiamo proseguito con la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta esistenti nel mondo e quelli che si potrebbero adottare nei comuni italiani.

    Qui la presentazione:

    presentazione-DD-Trento-13-03-15.odp

    presentazione-DD-Trento-13-03-15.pdf

  • Serata sulla democrazia diretta a Riva del Garda (TN) – 5 marzo 2015

    Marzo 6, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    riva

    su invito del gruppo m5s di Riva del Garda (TN) e del candidato sindaco Flavio Prada, ho partecipato alla serata “Democrazia diretta – La parola ai cittadini” presso l’auditorium Sighele.

    Pubblico molto partecipe e attento alle tematiche esposte.

    Questi i punti emersi durante La parola ai cittadini:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    1 Santoru Lucillo dotare il comune distributore gas metano e colonn. Elett. 22 23 95,65%
    3 Lorenza Colò ridurre indennità sind. Ass. x creare posti lavoro 21 23 91,30%
    7 Porzio Dorina famiglie parco grande a disp, chiuso durante inverno 21 23 91,30%
    8 Publio Magri tutte partecipate che non hanno bil. Positivi 3 anni chiuderle 18 23 78,26%
    4 Andrea Matteotti migliorare piste ciclabili – consulenza ciclisti 17 23 73,91%
    2 Angelo Vernice promuovere prodotti autoctoni trentini con i mercatini domenic. 15 23 65,22%
    6 Gino Claudia locali da ballo x esigenze giovani e meno giovani 15 23 65,22%
    5 Publio Magri riapertura parziale auto inverno centro storico 3 23 13,04%

    Qui il foglio di calcolo videoproiettato.

    proposte riva 05-03-15

    Dopo La parola ai cittadini è seguita la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta più usati nel mondo e sugli strumenti da introdurre a livello comunale.

    Qui la presentazione:

    presentazione-DD-Riva-05-03-15

    In bocca al lupo alla lista m5s che si presenterà alle comunali portando nel suo programma gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa.

  • Come si è svolta La Giornata della Democrazia e risultati – Vignola – 01-03-2015

    Marzo 3, 2015 // 0 Commenti

    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia

    di Paolo Michelotto

    vignola 1 - 01-03-2015

    domenica 1 Marzo 2015 si è svolta a Vignola La Giornata della Democrazia. C’erano un centinaio di persone, tra cittadini, osservatori, staff organizzativo, amministratori. Tutti hanno fatto il loro meglio perchè le cose funzionassero.

    Vignola 2 -01-03-2015

    La giornata è iniziata con il saluto del Sindaco Mauro Smeraldi e dell’ass. alla democrazia e partecipazione Monica Maisani.

    Poi c’è stata la relazione sugli strumenti di partecipazione di Thomas Benedikter:

    Presentazione Benedikter Strumenti di Partecipazione 1.3.2015

    Poi c’è stata quella mia sugli strumenti di democrazia diretta

    presentazione dd paolo vignola 01-03-15

    Dopo una giornata di discussione, di cui metterò i particolari nei prossimi giorni, i cittadini sono arrivati a queste conclusioni:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    1 roberto baldazzini Abolizione del quorum 35 39 89,74%
    5 stefano corazza Maggiore informazione – partecipazione informata 34 39 87,18%
    3 sophie bardieau Modalità alternative per voto: postale, urna comunale, voto elettronico tramite sito comune. Voto su più giorni 26 39 66,67%
    2 nicola smeraldi Abbassare tetto firme per referendum a 250 firme e giudizio di legalità e legittimità e non ammissibilità sul contenuto 25 39 64,10%
    6 monica bononcini Partecipazione all’interno dello statuto e non solo nel reg. 24 39 61,54%
    4 michela Grandi Sindaco incontra assemblea di ragazzi interessati che poi vanno nelle classi per progetto scolastico informativo 16 39 41,03%
    7 eleonora mariotti Creazione consigli di quartiere 15 39 38,46%
    8 thomas benedikter Parere civico proposta con chiarimenti da parte di esperti 13 38 34,21%
    9 Ufficio stampa che informa in modo semplif. atti giunta 0 38 0,00%
    10 Dibattito pubblico 0 38 0,00%
    11 La Parola ai Cittadini nello Statuto 0 38 0,00%

    Le prime cinque proposte hanno avuto più del 50% dei voti dei presenti alla votazione finale e quindi saranno fatte proprie dall’amministrazione e saranno introdotte nello statuto.

    Qui il file del foglio elettronico con la votazione finale:

    raccomandazioni finali Vignola 01-03-15

    Nei prossimi giorni maggiori dettagli.

  • A Vignola la Giornata della democrazia!

    Febbraio 25, 2015 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia

    riporto l’interessante post di Andrea Paltrinieri sul suo blog Amare Vignola riguardante La giornata della democrazia che si effettuerà domenica 1 marzo 2015 a Vignola.

    A Vignola la Giornata della democrazia!

    Domenica 1 marzo si terrà a Vignola la prima Giornata della democrazia (presso la sala parrocchiale di Brodano). Non si tratta della celebrazione cittadina di un aspetto importante della vita contemporanea, ma piuttosto di una vera giornata di confronto e discussione con l’obiettivo di rinnovare gli strumenti di partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione comunale. Il lavoro che inizierà l’1 marzo andrà dunque a tradursi in modifiche allo statuto comunale o al regolamento di funzionamento del consiglio comunale. Il tema è importante e merita qualche considerazione. L’invito, comunque, è quello di partecipare!

    C_Giornata_partecipazione

    [1] Basta scorrere velocemente il programma (pdf) e si vede subito che si tratta di una vera giornata di lavoro. Certo, i protagonisti sono i cittadini, ma a condurre la giornata (relazioni principali del mattino e coordinamento delle sessioni di dibattito) sono stati chiamati Paolo Michelotto (già noto a diversi vignolesi: vedi) e Thomas Benedikter, entrambi autori di una guida – “Più democrazia nella politica comunale. Strumenti di partecipazione deliberativa e di democrazia diretta a livello comunale” – che l’amministrazione comunale ha opportunamente provveduto a stampare ed a mettere a disposizione dei partecipanti e dei cittadini interessati (una copia può essere richiesta presso l’Ufficio Partecipazione del comune). Molto interessante anche la formula d’invito: 500 cittadini estratti a sorte dalle liste elettorali hanno ricevuto una lettera d’invito per la giornata (pdf). Ma ovviamente chiunque sia interessato può partecipare (previa iscrizione).

    La parola ai cittadini, iniziativa di partecipazione condotta da Paolo Michelotto su invito della nuova amministrazione civica, il 4 dicembre 2014.La parola ai cittadini, iniziativa di partecipazione condotta da Paolo Michelotto su invito della nuova amministrazione civica, il 4 dicembre 2014.

    [2] La prima Giornata della democrazia vignolese sarà dunque dedicata ad uno specifico tema: la partecipazione dei cittadini e gli strumenti che l’istituzione pubblica, il comune, mette loro a disposizione per conoscere e per contribuire ai processi decisionali amministrativi, oppure anche per prendere direttamente quelle decisioni (es. referendum). Qualcuno potrebbe ritenere singolare questa scelta di tema, visto che in fondo anche la democrazia praticata a livello locale è una “democrazia rappresentativa”, in cui cioè il principale atto politico dei cittadini consiste nell’elezione dei propri “rappresentanti” – sono poi questi ultimi (tramite la giunta ed il consiglio comunale) a prendere le decisioni (vedi), sotto forma di atti anche significativamente diversi tra loro per importanza e portata: si va dagli atti di pianificazione territoriale di valenza pluriennale (come il PSC, da noi in corso di redazione da anni: vedi), agli atti di allocazione delle risorse comunali assunti annualmente (come gli atti di bilancio: vedi), ad atti su oggetti assai più puntuali, su scuola, sociale, sport, cultura, ecc. Leggi il resto »

  • La revoca esiste anche a Taiwan: 14 febbraio 2015 votazione di revoca per il parlamentare Alex Tsai

    Febbraio 23, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    alex tsai

    ci sono vari paesi del mondo dove esiste lo strumento della revoca degli eletti: USA, Venezuela, Bolivia, Canada, Germania, Polonia, Svizzera. Alla lista dobbiamo ora aggiungere anche Taiwan, dove il 14 febbraio 2015 si è svolta una votazione per revocare il parlamentare Alex Tsai.

    L’affluenza è stata del 25%, ma poichè per legge esiste il quorum del 50%, la votazione è stata invalidata ed Alex Tsai è rimasto al suo posto, anche se quasi il 97% dei votanti ha votato per la revoca.

    Ulteriore dimostrazione dell’assurdità della presenza di un quorum nelle votazioni dei cittadini. I contrari sono rimasti a casa per aggiungere i loro voti ai non votanti ed invalidare il referendum, e ci sono riusciti.

    In passato secondo il CEC che è l’istituzione che presiede alle votazioni a Taiwan, dal 1990 al 2011 sono stati revocati un consigliere comunale e un sindaco.

    Qui alcuni link in inglese sulla revoca a Taiwan:

    http://focustaiwan.tw/news/aipl/201502140020.aspx

    http://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2015/02/15/2003611622

    http://www.taiwantoday.tw/ct.asp?xitem=227592&CtNode=414

    Ricordo che in Italia a livello nazionale la revoca in base all’attuale Costituzione non è possibile,

    ma a livello regionale è possibile:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2013/08/29/la-revoca-e-ammissibile-anche-in-italia-nella-forma-collettiva-secondo-il-costituzionalista-marco-olivetti/

    Anche a livello comunale è possibile introdurre la revoca:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2015/02/11/si-puo-introdurre-la-revoca-degli-eletti-recall-nei-comuni-italiani-ecco-come/

  • Come introdurre il referendum statutario nel proprio comune e perchè

    Febbraio 22, 2015 // 2 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    referendum consultivo statutario

    lo Statuto Comunale è l’insieme delle norme più importanti dei nostri comuni, l’equivalente della Costituzione per uno stato. Queste norme non possono essere votate dai cittadini italiani. Eppure la loro vita quotidiana ha a che fare con esse continuamente.  Ma un referendum sullo Statuto comunale non è presente in nessun comune italiano perchè esso è impedito dalle disposizione del Testo Unico Enti Locali (TUEL) dove viene scritto chiaramente nell’art 6 comma 4 che lo statuto è approvato solo dal Consiglio Comunale (e i cittadini quindi non possono intervenire direttamente).

    Art. 6

    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

    E quindi come si può fare in modo che i cittadini possano esprimersi su uno statuto comunale oppure su un articolo da introdurre in esso o una sua modifica, se la legge nazionale lo impedisce?

    Si può adottare lo stesso escamotage, pensato per il Referendum Consultivo Revocatorio.

    I cittadini tramite un referendum consultivo, chiedono che il consiglio comunale discuta l’introduzione di un nuovo articolo o la modifica o l’intero Statuto comunale. Se il referendum consultivo ha successo e quindi la maggioranza dei votanti chiedono di introdurre l’articolo proposto (o sua modifica), i consiglieri sono obbligati solo a discutere il testo e sono liberi di dire SI oppure NO alla proposta. Ma è difficile votare NO quando la maggioranza dei votanti chiede una cosa, o meglio, i rappresentanti possono votare NO a una richiesta della maggioranza dei cittadini, consapevoli che così però non sono più rappresentativi dei loro elettori. Comunque ciò che conta è che con questo percorso, il TUEL è formalmente rispettato.

    Ecco un possibile articolo da introdurre nello Statuto Comunale, per permettere il referendum consultivo statutario, tratto dal Dossier: Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni:

    Referendum consultivo statutario

    È indetto referendum consultivo statutario su tutto o parte dello statuto quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione in merito, con la massima urgenza.

    Come per il referendum consultivo revocatorio, i cittadini oggi non possono direttamente introdurre questo articolo nello statuto, ma può farlo una maggioranza di Consiglieri Comunali sensibili alla democrazia, magari sollecitati dai cittadini con una mozione di iniziativa popolare, oppure da una giunta che abbia gli strumenti di democrazia diretta tra le sue priorità. E ce ne sono varie in Italia.

  • Esempio di testo di Iniziativa popolare comunale Più Democrazia – da proporre nella propria città

    Febbraio 15, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, iniziativa di legge popolare

    di Paolo Michelotto

    mandela

    lo strumento di iniziativa popolare (chiamata anche mozione popolare oppure proposta popolare oppure proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare) esiste in tutti i comuni italiani. I regolamenti sono diversi, ma quasi tutti permettono a un gruppo di cittadini di scrivere una proposta da discutere in consiglio comunale, farla firmare da un numero previsto dal regolamento, di concittadini e di presentarla al Segretario Comunale perchè venga inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale.

    Ora poi ci sono anche in tutta Italia dei consiglieri comunali molto sensibili alle tematiche della democrazia diretta. Ognuno di loro può presentare una mozione in consiglio comunale, anche se fa parte della minoranza.

    Si possono mettere assieme le due cose per ottenere una forza maggiore.

    Quindi un gruppo di cittadini può scrivere una Iniziativa Più Democrazia, raccogliere le firme (magari con l’aiuto dei consiglieri sopra citati, se servono firme autenticate), depositare la richiesta presso la Segreteria del Comune. Se non viene discussa la proposta dei cittadini, i consiglieri sensibili alla DD, possono fare proprio il testo della iniziativa popolare e presentarla sotto forma di propria mozione. Con maggiore speranza che venga discussa.

    Qualche consigliere comunale e qualche gruppo di cittadini mi ha chiesto se davo una mano nella realizzazione di un possibile testo di iniziativa. Questo che segue è il testo che io presenterei, ricavato direttamente dal Dossier Diritti di Partecipazione dei cittadini nei comuni (scaricabile gratis qui) Per approfondire i contenuti, utile anche il libro: Più democrazia nella politica comunale, scaricabile gratis qui. Da questo dossier, se serve, si può ricavare anche una presentazione agli articoli della iniziativa, con un semplice copia incolla. Se qualcuno utilizza o modifica questo testo, me lo scriva, così lo inserisco qui come esempio per gli altri.

    Qui il documento nei formati .doc .odt .pdf

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.doc

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.odt

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.pdf

    Qui di seguito il testo:

    Iniziativa popolare Più Democrazia

    Io cittadina/o iscritta/o alle liste elettorali del Comune di YYY, chiedo che gli art. xx – xxx – xxxx dello Statuto comunale di YYY vengano sostituiti dai seguenti articoli.

    Strumenti di partecipazione non decidenti: Leggi il resto »

  • Si può introdurre la Revoca degli eletti (recall) nei comuni italiani: ecco come!

    Febbraio 11, 2015 // 3 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    recall

    era qualche anno che ci pensavo, ma non trovavo soluzioni. Il Testo Unico Enti Locali (TUEL) descrive minuziosamente come vengono eletti e come decadono i sindaci e gli assessori. E purtroppo non permette, indirettamente ma in maniera chiara, la revoca degli eletti, ossia quello strumento in mano ai cittadini analogo al Recall americano (e tedesco e polacco e venezuelano e boliviano e svizzero) che da la possibilità ai cittadini di fare un “referendum” per mandare a casa anzitempo un rappresentante che essi reputano indegno a continuare.

    Una via che avevo pensato era quella di cambiare il TUEL, ma per cambiare una legge nazionale, occorre una maggioranza in parlamento, e in questo momento le maggioranze fluttuanti in quel luogo, hanno ben altre priorità che quelle di dare maggiore potere ai cittadini.

    Altro possibile percorso era quello di introdurre una revoca all’acqua di rose, ossia una mozione di sfiducia di iniziativa popolare. Ma era veramente uno strumento diluito e probabilmente poco efficace in mano ai cittadini.

    Alla fine sono giunto ad una intuizione, forse anche un po’ banale, ma che potrebbe essere un escamotage efficace per avere uno strumento “quasi” della forza della revoca, pur rimanendo compatibile con le disposizioni del TUEL. Un po’ di democrazia creativa a fin di bene (dei cittadini).

    Prima lo scrivo come è stato riportato nel dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni” e poi lo commento:

    Referendum consultivo revocatorio

    È indetto referendum consultivo revocatorio sul Sindaco, o sugli assessori quando lo richiedano almeno il 5% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti dei soggetti del referendum, con la massima urgenza.

    Praticamente si tratta di dare ai cittadini uno strumento il cui scopo sia quello di obbligare il consiglio comunale ad attivare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco o degli assessori.

    Da ricordare che lo strumento “mozione di sfiducia” esiste già in tutti gli statuti comunali. Ma è uno strumento attivabile oggi solo dal Consiglio Comunale.

    Con lo strumento che propongo, ossia il “Referendum consultivo revocatorio” (chiamato quasi alla stessa maniera di uno strumento che già tutti i comuni hanno, ossia il referendum consultivo), i cittadini raccogliendo il 5% delle firme, obbligano il Consiglio Comunale, composto dai consiglieri comunali eletti, a votare una mozione di sfiducia nei confronti del soggetto del referendum.

    Formalmente il TUEL viene rispettato, perchè chi vota la mozione di sfiducia è il consiglio comunale. Ma questa votazione avviene dopo un referendum consultivo nel quale i cittadini si sono già espressi a maggioranza a favore della sfiducia. È vero, i consiglieri comunali possono votare contro la sfiducia. Ma così facendo dichiarano esplicitamente che votano contro la maggioranza dei cittadini e li sfidano apertamente.

    Facciamo un esempio concreto. Esiste questo strumento, che non ha quorum. Siamo in una città di 100.000 abitanti e 80.000 elettori. Una città è indignata verso un suo sindaco (ad esempio è appena avvenuta una alluvione dove gli ingenti danni sono stati provocati dalla mancanza di gestione corretta del fiume della città di cui molti incolpano l’amministrazione). Un comitato di cittadini vuole mandare a casa il sindaco. Raccoglie il 5% delle firme degli elettori, ossia 80.000 x 5%= 4000 firme. Si va al voto. Vanno a votare il 40% degli elettori aventi il diritto (ossia 32.000 cittadini) (media plausibile in una votazione dove ci saranno due campagne molto forti a favore – gli indignati -  e contro la revoca – il sindaco e i suoi sostenitori – e guardando le affluenze alle votazioni referendarie svizzere). La maggioranza dei votanti, supponiamo il 60% si dice a favore della mozione di sfiducia.

    Alcuni giorni dopo si va al voto della mozione di sfiducia in consiglio comunale, sotto lo sguardo attento e numeroso dei cittadini che hanno appena votato a maggioranza a favore. I consiglieri comunali possono teoricamente votare contro il volere dei loro concittadini, ma probabilmente non lo faranno.

    Come esempio concreto di quanto possa fare la pressione dei cittadini, cito Carrara, dove, dopo l’alluvione del 2014, e con il presidio permamente dei cittadini nella sala di rappresentanza del comune, in pochi giorni, su pressione popolare, hanno votato a favore dell’adozione del Bilancio Partecipativo, quando il progetto era fermo da mesi e mesi.

    Sarebbe più efficace lo strumento della revoca come esiste nelle altre parti del mondo? Certamente sì, ma finchè non viene modificato il TUEL, questo è il massimo a cui sono giunto, e non è comunque poco.

    Ovviamente per introdurre questo strumento nello statuto comunale occorre una maggioranza che lo voglia fare. Ed ho fiducia che da qualche parte in Italia ci siano amministrazioni che si attivino (la prima città potrebbe essere ad esempio Vignola). L’importante è capire che ciò è legalmente possibile. Potrebbero anche essere singoli consiglieri comunali anche di opposizione a fare propria questa proposta come mozione e non è detto che ovunque venga sempre bocciata. Decine di comuni in tutta Italia con quorum zero, testimoniano che ci sono anche dei buoni ed attenti amministratori.

    Se qualcuno ha qualche altra intuizione, la condivida.

  • Dossier: Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni – Gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali

    Febbraio 9, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, partecipazione, quorum, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    Diritti di partecipazione negli statuti comunali

    in questo dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni”, Thomas Benedikter ed io abbiamo cercato in maniera molto schematica di elencare tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa che dovrebbero essere introdotti negli statuti dei comuni per renderli pienamente democratici. Non utopie, ma esempi concreti presi da altre parti del mondo o d’Italia.

    Questo fascicolo di 28 pagine può servire a tutti coloro, cittadini, consiglieri ed amministratori, vogliono introdurre questi strumenti nel loro comune. Può essere come un vademecum a cui fare riferimento.

    Speriamo anche possa servire per la prossima “La Giornata della democrazia” di Vignola (MO) del 1 marzo 2015 e per tutti i 333 comuni del trentino alto adige, che grazie a una nuova legge regionale approvata nel dicembre 2014 su proposta del m5s regionale, dovranno aggiornare i loro statuti comunali, mettendo quorum più basso, numero firme più basse per iniziare i referendum, e nuovi tipi di referendum come quello confermativo statutario. Visto che tutti devono obbligatoriamente mettere mano ai loro statuti entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge regionale, cioè entro dicembre 2015, magari qualche amministrazione più lungimirante, può accogliere anche qualcuna delle nostre proposte, o meglio ancora, consultare i loro cittadini e chiedere loro cosa come vorrebbero modificare lo statuto.

    Inoltre viene per la prima volta proposto il referendum consultivo statutario e referendum consultivo revocatorio. Sono due temi su cui è impossibile utilizzare il referendum tradizionale, poichè ciò non è permesso dalla Testo Unico Enti Locali n° 267 (TUEL). Ma qui abbiamo proposto un escamotage che permette ai cittadini di votare sull’argomento, lasciando però la decisione finale all’amministrazione come previsto dal TUEL. Ma ne parlerò più ampiamente in un successivo post.

    Nel link qui sotto puoi scaricare gratis il dossier in formato PDF (e quindi stampabile a piacere):

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    diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni - dossier degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali (504)

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  • A Vignola (MO) è stato effettuato il sorteggio per invitare i 500 cittadini a La Giornata della Democrazia

    Febbraio 3, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    20150202_184137

    mancano 4 settimane a La giornata della democrazia di Vignola dell’1 marzo 2015 e lunedì sono stati estratte a sorte le 500 persone che riceveranno a casa l’invito a partecipare insieme al libro “Più democrazia nella politica comunale”.

    20150202_184103

    Sono stati invitati a presenziare all’estrazione il segretario comunale, il presidente del consiglio comunale ed i capigruppo consiliari, ma per vari motivi molti di loro non sono stati presenti. Così erano presenti l’Assessore, il Segretario Comunale ed un Consigliere comunale.

    20150202_184334

    È stato redatto un verbale con le modalità dell’estrazione. Interessante per i futuri amministratori che volessero ripetere l’esperienza di estrarre casualmente cittadini dalle liste delle anagrafi, sapere che esiste un generatore di numeri casuali presso il sito della regione emilia romagna.

    Qui il verbale del sorteggio:

    verbale estrazione a sorte

    Le buste da inviare a tutti i cittadini sono già state preparate nella giornata di martedì 3 febbraio 2015 e spedite entro 2 giorni da quella data.

    Sono già appesi i manifesti 70 x 100 cm negli appositi tabelloni del comune.

    manifesto 70x100 piccolo

    Qui il manifesto in pdf adatto per la stampa in grande formato:

    manifesto 70×100.pdf

    È stato stampato l’opuscolo informativo ed è in via di diffusione nella città, che spiega la giornata con qualche dettaglio in più e le modalità per iscriversi e partecipare.

    opuscolo giornata della democrazia-1

    opuscolo giornata della democrazia-2

    Qui l’opuscolo in formato pdf adatto per la stampa:

    opuscolo giornata della democrazia.pdf

    L’ufficio alla partecipazione sta inviando email informative alle associazioni di volontariato, culturali, sportive, scuole, centro famiglie, servizi sociali, ASL, biblioteca, …

    Qui infine il comunicato stampa che il responsabile comunicazioni, Antonio, ha inviato a tutti i media della zona.

    Comunicato Stampa Giornata della democrazia.pdf

  • Sesto San Giovanni (MI): il percorso per avere gli strumenti di democrazia diretta sta ottenendo risultati

    Febbraio 3, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, esempi virtuosi

    di Paolo Michelotto

    dario-rinco

    riporto un aggiornamento di quello che è successo finora a Sesto San Giovanni (MI) dove l’associazione Più Democrazia si sta battendo da alcuni anni per avere gli strumenti di democrazia diretta. La fatica è tanta, ma sembra che qualche risultato stia arrivando. E riporto quanto succede a Sesto S.G. come esempio per tutti noi cittadini. Serve molta pazienza e perseveranza per ottenere qualche risultato. Spesso servono anni di impegno, ma se si lavora con metodo e convinzione, poi qualcosa si ottiene.

    Queste parole sono di Dario Rinco, promotore dell’ass. Più Democrazia a Sesto S. Giovanni.

    a Sesto S.G. dopo aver presentato, in data 18/1/2013, la proposta di iniziativa popolare quorum zero e più democrazia:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2012/12/11/11122012-proposta-di-iniziativa-popolare-qurom-zero-e-piu-democrazia/

    il Consiglio comunale, in data 8/7/2013, ha votato così:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2013/07/09/09072103-consiglio-comunale-in-data-08-luglio-2013-votazione-delliniziativa-popolare-quorum-zero/

    e, dopo aver ricevuto solleciti da parte del Difensore Civico della Regione Lombardia e dal prefetto di Milano, il Comune ha finalmente iniziato, in data 21/1/2015, a discutere in 1a Commissione consiliare, affari istituzionali e legali, la modifica dello Statuto. A tale commissione siamo invitati come “cittadini” e stiamo preparando in questi giorni i nostri emendamenti alle proposte di modifica statutaria del Sindaco. La 1a Commisione proseguirà i lavori per tutto il mese di febbraio.
    Finora sono state accolte le seguenti nostre proposte:
    - abbassamento delle firme per richiedere un referendum dal 5% al 3% (proponevamo il 2%);
    - abbassamento del quorum di partecipazione ai referendum dal 50% al 30% (proponevamo “zero”, ma stiamo analizzando la proposta del Sindaco e crediamo possa venire recepito un abbassamento al 25% con obbligo di recepire l’esito referendario e al 15% con obbligo di recepire l’esito referendario se il Consiglio comunale non ottiene i 2/3 nella votazione di rifiuto della consultazione popolare;
    Abbiamo la buone speranze che possano essere accolti i seguenti emendamenti:
    - accorpamento delle votazioni referendarie alle eventuali elezioni regionali, politiche e/o europee;
    - inserimento dell’iniziativa popolare (o referendum propositivo).

    *****
    *****
    Per chi pensa che le proposte fatte dagli amministratori a Dario siano tutto sommato buone e vuole approfondire perchè è necessario il quorum zero perchè i referendum funzionino, può leggere questo post che fa riferimento a cosa succede nelle città della baviera che hanno un quorum apparentemente basso, del 10 – 15 -20 % a seconda della dimensione. Fino al 40% dei referendum viene comunque invalidato…

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/

    Molto interessanti anche le risposte di alcuni sindaci che hanno tolto il quorum. Da quello di Villalagarina (TN) del Pd a quello di Lagundo (BZ) del SVP. Che bello se gli amministratori di Sesto potessero sentirli…

  • Aggiornamenti da Vignola (MO) su La Giornata della Democrazia e sull’esito de La Parola ai Cittadini

    Gennaio 31, 2015 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    monica-maisani

    ho ricevuto un interessante aggiornamento dall’assessore alla Democrazia e Partecipazione di Vignola, Monica Maisani, riguardante l’esito della serata partecipativa “La Parola ai Cittadini” che si era svolta il 4 dicembre 2014 e su alcuni dettagli organizzativi riguardanti La Giornata della Democrazia che sta organizzando per il 1 Marzo 2015. Riporto qui una parte della sua lettera:

    1. Durante la Parola ai cittadini di dicembre , sono emerse diverse proposte tra le quali  le più votate sono state : Individuazione di uno Spazio per mostre permanenti, Museo della ciliegia e Destinazione di una somma in bilancio per avviare un progetto di sostegno al lavoro tramite i c.d. voucher. Bene, vi informo che per il primo progetto si stanno concretizzando delle possibilità in accordo con la Fondazione di Vignola, per il secondo sta per essere concluso un accordo con l’università di Bologna e la Fondazione per la realizzazione di un campo sperimentale sul ciliegio e la ristrutturazione di edifici rurali finalizzati alla ricerca e anche ad uno scopo divulgativo (Museo), per il terzo progetto la Giunta ha approvato martedi scorso lo schema di bilancio in cui compare anche la somma di 20.000 euro per i Voucher. Stiamo quindi mantenedo le promesse!!!

    2) per quanto riguarda la Giornata della democrazia, abbiamo mandato in stampa il libro (Più democrazia nella politica comunale) e la pubblicità, lunedi prossimo (2 febbraio 2015) procediamo al sorteggio dei 500 (ma più probabilmente 1000) cittadini invitati, dopodichè dal giorno successivo (3 febbraio 2015) partiranno le lettere di invito, l’affissione dei manifesti e la distribuzione dei pieghevoli. Per quanto si riferisce al blog e all’informazione sul sito , stiamo arrivando alla meta.

    3) Vi informo anche che stiamo organizzando molti incontri pubblici che sono sempre molto partecipati. Ieri sera abbiamo incontrato i residenti e i commercianti del Centro storico, la sera precedente si è tenuto un Consiglio comunale aperto sull’Ospedale a Vignola. In entrambi i casi la Sala Consiliare era pienissima!!!

    Per quanto riguarda il sorteggio dei cittadini da invitare…

    … abbiamo deliberato in Giunta la procedura e invitato il Segretario generale , il presidente del Consiglio comunale e i capigruppo consiliari...

  • Dall’11 febbraio 2015 disponibile il libro “La democrazia diretta vista da vicino” di Leo Zaquini

    Gennaio 30, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia svizzera

    di Paolo Michelotto

    l’11 febbraio 2015 sarà finalmente disponibile il libro “La democrazia diretta vista da vicino” di Leo Zaquini.

    la democrazia diretta vista da vicino

    È un libro molto interessante di cui ho avuto il piacere di leggere una prima versione pre-stampa. Interessante perchè scritto con gli occhi e l’esperienza di un cittadino italiano, che vive in Svizzera e prima ha combattuto per avere il diritto di voto nel suo comune e l’ha ottenuto e poi ha combattuto per avere il diritto di essere eletto consigliere comunale e anche quella battaglia ha avuto successo. Per entrambe le battaglie ha usato gli strumenti di democrazia diretta che erano già esistenti. Una volta dentro all’amministrazione del suo comune svizzero ha potuto conoscere in dettaglio il funzionamento della democrazia diretta svizzera e rapportarsi con i rappresentanti e capire come loro concepiscono il loro ruolo.

    Utile per noi cittadini, sarebbe una lettura fondamentale anche per i nostri amministratori o aspiranti tali.

    Edizioni Mimesis.

    Qui la presentazione e alcune pagine estratte dal libro