riporto l’iniziativa organizzata a Cesena, durante la quale ci sarà una dimostrazione di come funziona “La Parola ai Cittadini”
“Domenica 12 settembre 2010, a Cesena (FC), si terrà un laboratorio di costruzione collettiva del Manifesto degli obiettivi delle associazioni e dei Comitati di zona, in difesa di tutti i diritti.
Si tratta di un primo momento di raccolta delle proposte e costruzione di un elenco di queste in ordine di condivisione. Il laboratorio verrà condotto da Massimiliano Gaetano, esperto in gestione di assemblee con strumenti di democrazia diretta.
Aspettiamo chiunque di voi visitatori voglia aiutare le nostre associazioni a raccogliere le buone idee, per il bene di tutti e di ciascuno.
Data: 12 settembre 2010.
Orario: 16,00-18,00
Luogo: Cesena, Località Lizzano di Cesena, presso Villa Silvia (da Via San Mauro, fino all’incrocio Settecrociari, girare a sinistra per Lizzano).”
Qui il pdf con il volantino con tutti i dettagli-
una obienzione che qualcuno fa è che se fossero introdotti gli strumenti di democrazia diretta, poi i primi a subirne le conseguenze sarebbero le minoranze.
Per sfatare questo mito “Iniziativa Più Democrazia” di Bolzano ha organizzato il 21 agosto 2010 una gita a Poschiavo, nel Cantone Grigioni, dove vive la minoranza di lingua italiana del cantone. Ed hanno chiesto loro la situzione reale che vivono. Ecco la newsletter inviata dagli amici di Bolzano sull’esito del viaggio.
Bolzano 27 agosto 2010
La minoranza italiana che ha nella democrazia diretta il suo punto di forza
Il direttivo e membri dell’Iniziativa per più democrazia di lingua italiana sono di ritorno da un viaggio di studio a Poschiavo. La Valposchiavo è una della quattro valli nelle quali si concentra la minoranza di lingua italiana del cantone dei Grigioni, cantone di nascita della Svizzera stessa, adiacente alla nostra provincia, e in particolare luogo di nascita del concetto di democrazia diretta.
Il gruppo di quindici persone si è messo in viaggio per conoscere come questa minoranza vive e valuta la presenza di forti e effettivi strumenti di democrazia diretta a livello cantonale (voto referendario istitutivo e di controllo su nuove leggi e delibere senza quorum) e come essi si riflettono sulle sue condizioni. A tal fine sono stati programmati due incontri con rappresentanti politici cantonali e comunali della valle. Questo interesse ovviamente è scaturito dallo scetticismo di gran parte della popolazione italiana altoatesina che si è espresso in occasione del primo voto referendario propositivo provinciale. Al vaglio è stato innanzitutto un ordinamento della democrazia diretta simile a quello in vigore in Svizzera. Leggi il resto »
noi cittadini siamo i veri titolari del potere in democrazia. Ma un piccolo gruppo di qualche centinaia di persone lo gestisce al posto nostro.
E continuerà a fare così finchè non saremo noi a esigere un cambiamento.
Ecco quindi una possibilità concreta, rapida e alla portata di tutti per cominciare a far sentire davvero la nostra voce. Condividi la tua proposta, leggi quella degli altri, vota ciò che ritieni migliore.
Proponiamo e scegliamo noi insieme, il programma, i candidati, il leader e la nuova legge elettorale per l’Italia che vogliamo, quella a cui sogniamo di appartenere.
E avvisa i tuoi amici, che facciano altrettanto.
Se saremo in tanti, i media, i poteri economici e i partiti non potranno ignorarci.
Clicca qui sotto e comincia a riprenderti la democrazia!
http://www.paolomichelotto.it/forum/
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oggi il quotidiano “Il Fatto Quotidiano” ha lanciato la proposta di realizzare le primarie online, da parte dei cittadini. Ottima iniziativa. Ma migliorabile. Ecco le mie proposte che ho anche inviato in quel sito.
Questo proposito è ottimo. Ma i commenti si disperdono.
L’ideale sarebbe di dividere l’iniziativa in più fasi. Ad esempio
1. fino al 10 settembre 2010 brainstorming di candidati con un forum aperto a noi vostri lettori, dove ognuno possa fare la proposta di un candidato e dove ogni proposta sia votabile dagli utenti registrati.
2. dal 10 al 20 settembre, si fa una prima scrematura di 10 nomi con votazione online, con un sistema sicuro che eviti voti multipli.
3. dal 20 settembre al 20 novembre si invitano i 10 candidati più votati a una serie di conferenze aperte al pubblico almeno una per regione, dove ognuno presenta le proprie idee con un tempo uguale per tutti. Con votazione reale dei presenti.
4. il 21 novembre si proclama il candidato più votato dagli italiani, facendo la somma di tutti i voti ricevuti, sommando i voti online e i voti reali (moltiplicando questi ultimi per 10-50 volte quelli online, perchè ottenuti con la fatica di persone che si sono presentate agli incontri).
il 6-9 febbraio 2009, in Australia è stato realizzato il primo parlamento dei cittadini, i cui partecipanti erano stati estratti a sorte. Non eletti, ma estratti a sorte, come nelle Giurie Popolari dei tribunali dei paesi Anglosassoni, o come avveniva nell’antica Atene, nella Boulè. L’estrazione a sorte dei rappresentanti, in realtà ha una storia più vasta, non solo nel mondo antico, o medioevale, ma anche recente. Comunque questo evento realizzato in Australia aveva caratteristiche uniche che lo differenziavano dai precedenti. Aveva una parte online, dove i cittadini avevano potuto dibattere in maniera organizzata sui temi, aveva un’agenda aperta, ossia i partecipanti potevano parlare praticamente di tutto e decidere gli argomenti di discussione, era stato organizzato da enti ed università. Ora è disponibile il manuale su come è stato organizzato l’evento, che serve a chi vuole saperne di più e a chi vuole organizzarne uno simile. E nelle appendici ci sono tutti i documenti inviati ai cittadini e una miniera di altre informazioni.
E’ sicuramente una lettura utile, piacevole e stimolante per tutti noi cittadini interessati. Chissà mai che simili eventi non siano sempre più frequenti anche da noi.
Scaricati qui il manuale completo, in Inglese.
Manuale "Australia's First Citizens' Parliament" (38)Noi a Rovereto il 20 settembre 2009 avevamo organizzato con pochissimi soldi una cosa simile, a livello provinciale.
ho letto in questi giorni l’ultimo libro pubblicato in Italia di Yves Sintomer. Questo professore di Sociologia dell’università di Parigi VIII, ha scritto saggi sui Bilanci Partecipativi in Europa, sul BP di Porto Alegre e molti altri sulla democrazia partecipativa. Ma in questo libro fa un passo ulteriore. Parla sistematicamente delle assemblee di cittadini estratti a sorte.
Inizia facendo un’analisi dettagliata della crisi del sistema rappresentativo. Poi racconta come il sorteggio sia stato usato nella storia per selezionare i governanti di città e paesi. Partendo da Atene dove il sorteggio era consuetudinario sia nella scelta dei “parlamentari”, che nella scelta dei “governanti”. Il percorso prosegue a Firenze e a Venezia dove si alternava il sorteggio all’elezione, con meccanismi complicati, ma che assicuravano che il potere fosse distribuito sia per merito che per “sorte”. Sintomer poi racconta come sia nata la consuetudine dei giurati dei tribunali, quali siano le motivazioni per questa scelta di rottura con il passato, prima in Gran Bretagna, poi in USA, poi in Francia e in altri paesi.
Il capitolo migliore e più sviluppato è quello dove l’autore racconta le esperienze che conosce molto bene per averle vissute direttamente delle giurie dei cittadini, del sondaggi deliberativi americani e britannici, delle assemblee cittadine del Canada e delle consensus conferences danesi. Vengono anche raccontate le esperienze berlinesi dove cittadini estratti a sorte hanno deciso a livello di quartiere i progetti da finanziare e solo accennate purtroppo alle esperienze dell’arrondissement 20 di Parigi dove 1/3 dei rappresentanti viene eletto, 1/3 è costituito da membri di associazioni, e 1/3 è costituito da cittadini estratti a sorte.
Infine il capitolo conclusivo “Rinnovare la democrazia” fa una sintesi delle possibilità offerte dal sorteggio per rinnovare, rinforzare, legittimare la democrazia e restituirle quel significato originario che aveva “il potere al popolo”.
Termina una ricca bibliografia su cui continuare la propria ricerca su questi argomenti.
Libro innovativo, da leggere con attenzione. Edizioni Dedalo 16 Euro, 220 pagine.
riporto molto volentieri come esempio da imitare anche nelle nostre città la rassegna organizzata a Morciano dagli amici di Morciano in Comune (interessante anche l’utilizzo di tre media quali lo spettacolo teatrale, la presentazione del libro, la visione di un documentario).
Rassegna: Vivibilità o Cementificazione ?
Morciano di Romagna si trova ad un bivio: continuare a cementificare e congestionare il Territorio oppure intraprendere un percorso di sostenibilità ambientale volto a salvaguardare il benessere della Comunità insediata ed il suo progresso? La Rassegna “Vivibilità o Cementificazione ?” vuole portare un contributo di conoscenza sulle tematiche della Città, sui suoi tanti equilibri così che ognuno possa trovare la giusta risposta e fare la scelta conseguente, partecipando attivamente e concretamente alla salvaguardia del Territorio in cui vive. La nostra speranza è che grazie agli argomenti trattati cresca nel nostro Comune quel senso di condivisione sui limiti da non superare, ritrovando nella partecipazione attiva e responsabile, il senso compiuto dell’essere fino in fondo Cittadini.
17 Luglio 2010 – IL POTERE DEL CEMENTO – In un misto di presentazione di libro, teatro civile e narrazione gli Autori raccontano. ognuno a suo modo, come e perchè il “Potere del Cemento” condiziona le politiche territoriali. In ogni momento dello spettacolo teatrale è esplicito il riferimento all’intricato sistema di potere basato su una gestione del territorio dettata da evidenti spinte speculative, piegando così l’interesse pubblico a quello privato. Il “Potere del Cemento” costituisce un partito trasversale nella gestione del potere in Romagna e non solo, tutto intento a fabbricare con disinvoltura il proprio consenso elettorale, sulla base di illimitati permessi di costruire concessi ai privati
21 Luglio 2010 – LA CITTA’ VIVIBILE - Riqualificazione, qualità urbana, rigenerazione, vivibilità: queste parole sembrano l’obiettivo di molte azioni sulla Città. In nome di esse si sono determinati mutamenti consistenti nelle tecniche e nei procedimenti per il governo delle trasformazioni urbane. Qual è il significato di queste parole, da dove deriva il loro uso e applicazione, quali slittamenti di senso, e quindi di pratiche, si sono verificati? Al loro impiego ha corrisposto davvero la ricerca di una città più giusta, più sana, più amichevole e più bella? I risultati proclamati sono stati raggiunti? E chi ne ha beneficiato? A queste ed altre domande anche Morciano dovrà dare risposta con l’aiuto degli Autori.
28 Luglio 2010 - IL SUOLO MINACCIATO – Il film di Nicola Dall’Olio, premiato al XIII Film Festival Cinemambiente di Torino. ha la capacità di spiegare in modo chiaro ed efficace un problema quanto mai attuale nel nostro Paese come quello del consumo di suolo. L’originale regia e gli interessanti interventi di Luca Mercalli, Carlo Petrini e Edoardo Salzano hanno la capacità di coinvolgere lo spettatore conducendolo verso la presa di coscienza del problema del consumo di suolo, una ferita aperta per il nostro territorio che deve essere arginata al più presto. Il film mostra senza veli quanto sta accadendo al territorio ed al paesaggio evidenziando l’importanza di preservare una risorsa finita e non rinnova bile come il suolo agricolo. Questa minaccia incombe anche in Valconca.
ottimo, costruttivo incontro, martedì 13 luglio 2010. Alle 18 quattro di noi del gruppo Più Democrazia a Rovereto (Milena Bertagnin, Carlo Cristofoli, Athos Gualazzi ed io), ci siamo presentati nell’ufficio di Danilo Fenner, il responsabile comunicazione e informazione appena nominato dal Sindaco di Rovereto Miorandi. Ci siamo ritrovati nella sala delle riunioni della giunta. Dopo qualche minuto, ci ha raggiunto con nostra piacevole sorpresa il Sindaco Andrea Miorandi, che prima di andare ad un altro appuntamento serale, è passato ad ascoltarci. Abbiamo approffittato per fargli subito alcune proposte.
1. Dialogo Sindaco Cittadini in Diretta Video Online (martedì 7 settembre ore 20,30). Gli abbiamo chiesto se era disponibile a fare un esperimento di un incontro con i cittadini virtuale, con l’utilizzo di una webcam e di una pagina chat su internet. Ossia lui a una certa ora pubblicizzata, si metterà davanti al proprio computer, con una webcam che lo inquadra, con un collegamento ad esempio realizzato sul sito Ustream oppure LiveStream che abbiamo usato per il consiglio comunale in diretta qualche settimana fa. A fianco del riquadro con il suo volto, ci sarà una finestra con chat dove chiunque senza censure potrà scrivere domande, commenti e considerazioni. Il sindaco e tutti i visitatori collegati vedranno contemporaneamente il riquadro video del sindaco e il riquadro della chat. E il sindaco risponderà in diretta a tutte le domande che i cittadini scriveranno nella chat senza censure e che riterrà opportuno rispondere. Lui e Fenner, si sono mostrati molto interessati all’esperimento e in base a come andrà poi si valuterà se ripeterlo e se farlo con una cadenza regolare. Visto il periodo attuale vacanziero, abbiamo fissato questo evento per martedì 7 settembre 2010 ore 20.30. Questa che sembra un proposta tutto sommato abbastanza normale con le tecnologie attuali, per mia conoscenza, è la prima volta volta che viene attuata in Italia e soprattutto con la prospettiva di poter diventare una consuetudine di dialogo con scadenza regolare.
2. La Parola ai Cittadini (martedì 21 settembre ore 20,30). Noi di Più Democrazia a Rovereto, abbiamo intenzione di organizzare una serata pubblica partecipativa con tutti i cittadini, che chiamiamo La Parola ai Cittadini. Chi ci conosce sa di cosa si tratta, perchè l’abbiamo organizzata più volte nel passato anche a Rovereto. Nell’arco di un paio d’ore dopo cena, i cittadini che vorranno potranno fare delle proposte per la città, con tempi prefissati. Di solito 1 minuto per il proponente, 3 interventi di un minuto ciascuno a disposizione di domande e chiarimenti per il pubblico che ascolta, 1 minuto finale per le risposte da parte del cittadino proponente. In totale 5 minuti per proposta. Alla fine della presentazione, il pubblico presente vota la proposta per alzata di mano. E a fine serata, dopo aver sentito e discusso e votato 15-20 proposte, avremo l’ordine di priorità assegnato loro dai cittadini presenti. Il Sindaco Miorandi 3 anni fa aveva partecipato alla prima “La Parola ai Cittadini” come cittadino, con una proposta riguardante le piste ciclabili, che era stata la più votata della serata. Ieri ha confermato la sua disponibilità ad essere presente, ed abbiamo fissato la data in martedì 21 settembre 2010 ore 20.30 in una sala pubblica cittadina (Il sindaco e il dirigente Fenner, ci hanno proposto di utilizzare la sala conferenze del Mart da circa 200 posti, che ha tra l’altro la disponibilità di impianti video e internet per poter realizzare una diretta online). Ovviamente invitiamo e saremo grati della loro presenza tutta la giunta e tutto il consiglio comunale. Per iniziare un percorso di dialogo tra amministrazione e cittadini, è importante vedere con i propri occhi le potenzialità di una simile collaborazione. Il metodo partecipativo “La Parola ai Cittadini” è stato organizzato almeno 40 volte in varie parti d’Italia. Questa è la prima volta che un Sindaco (e speriamo tutta la giunta e i consiglieri comunali) partecipa in prima persona. Anche questo è un esperimento, che in base a come andrà dal punto di vista della partecipazione e dei risultati, potrebbe essere ripetuto ad intervalli regolari.
3. Necessità del Regolamento Attuativo delle Delibere di Iniziativa Popolare. Abbiamo approffittato della presenza del Sindaco anche per ricordare che a Rovereto, diversamente ad esempio dal comune di Trento, non c’è ancora un regolamento attuativo delle delibere di iniziativa popolare. Questo è uno strumento di democrazia diretta già presente in Statuto, ma che non è possibile utilizzare, perchè in mancanza del regolamento, queste delibere pensate dai cittadini, non vengono mai discusse. Noi ne abbiamo presentate 5 negli anni scorsi e nessuna è stata discussa. L’ex difensore civico Donata Borgonovo Re aveva detto lo scorso anno che poichè sono passati più di 10 anni dalla creazione dello Statuto e gli amministratori non hanno ancora realizzato il regolamento, si potrebbe configurare il reato di omissione d’atti d’ufficio. Qui maggiori dettagli sull’argomento.
Il Sindaco Miorandi ha detto che avrebbe studiato la cosa e che poi avrebbe chiesto al Consiglio Comunale di occuparsi della questione.
Poi il Sindaco Miorandi ha dovuto andare alla riunione serale che aveva già in agenda e siamo rimasti con il dirigente Danilo Fenner, che ci ha raccontato ciò che questa amministrazione pensa di fare per quanto riguarda il dialogo con i cittadini.
a. Internet. Tutta la città sarà cablata con cavi a fibbre ottiche. Già ora si è realizzato una parte importante del lavoro, per quanto riguarda le dorsali (ossia le linee portanti che collegano la città), si tratterà di finire bene il lavoro. Poi verrà realizzata la copertura WIFi completa della città. Athos gli ha proposto di considerare anche la WiMax, che ha bisogno di meno antenne trasmittenti, perchè una sola antenna copre una distanza di 50 km. E Fenner ha promesso di approfondire anche quell’argomento.
b. Corsi di Alfabetizzazione Informatica. Da parte del comune verranno organizzati corsi di alfabetizzazione informatica per adulti e anziani e verrà mostrato loro come utilizzare tutti i possibili servizi online. E a chi non potrà permettersi l’acquisto del computer verranno messi a disposizione i computer dismessi dalle amministrazioni comunali.
c. Urban Center. Verrà realizzato uno spazio di circa 300 mq ubicato nel centro di Rovereto, in uno spazio molto visibile, che verrà reso noto durante l’estate o subito dopo. Questo dovrà diventare il cuore pulsante di Rovereto e ci sarà un interrranto con seggiole e poltroncine e schermo per proiezioni. Sopra ci sarà un Open Space vetrinato, in modo che da fuori si vede dentro e viceversa. Dentro ci sarà l’URP. Lo scopo sarà quello di dare informazione ai cittadini sui grandi progetti della città con rendering, modelli tridimensionali, stampati. Il cittadino potrà scrivere i suoi commenti sulle opere in progetto. E potrà fissare lì i suoi appuntamenti con il sindaco, gli amministratori e i tecnici. Inoltre ci saranno spazi modulari per le associazioni. Noi abbiamo proposto a Fenner che anche nella progettazione del centro sia coinvolta la cittadinanza. E si è pensato a un incontro pubblico informativo partecipativo da realizzarsi in settembre in cui lui e l’amministrazione raccontino ai cittadini la loro idea, e mostrino come funzionano ad esempio a Bologna e a Torino e poi sentano i cittadini sul nome da dare allo spazio, sul logo, su come renderlo più funzionale, su come usufruirlo al meglio.
d. Nuovo sito internet. Il sito attuale del comune è pensato per una comunicazione unidirezionale. Fenner sta pensando a un nuovo sito dove invece ci sia possibilità per il cittadino di interagire che avrà queste caratteristiche. Sarà un portale istituzionale e un portale sulla città. Quindi avrà una web tv dove ci saranno video dei momenti istituzionali e pubblici, in diretta e archiviati. Fenner pensa di realizzare anche brevi video in cui andrà dal sindaco o dagli altri assessori e gli chiedere di spiegare ai cittadini i provvedimenti adottati. E sotto a questi spot video ci saranno tutti i documenti e gli approfondimenti dei provvedimenti. Ci sarà spazio anche per gli interventi che verranno dai cittadini, ad esempio di denuncia. Poi ci sarà un blog con possibilità di commenti senza censura preventiva, ma semmai con rimozione a posteriori dei commenti che non rispetteranno le regole della netiquette. Ci saranno mappe interattive, pensate dall’amministrazione precedente in cui sul disegno della città saranno segnati i cantieri, gli uffici pubblici, i percorsi dei mezzi pubblici, le farmacie di turno e tutte le informazioni che possono interessare la città e i cittadini. E ci sarà anche un calendario abbinato ai luoghi degli eventi.
e. Città Facile e Portatile. Verrà istituito un punto in cui chiunque potrà aver aiuto per compilare documenti, fare telefonate agli uffici pubblici, essere informato. Una specie di Ufficio di Pronto Soccorso dalla Burocrazia. Come i tutor aiutano gli studenti all’università. E tutto questo verrà anche messo online nel sito del comune, per chi non ha la possibilità di spostarsi.
f. Democrazia e Creatività. Verrà creato un momento dell’anno o biennale in cui verranno sensibilizzate le scuole, realizzati convegni, chiamati esperti sul tema della democrazia. Noi abbiamo proposto di abbinare a questo momento anche il Global Forum on Direct Democracy nell’edizione 2011 o 2012, la cui edizione attuale sta avvenendo in questi giorni in California. E Fenner si è mostrato molto interessato e cercheremo di sviluppare insieme questo punto. Non un festival, perchè è ristretto a pochi giorni e non ha ricadute sui cittadini, ma una serie di eventi e un percorso che punti a mostrare le potenzialità della democrazia.
Infine ci siamo lasciati con l’impegno di rivederci presto per cominciare ad organizzare tutte queste idee. Noi da parte nostra siamo disponibilissimi e devo dire anche entusiasti. A partire dalla collaborazione per realizzare una nuova diretta webcam del consiglio comunale della prossima settimana, nella fase di transizione in cui l’amministrazione si sta dotando di una sistema autonomo di collegamento video su internet.
il 4 luglio 2010 è stata una giornata di referendum a livello del Laender della Baviera e di 25 comuni di quello stesso Laender. A livello di Laender il quorum è zero, e le regole per far partire il referendum molto complesse e difficili da ottemperare per i cittadini. Comunque la partecipazione è stata del 37,7%. A livello dei comuni la partecipazione media è stata del 33% ( a livello comunale il quorum è del 10-15% a seconda della grandezza della città). Sono numeri su cui riflettere. Questi referendum in Baviera sono stati considerati validi. Fossero avvenuti in Italia sarebbero tutti stati invalidati. A livello comunale quasi sempre in Italia il quorum è del 50%, nei comuni e provincie e regioni “illuminate” (Ferrara, Bressanone, Bolzano) si arriva al 40%, in Toscana a livello regionale si arriva al 50% dei votanti delle ultime elezioni regionali (ossia attualmente al 35% degli aventi diritto). Poi ci sono quei 7 comuni davvero all’avanguardia del Trentino Alto Adige che hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.
Ecco il comunicato con maggiori notizie, diramato da Stephan Lausch di Mehr Demokratie di Bolzano.
In Alto Adige, il voto referendario bavarese per “una efficiente protezione dei non-fumatori” non sarebbe stato valido.
Ieri in Baviera il 61 % dei votanti si è espresso a favore del disegno di legge popolare che prevede una efficiente protezione dei non-fumatori. Ha partecipato alla votazione referendaria il 37,7 % degli aventi diritto al voto. Di conseguenza, in Alto Adige questo voto non sarebbe stato valido a causa del qui vigente quorum di partecipazione del 40 %. Considerando la partecipazione referendaria in Baviera, è possibile darsi conto posteriormente, quanto sia stata alta la partecipazione nella prima votazione referendaria in Alto Adige a livello provinciale, alla quale si presentò alle urne il 38,2 % degli aventi diritto al voto.
Nella Baviera non esiste il quorum di partecipazione, dall’altro canto sono in vigore in questo stato ostacoli proibitivi in fase propositiva: il 10 % degli aventi diritto al voto deve firmare nei municipi, entro il termine di due settimane, una proposta di votazione referendaria. Per questo motivo, la suddetta votazione è appena la sesta nella Baviera, da quando questo strumento fu introdotto nel 1946, per cui in media avviene solo una votazione ogni 13 anni. In Germania, nel 1946 la Baviera fu la precursora dell’introduzione della democrazia diretta a livello di stato federale. Risale essenzialmente al fatto che il primo Presidente del governo bavarese, Dr. Wilhelm Hoegner, conobbe la democrazia diretta durante il suo precedente esilio in Svizzera. Nel frattempo la regolamentazione dello strumento referendario permette una migliore applicazione in altri stati federali tedeschi.
Parallelamente a questa votazione, nella Baviera sono stati effettuati 21 voti referendari a livello comunale. Da quando, nel 1995, col voto referendario su un’iniziativa legislativa popolare promossa dall’organizzazione “Mehr Demokratie” le cittadine e i cittadini bavaresi si conferirono il diritto di effettuare proposte e voti referendari a livello comunale, la Baviera è lo stato federale nel quale è stata effettuata la maggior parte dei voti civici (a livello comunale). A detto voto referendario ha partecipato il 33 % degli aventi diritto al voto.
Anche in considerazione di questi fatti l’Iniziativa per più democrazia si chiede, fino a quando la SVP lascerà trascorrere altro tempo prima di presentare la legge sulla Democrazia Diretta che prevede strumenti di maggiore applicabilità e che già da tempo fu promessa.
Stephan Lausch
coordinatore dell’Iniziativa per più democrazia
gli amici di Mehr Demokratie di Bozen stanno organizzando un viaggio-studio-confronto con la realtà della democrazia diretta svizzera per 20-21 agosto in Val Poschiavo. Riporto il loro comunicato per chi fosse interessato a partecipare.
Pronti per il viaggio di studio in Val Poschiavo
per conoscere il significato della democrazia diretta per una minoranza etnica.
Con e-mail del 12 maggio 2010 Vi abbiamo proposto di fare un viaggio in una delle tre valli del Cantone dei Grigioni nelle quali vive una minoranza linguistica italiana.
Abbiamo ricevuto la disponibilità del signor Livio Mengotti, membro del Gran Consiglio cantonale e rappresentante della Val Poschiavo, di informarci, come ci scrive, “sui nostri strumenti di democrazia diretta, che ci permettono quale minoranza all’interno del Cantone dei Grigioni di difendere i nostri diritti.”
Il viaggio ora è fissato per venerdì/sabato 20/21 agosto utilizzando i mezzi pubblici: treno per Malles, autobus per Zernez in valle Engadina e da lì fino a Poschiavo con la Rhätische Bahn. L’incontro con il signor Livio Mengotti si svolgerà venerdì pomeriggio/sera.
Il pernottamento è possibile sia in un albergo a Poschiavo nonché a Le Prese che dista qualche chilometro da Poschiavo sul lago. Ci saranno a disposizione anche un numero limitato di stanze singole. Preghiamo di comunicarci subito chi volesse usufruirne con una maggiorazione dei costi. Il numero di partecipanti per motivi logistici non potrà superare le 15-20 persone. I costi dipendono dalla possibilità o meno di ricevere un contributo da parte della Regione e si agireranno tra un minimo di 70 euro e un massimo di 150 euro per il viaggio e il pernottamento.
Chi vuole mettersi in viaggio con noi ora è pregato di comunicarcelo in modo definitivo (anche coloro che ci avevano già comunicato di essere interessati) entro e non oltre il 10 luglio. Le prenotazioni saranno accettate fino ad arrivare al numero massimo possibile di partecipanti.
Vi saluto cordialmente
Stephan Lausch
per contatti:
Initiative fur Mehr Demokratie
Via Argentieri 15 – 39100 Bolzano tel 0471 324987
info@dirdemdi.org
mentre la sentenza del tribunale di Palermo che ha condannato il fondatore di Forza Italia e braccio destro di Berlusconi per rapporti con mafiosi, riporto un articolo di Umberto Eco e ricordo che domani 1 luglio 2010 c’è la manifestazione nazionale contro l’ennesima legge che tutela i pochi e va contro gli interessi dei molti, la legge Bavaglio.
Umberto Eco: “A piccoli passi verso il regime”
Le norme sulle intercettazioni. Il controllo dei tg della tv pubblica. E prima il lodo Alfano, i tagli alla scuola… Berlusconi trasforma le istituzioni un passo dopo l’altro, con lentezza.
Perché i cittadini assorbano i cambiamenti come naturali. Così al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato.
È nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio. Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione. Nulla di più falso. La democrazia è il sistema per cui, visto che è difficile definire in termini qualitativi chi abbia più ragione degli altri, si ricorre a un sistema bassamente quantitativo, ma oggettivamente controllabile: in democrazia governa chi prende più consensi. E se qualcuno ritiene che la maggioranza abbia torto, peggio per lui: se ha accettato i principi democratici deve accettare che governi una maggioranza che si sbaglia.
Una delle funzioni delle opposizioni è quella di dimostrare alla maggioranza che si era sbagliata. E se non ce la fa? Allora abbiamo, oltre a una cattiva maggioranza, anche una cattiva opposizione. Quante volte la maggioranza può sbagliarsi? Per millenni la maggioranza degli uomini ha creduto che il sole girasse intorno alla terra (e, considerando le vaste aree poco alfabetizzate del mondo, e il fatto che sondaggi fatti nei paesi più avanzati hanno dimostrato che moltissimi occidentali ancora credono che il sole giri) ecco un bel caso in cui la maggioranza non solo si è sbagliata ma si sbaglia ancora. Le maggioranze si sono sbagliate a ritenere Beethoven inascoltabile o Picasso inguardabile, la maggioranza a Gerusalemme si è sbagliata a preferire Barabba a Gesù, la maggioranza degli americani sbaglia a credere che due uova con pancetta tutte le mattine e una bella bistecca a pasto siano garanzie di buona salute, la maggioranza si sbagliava a preferire gli orsi a Terenzio e (forse) si sbaglia ancora a preferire “La pupa e il secchione” a Sofocle. Per secoli la maggioranza della gente ha ritenuto che esistessero le streghe e che fosse giusto bruciarle, nel Seicento la maggioranza dei milanesi credeva che la peste fosse provocata dagli untori, l’enorme maggioranza degli occidentali, compreso Voltaire, riteneva legittima e naturale la schiavitù, la maggioranza degli europei credeva che fosse nobile e sacrosanto colonizzare l’Africa.
In politica Hitler non è andato al potere per un colpo di Stato ma è stato eletto dalla maggioranza, Mussolini ha instaurato la dittatura dopo l’assassinio di Matteotti ma prima godeva di una maggioranza parlamentare, anche se disprezzava quell’aula «sorda e grigia». Sarebbe ingiusto giocare di paradossi e dire dunque che la maggioranza è quella che sbaglia sempre, ma è certo che non sempre ha ragione. In politica l’appello alla volontà popolare ha soltanto valore legale (”Ho diritto a governare perché ho ricevuto più voti”) ma non permette che da questo dato quantitativo si traggano conseguenze teoriche ed etiche (”Ho la maggioranza dei consensi e dunque sono il migliore”).
In certe aree della Sicilia e della Campania i mafiosi e i camorristi hanno la maggioranza dei consensi ma sarebbe difficile concluderne che siano pertanto i migliori rappresentati di quelle nobilissime popolazioni. Recentemente leggevo un giornalista governativo (ma non era il solo ad usare quell’argomento) che, nell’ironizzare sul caso Santoro (bersaglio ormai felicemente bipartisan), diceva che costui aveva la curiosa persuasione che la maggioranza degli italiani si fosse piegata di buon grado a essere sodomizzata da Berlusconi. Ora non credo che Berlusconi abbia mai sodomizzato qualcuno, ma è certo che una consistente quantità di italiani consente con lui senza accorgersi che il loro beniamino sta lentamente erodendo le loro libertà. Erodere le libertà di un paese significa di solito mettere in atto un colpo di Stato e instaurare violentemente una dittatura. Se questo avviene, gli elettori se ne accorgono e, se pure non hanno la forza di azione di colpo di Stato che è con lui cambiata. Al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato.
All’idea di una trasformazione delle strutture dello Stato attraverso l’azione violenta il genio di Berlusconi è stato ed è quello di attuarle con estrema lentezza, passettino per passettino, in modo estremamente lubrificato.
Pensate alla inutile violenza con cui il fascismo, per fare tacere la voce scomoda di Matteotti, ha dovuto farlo ammazzare. Cose da medioevo. Non sarebbe bastato pagargli una buona uscita megagalattica (e tra l’altro non con i soldi del governo ma con quelli dei cittadini che pagano il canone)? Mussolini era davvero uomo rozzissimo. Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura – e infatti quando qualche cassandra lo fa viene sbertucciata. Il fatto è che per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla. Si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura.
Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d’informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l’evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi. Vi piacerebbe che andasse sui giornali la vostra conversazione con l’amante, così che lo venisse a sapere la vostra signora? No, certo. E se il prezzo da pagare è che non venga intercettata la conversazione di un potente corrotto o di un mafioso in servizio permanente effettivo, ebbene, la nostra privatezza avrà bene un prezzo. Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l’esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono delle buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?
Ecco, la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata. Un nuovo Malaparte potrebbe scrivere un trattato superbo su questa nuova tecnica dello struscio di Stato. Anche perché di fronte a essa ogni protesta e ogni denuncia perde valore provocatorio e sembra che chi si lamenta dia corpo alle ombre.
Pessimismo globale, dunque? No, fiducia nell’azione benigna del tempo e della sua erosione continua. Una trasformazione delle istituzioni che procede a piccoli passi può non avere tempo per compiersi del tutto, a metà strada possono avvenire smandrappamenti, stanchezze, cadute di tensione, incidenti di percorso. È un poco come la barzelletta sulla differenza tra inferno tedesco e inferno italiano. In entrambi bagno nella benzina bollente al mattino, sedia elettrica a mezzogiorno, squartamento a sera.
Salvo che nell’inferno italiano un giorno la benzina non arriva, un altro la centrale elettrica è in sciopero, un altro ancora il boia si è dato malato… Tagliare la testa al re o occupare il Palazzo d’Inverno è cosa che si fa in cinque minuti. Avvelenare qualcuno con piccole dosi d’arsenico nella minestra prende molto tempo, e nel frattempo chissà, vedrà chi vivrà.
Per il momento, resistere, resistere, resistere.
Massimo Manduchi mi ha mandato l’interessante resoconto del secondo Town Meeting (La Parola ai Cittadini) realizzato a Rimini. Che riporto molto volentieri, come esempio per tutti noi.
Anche il quartiere n° 2 partecipa e fa proposte
I cittadini del quartiere n°2 hanno partecipato martedì sera al secondo appuntamento con gli incontri organizzati dal Movimento 5 Stelle allo scopo di raccogliere idee e denunce dai cittadini. Anche questa volta la partecipazione è stata buona e la serata è ben presto diventata coinvolgente e piena di interventi. La ricetta è sempre quella: ogni proponente ha 3 minuti per spiegare il problema o proposta che intende esporre all’assemblea, dopodiché gli astanti hanno la possibilità di formulare domande di 1 minuto l’una ed il proponente aha altri 3 minuti per rispondere.
Alla fine si procede ad una votazione per valutare quali fossero i temi più sentiti. Le questioni emerse nella serata di martedì hanno riguardato la viabilità sotto diversi aspetti. Innanzitutto molti sono stati i voti per un ripensamento del sistema di circolazione del traffico riminese (21); si è poi avanzata un’interessante proposta per un’alternativa al TRC (Trasporto Rapido Costiero) sfruttando l’attuale linea ferroviaria e aggiungendo un binario in modo che si abbia una sorta di metropolitana di superficie che colleghi tutta la costa e anche l’entroterra verso San Marino. Un’idea rivoluzionaria riguardava poi la realizzazione di una Ecopolis al posto dell’attuale, incompiuto, Palazzo dei Congressi: interrompere i lavori, cambiare destinazione in parte, farne un centro polifunzionale che innanzitutto funga da “stazione terminale” del traffico, insomma fare cominciare la ZTL dal Palas organizzando da lì vari metodi ecologici di raggiungere il centro e che nella sale più grandi segua la vocazione naturale di ospitare eventi (21 voti). Si è poi parlato di inquinamento da polveri sottili e dei progetti relativi alla viabilità che l’Amministrazione sta portando avanti con la realizzazione della terza corsia autostradale in parallelo con la nuova SS16 (23 voti).
Ancora una volta si è parlato di piste ciclabili pericolose e mal organizzate (28 voti) e di manutenzione e tempistica dei semafori a volte troppo veloce per permettere anche a chi ha problemi di deambulazione di attraversare le strade (25). Altri temi trattati sono stati la mancanza di spiagge libere a Rimini (28 voti) e la necessità di considerare l’ampliamento dei cimiteri (15 voti). Un capitolo è stato dedicato all’edilizia di Rimini che dovrebbe permettere ai proprietari di piccoli terreni di edificare case di piccoli dimensioni invece di concedere sempre a grandi costruttori di erigere palazzine magari espropriando i suddetti terreni (? voti), cosa che permetterebbe anche un maggior rispetto dell’estetica dei quartieri dove al posto di villette uni o bifamiliari crescono ovunque palazzine di 4 – 5 piani (26 voti). Le questioni più votate sono state la mancanza a Rimini di impianti sportivi pubblici ed in particolare di una piscina, sempre promessa e mai realizzata (30 voti) ed una questione scottante: l’inadeguatezza del sistema fognario riminese che necessita di un radicale intervento cominciando ad operare la separazione delle acque, costi quel che costi e a prescindere da quanto potrà dover durare la realizzazione. Con 31 voti questa è stata vista come la priorità per Rimini, per la sua vocazione turistica e per la sostenibilità della città stessa. Questo è quello che pensano i cittadini del quartiere n°2, questo è quello che a volte hanno tentato di dire agli amministratori non ricevendo spesso neppure ascolto. Questo è quello che invece interessa al Movimento 5 Stelle e molti di questi temi verranno sicuramente messi nel programma politico per le elezioni del 2011. Attenzione signori Amministratori, i cittadini si stanno svegliando, e si stanno organizzando….
Ufficio Stampa Rimini 5 Stelle <stampa@rimini5stelle.it>
dal 30 luglio al 4 agosto 2010 si terrà il Global Forum on Direct Democracy. E’ un incontro che si tiene ogni anno in una nazione differente, lo scorso anno in Korea del Sud. Quest’anno il paese ospitante è la California, uno degli stati USA che usa con maggiore intensità gli strumenti di democrazia diretta quali il referendum propositivo, il referendum abrogativo e la revoca degli eletti.
Molto interessante il programma e gli oratori che sono i maggiori esperti di democrazia del mondo. Spero che come negli anni scorsi, i testi degli interventi verranno raccolti in un unico volume.
Qui il sito di riferimento per saperne di più (e per consultare ottimi libri online sull’argomento):
Aldo Giannuli è ricercatore di Storia Contemporanea nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano ed è stato consulente parlamentare per le stragi dal 1994 al 2001 e sul caso Mitrokhin. Dal 1996 al 2008 è stato consulente giudiziario in molti processi per stragi tra cui quella su piazza Fontana, piazza della Loggia, il caso Enrico Mattei. Oltre a essere giornalista e scrittore. Insomma si intende approfonditamente della materia su cui ha scritto il libro. Ha consultato gli archivi dei servizi segreti, non parla per sentito dire.
E traccia un quadro completo su come funzionano davvero i servizi. Non solo quelli italiani, ma in generale quelli di tutto il mondo. Come selezionano gli informatori, gli agenti, quali sono le strutture, quali gli incarichi, come agiscono e perchè.
E man mano che si avanza nella lettura del libro, ci si rende conto che viviamo in un mondo che pensiamo di conoscere e che invece è la rappresentazione di quello che i servizi vogliono farci conoscere. Che non esistono servizi deviati, perchè tutti i servizi devono agire in base al loro mandato con tecniche illegali.
Interessanti i capitoli sulle guerre di informazione e sulle guerre psicologiche. E se qualcuno pensava che qualcosa non tornasse nel funzionamento di queste nostre democrazie rappresentative, capirà perchè.
Scritto bene, chiaro, si legge tutto d’un fiato.
L’autore Aldo Giannuli ha anche un interessante blog: www.aldogiannuli.it
pag 391 euro 15 Editore Ponte alle Grazie
la webcam è stato un successo da vari punti di vista.
1. tecnico: abbiamo usato tre metodi diversi per saggiare le qualità e risultati e avere la sicurezza di un risultato. Almeno uno, l’iPhone + Ustream ha funzionato egregiamente. La webcam + chiavetta internet è migliorabile con una webcam migliore. La rete Luna wifi purtroppo proprio ieri sera non ha funzionato.
2. di informazione. In vari momenti si sono raggiunti gli 80 utenti collegati con il computer da casa a vedere l’evento. La trasparenza e l’informazione migliorano la democrazia. Questo sito www.cittadinirovereto.it ieri ha avuto un picco di 1144 visitatori.
3. di partecipazione. Molti sono entrati in chat a scambiarsi le opinioni, a fare domande, considerazioni, a commentare le decisioni prese.
4. di prospettive. Il Sindaco nel suo discorso ha citato positivamente la presenza della webcam e manifestato l’intenzione della sua amministrazione di fare un collegamento permanente. L’assessore Frisinghelli è venuto personalmente per dirmi che ha intenzione di attivarsi presto per realizzarla e siamo rimasti che ci saremmo incontrati al più presto per uno scambio di opinioni. Vari consiglieri hanno scritto su questo blog dicendosi interessati a portare avanti l’iniziativa. (Francesco Volani, Marco Laezza, Ezio Vanzo), qualcuno l’ha detto anche ieri in consiglio comunale.
5. di democrazia. Un primo passo è stato fatto ed è beneaugurante per il percorso di questa nuova amministrazione. Abbiamo mostrato la fattibilità della cosa, il costo zero necessario per attivarla, l’apprezzamento dei cittadini, l’interesse della nuova amministrazione e di alcuni consiglieri.
Sono molte a cominciare da:
- il video trasmesso online deve essere quello già disponibile ed utilizzato sullo schermo che si vede nella saletta dei cittadini. Esso inquadra chi parla e le fa vedere in primo piano con un ottimo audio. A questo dovrebbe essere aggiunta una veduta d’insieme del lato consiglieri e una veduta d’insieme del lato assessori, per quando nessuno utilizza i microfoni e il segnale video quindi si disattiva.
- la chat deve essere presente perchè è stata ampiamente utilizzata. Non deve prevedere l’obbligo di registrarsi, esattamente come quella di ieri, così è più facile ed amichevole da utilizzare dai cittadini. Inoltre deve registrare i messaggi e archiviarli e renderli disponibili per il futuro. Purtroppo la chat che abbiamo usato ieri noi non teneva in memoria i messaggi.
- il sistema che verrà realizzato dal comune non deve obbligare di utilizzare solo il sito del comune, ma permettere di inserire (embed) il video anche nei blog dei cittadini, come ad esempio questo blog. Meglio se si usano due sistemi di ripresa online (ad esempio Ustream e LiveStream)
- bisognerebbe dotare la sala anche di un sistema di votazione elettronico, con i risultati che appaiano all’interno della sala, all’esterno nella sala dei cittadini e archiviati per consultazione futura nel sito del comune per vedere chi ha votato e come, su un determinato argomento. E che appaia nel video mandato online, al momento del voto.
Intanto ecco i video archiviati di tutta la serata e consultabili online, quello più in alto è il primo in ordine temporale:
Video trasmesso da Milena Bertagnin (iPhone + Ustream + archivio YouTube)
Chat di LiveStream
Per scrivere sulla chat, inserisci la tua frase in basso, clicca “SAY” e poi inserisci il tuo nickname (nome con cui vuoi apparire) nella finestrella che si apre e infine premi il pulsante verde “SAVE CHANGES”. Questo serve solo la prima volta che scrivi qualcosa. Dopo basta scrivere e premere “SAY”
Video trasmesso da Athos Gualazzi (pc portatile + webcam del computer + chiavetta internet + LiveStream)
l’amico Carlo Reggiani mi ha mandato un video in cui il sondaggista di Porta a Porta e del Corriere, Mannheimer dice che sarebbe meglio fare un sondaggio piuttosto di un costoso referendum. E chiede la mia opinione.
Guardatevi intanto il video e poi se volete, il mio commento.
Il sondaggio è una somma delle risposte ottenute da cittadini che non hanno tempo di pensare a questioni complesse, che vengono facilmente manipolati dalla forma con cui viene posta la domanda e che vengono sollecitati a rispondere in fretta e che comunque sanno che i risultati non avranno nessuna influenza sulle decisioni.
I referendum sono strumenti di democrazia diretta, attivati con enorme fatica dai cittadini, ostacolati dalla istituzioni, in cui vanno a rispondere solo i cittadini interessati (e perché bisogna far decidere a chi non interessa nulla? In una assemblea condominiale decide chi partecipa, non chi non va), dopo aver ascoltato le varie opinioni a favore e contro e dopo essersi confrontati con altri cittadini e mezzi di stampa. L’affluenza bassa in Italia, ai referendum è un effetto della presenza del quorum, ostacolo pensato dagli amministratori per poter invalidare sistematicamente i referendum con l’invito all’astensione. Dove non c’è il quorum come in Svizzera, in California, in Baviera (al 15%) l’affluenza è significativamente più alta.
Si potrebbe informare i cittadini anche prima dei sondaggi, come dice Mannheimer, ma non c’è un solo caso al mondo dove questa ipotesi teorica sia stata fatta, tranne nei Sondaggi Deliberativi, che però sono tutt’altra cosa di quelli che vuole fare Mannheimer. Al contrario l’uso distorto e manipolatorio che Berlusconi e prima di lui Bush e Blair ad esempio hanno fatto con i sondaggi realizzati da aziende attente al denaro dei committenti più del risultato scientifico, dimostra che i sondaggi possono essere pericolosi strumenti che rafforzano il potere di chi già ce l’ha.
Se il problema è il costo per la democrazia per realizzare un referendum, basta realizzarlo per via postale come avviene all’80% a Zurigo o come avviene al 100% nell’Oregon. La verità è che dietro la motivazione che i referendum costano, la classe politica che ci amministra che non ha nessuna remora di spendere per rimpinguare le casse dei propri partiti e le proprie personali, nasconde ipocritamente la paura che uno strumento di democrazia diretta troppo efficace nella mano dei cittadini, mostri che in realtà i cittadini non amano i provvedimenti che gli amministratori attuano.
con entusiasmo riporto la notizia mandatami da Massimo Manduchi (che con orgoglio ricordo era anche candidato a Rovereto con la lista Più Democrazia a Rovereto) che racconta che a Rimini il Movimento 5 Stelle sta costruendo il proprio programma per le comunali del 2011, tramite serate partecipative che chiamano Town Meeting che funzionano con i tempi de La Parola ai Cittadini, e che fanno emergere le idee e le proposte dei cittadini. E la buona notizia è che la partecipazione c’è. I cittadini fanno proposte concrete e di buon senso. Anche noi a Rovereto tra dicembre 2009 e febbraio 2010 avevamo fatto un percorso molto simile, con gli stessi risultati positivi. Comunque vada poi alle elezioni, questi centinaia di cittadini coinvolti avranno assaggiato un metodo partecipativo che funziona e poi lo richiederanno ancora e ancora. Avanti così!
Ecco il comunicato ufficiale. A seguire la scheda con le domande data da compilare nella serata e disponibile anche nel sito ufficiale del Movimento 5 Stelle di Rimini.
Comunicato Stampa del 9 giugno 2010
Le prime proposte dal Town Meeting del quartiere n° 1
Si è svolto ieri sera il primo Town Meeting di Rimini. Organizzato dal Movimento 5 Stelle l’incontro era volto a coinvolgere i cittadini del Quartiere n°1 ed a raccogliere idee e problematiche sollevati dagli stessi. La sala provinciale del Buonarrivo era gremita e la partecipazione è stata entusiasmante in un crescendo di interventi. A prova del fatto che, se consultati, i cittadini possono essere una utile risorsa per l’Amministrazione comunale nel trovare idee e soluzioni migliorative per la situazione della città, ieri sera tanti residenti del quartiere n.1 hanno voluto dare il proprio contributo. Ogni proponente aveva 3 minuti per spiegare il problema o proposta che intendeva esporre all’assemblea, dopodiché gli astanti avevano la possibilità di formulare domande di 1 minuto l’una ed il proponente aveva altri 3 minuti per rispondere. Alla fine si procedeva ad una votazione per valutare quali fossero i temi più sentiti. In questo modo si è riusciti ad affrontare molte questioni sottolineando i punti principali ed a tenere vivace il ritmo della serata. I problemi sollevati sono stati i seguenti: razionalizzare la viabilità del centro storico, nuovo progetto per il mercato degli ambulanti, allargare l’isola pedonale, realizzare bagni pubblici nel centro, iniziare ad affrontare la situazione fognaria di Rimini, migliorare le piste ciclabili e i raccordi, ottimizzare i parcheggi legandoli ad un piano di mobilità serio, semplificare lo smaltimento dell’eternit e ridurre lo spreco di acqua dalle fontane. Tutti i proponenti hanno denunciato circostanze che richiederebbero interventi urgenti e tanti hanno fatto anche proposte concrete. Tutte le questioni hanno avuto la massima attenzione dei partecipanti e tutte hanno raggiunto un alto numero di voti. È stata illustrata la proposta degli ambulanti per una nuova dislocazione del mercato settimanale (voti 28), si è parlato di rivedere la ZTL del centro con criteri realmente ecologisti (voti 28), di riqualificare le banchine dell’invaso dal Ponte di Tiberio al Ponte dei Mille (voti 27), di copiare prassi virtuose di altre province nello smaltimento dell’eternit (voti 23) e di porre rimedio allo spreco di acqua da fontane (voti 29). Le più votate sono state le proposte riguardanti il miglioramento e la revisione delle piste ciclabili che ha guadagnato 37 voti, il ripensamento del centro storico come bene culturale e sociale con 32 preferenze a pari merito con la necessità di effettuare investimenti lungimiranti sull’impianto fognario. Il Movimento 5 Stelle crede fermamente che i cittadini possano fornire un grande apporto al governo del territorio e che debbano riappropriarsi dei loro diritti e poteri. Ecco perché tramite questi incontri intende raccogliere idee che saranno studiate ed eventualmente inserite nel programma elettorale per le comunali del 2011. Appuntamento quindi al prossimo Town Meeting tra 2 settimane.
Ufficio Stampa Rimini 5 Stelle MoVimento 5 Stelle – Grilli Pensanti Rimini http://www.rimini5stelle.it/
Qui sotto la scheda da compilare, data ai cittadini.
Fino a questo momento 6 comuni della provincia di Bolzano e 1 della provincia di Trento hanno abolito o notevolmente abbassato (15%) il quorum previsto per i loro referendum comunali. Ed altri stanno proprio in questo periodo discutendo nei consigli comunali se abolire o abbassare il quorum, per cui il numero è destinato ad aumentare.
Questo trend è importante perché nella Regione Trentino Alto Adige una legge regionale ha stabilito che tutti i comuni devono prevedere all’interno del proprio statuto i referendum propositivi e abrogativi. Nel resto d’Italia invece questo è una facoltà non un obbligo. E quindi moltissimi comuni italiani prevedono i referendum nella loro forma più blanda e meno efficace, ossia quella consultiva. I cittadini si esprimono, ma gli amministratori possono tener conto di quanto espresso oppure no a loro piacere. Invece tutti i comuni del Trentino Alto Adige prevedono referendum vincolanti o in cui gli amministratori possono opporsi solo con maggioranze qualificate (di solito i 2/3) al volere espresso dai cittadini.
Dunque questi 7 comuni hanno strumenti di democrazia diretta nella mani dei cittadini, molto forti. Il primo comune a togliere il quorum è stato Voeran – Verano (BZ) che ancora nel 2005 ha eliminato il quorum. A seguire Wengen – La Valle (BZ) e St.Ulrich – Ortisei (BZ) e Voels – Fiè (BZ) che nel 2006 hanno tolto il quorum. Poi Kurtatsch – Cortaccia (BZ) che nel 2009 ha abbassato il quorum al 15%. Villa Lagarina (TN) nel 2009 ha eliminato il quorum e infine San Candido – Innichen (BZ) nel 2010 ha abbassato il quorum al 15%.
Nella provincia di Bolzano dal 1996 opera una associazione chiamata Mehr Demokratie – Più democrazia e che si ispira ad una omologa associazione tedesca attiva dal 1991 che è riuscita a introdurre i referendum senza quorum nella Baviera. Nel suo lavoro ormai quindicinale, Mehr Demokratie di Bolzano è riuscita a fare opera di sensibilizzazione presso molte associazioni e cittadini in tutta la provincia. Grazie alla sua pressione la Provincia di Bolzano ha già il quorum più basso tra tutte le provincia italiane, ossia il 40%. Il 25 ottobre 2009 questa associazione ha portato alla votazione i cittadini della provincia a un referendum per migliorare gli strumenti di democrazia diretta. Per un soffio (mancava poco più dell’1 % dei votanti) il quorum non è riuscito a superare la soglia prevista. Questo a livello complessivo provinciale. Ma in molti comuni questa soglia è stata abbondantemente superata e da allora gli amministratori stanno valutando come hanno fatto Kurtatsch – Cortaccia e Innichen – San Candido, di adeguarsi alla volontà dei cittadini.
Anche a Rovereto (TN) dal 2007 opera una associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto che vuole migliorare gli strumenti di democrazia diretta usufruibili dai cittadini. L’11 ottobre 2009 si è svolto un referendum comunale a Rovereto che chiedeva appunto l’abolizione del quorum. Ma non ha superato il quorum in vigore, del 50%. Nel comune confinante di Villa Lagarina (TN), appena dopo due settimane il referendum comunale di Rovereto, che ha avuto una certa eco nei quotidiani locali, è stato approvato il nuovo statuto, che tra le altre cose prevede l’abolizione del quorum, e l’introduzione del Consiglio Comunale Aperto.
Le azioni di pressione che vengono dal basso, dalle associazioni dei cittadini, anche se a volte sembrano non arrivare a nulla, creano comunque una consapevolezza di fondo, grazie alla quale, a volte inaspettatamente avvengono cambiamenti nella direzione desiderata.
altri due comuni nella provincia di Bolzano hanno il quorum zero, sono Voeran-Verano e di La Valle – Wengen. Uno da fine 2005 e l’altro dall’inizio 2006. Hanno entrambi uno statuto molto simile e entrambi dicono
“Il referendum si intende approvato se ottiene il 50% dei voti validi, a prescindere dalla partecipazione al voto.”
Ecco i loro statuti:
Anche il comune di Fiè – Voels (BZ) ha tolto il quorum nei referendum comunali, già nel 2006. Inoltre ha inserito nel suo statuto che possono votare chi ha compiuto 16 anni, una volta l’anno l’amministrazione deve indire un’assemblea pubblica in cui racconta ai cittadini quanto ha fatto, il referendum abrogativo è vincolante e quello propositivo è vincolante se l’azione proposta è finanziabile.
Ecco lo statuto di Fiè – Voels
Ecco il regolamento dei referendum comunali di Fiè – Voels
ho ricevuto da Marco di Vimercate una bella lettera che racconta l’esito de La Parola ai Cittadini di Vimercate del 4 novembre 2009. Era presente l’assessore alla partecipazione Corrado Boccoli, che ha ascoltato con interesse le proposte emerse ed ha invitato i cittadini delle 3 proposte più votate a relazionare davanti alla giunta. Ora alle proposte verrà dato un seguito. Bellissimo esempio di partecipazione dei cittadini e di umiltà e spirito di servizio da parte dell’amministrazione del comune. Ma leggiamo dalle parole di Marco:
con un ritmo non dei più serrati, ma con calma e soprattutto perseveranza stiamo riuscendo a portare avnti l’iniziativa lanciata lo scorso Novembre a Vimercate di democrazia partecipata.
Ti vorrei fare partecipe perché in effetti se abbiamo inziato ed il modo ultilizzato in buona parte lo dobbiamo a te che leggendo il tuo libro e nell’aiutarci a condurre la serata del 4 Novembre scorso ci hai dato le basi di come trattare questo non facile processo di partecipazione.
In sintesi, dopo la sera del 4 Novembre cosa è successo:
- La stessa serata di raccolta proposte è stata replicata anche a Concorezzo con una buona partecipazione ed numero di proposte raccolte. Diciamo per cui che abbiamo iniziato in parallelo il percorsso con i due comuni su cui siamo presenti come GAS: Vimercate e Concorezzo
VIMERCATE:
- a Vimercate, l’assessore di riferimento Corrado Boccoli, ci ha molto supportato tanto che a gennaio i tre cittadini che hanno elaborato le tre proposte più votate sono stati ricevuti dalla Giunta dove hanno potuto ribadire i 3 punti formulati
- il prossimo 9 giugno fremo la cosidetta serata di restituzione in cui i 20 punti formulati assieme verranno ripresi e Sindaco + 2 assessori saranno presenti e punto per punto riprenderemo quanto proposto e sempre con modalità contingentata relazioneranno pubblicamente con quanto fatto e quanto si vuole fare sui vari temi. Modalità contingentata sarà molto simile a quanto fatto la prima serata: 3 minuti all’amministrazione per dire quanto fatto/vuole fare; 3 interventi dal pubblico e risposta finale dell’amministrazione. sotto il comunicato che abbiamo inviato su questa serata. Metto in copia i soci del GAS che stanno aiutando nella realizzazione di questa serata. Leggi il resto »
riporto una bella relazione di una serata partecipativa realizzata a Bassano (VI) con il metodo de “La Parola ai Cittadini”. Ottime le motivazioni e il risultato. La voglia di democrazia cresce in Italia.
ricevo da Thomas Benedikter queste informazioni sul libro che ha appena scritto “Più Democrazia in Europa” e sulle iniziative che sta promuovendo su questo argomento in Europa. Riporto l’appello generale e in fondo l’appello che ha inviato a tutti gli europarlamentari e la scheda in pdf di presentazione del libro.
Il Trattato di Lisbona per la prima volta permette la partecipazione diretta dei cittadini europei:
L’Iniziativa dei cittadini europei: una breccia per più partecipazione alla politica europea
Ultimamente si sono moltiplicate le richieste di referendum europei: i Verdi e Greenpeace hanno invocato una votazione sulla patata geneticamente modificata, autorizzata dalla UE; un gruppo di ONG vuole impedire l’entrata della Turchia nella UE tramite referendum; politici austriaci hanno annunciato la richiesta di un referendum europeo per un’ „imposta europea sulle transazioni finanziarie“. Iniziative precoci, perché lo strumento dell’ “Iniziativa dei cittadini europei” (ICE in breve, previsto dal Trattato di Lisbona, art. 11,4) in mancanza del regolamento di attuazione non è ancora applicabile. Ma anche una volta regolamentata, l’ICE non permetterà una votazione referendaria a livello europeo. La nuova ICE è il primo strumento transnazionale di democrazia diretta in assoluto, ma è solo una „iniziativa di agenda“, cioè simile alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare: almeno un milione di cittadini UE potranno sottoporre alla Commissione di adottare una norma europea in uno dei settori di sua competenza. La Commissione deve agire, ma come lo farà resta affare suo. Se non fa sua la proposta dei cittadini o perfino propone un regolamento di contenuto opposto, non seguirà una votazione referendaria europea.
Quindi lo strumento è debole, ma comunque per la prima volta la UE ammette la partecipazione diretta dei cittadini, non mediata né dai governi né dal Parlamento o dai partiti. Lo strumento è teso a ravvicinare i cittadini all’ “Europa di Bruxelles”, ma il suo utilizzo concreto dipenderà essenzialmente dal regolamento attuativo che dovrà tener conto del suo carattere transnazionale. La stessa commissaria competente, Cecilia Malmström, affermò: „Il nuovo strumento democratico dev’essere accessibile, trasparente e favorevole ai cittadini.“ Ciò nonostante la Commissione nel marzo 2010 ha presentato una sua proposta che si scosta notevolmente da tali aspettative. Nel regolamento di applicazione si tratta di definire soprattutto
Le ONG sottolineano, che uno strumento di partecipazione transnazionale richiede regole diverse, più generose e speciali rispetto gli strumenti analoghi nazionali. Le distanze geografiche, la pluralità di lingue, la mancanza di uno spazio pubblico comune, e altri fattori rendono un’ICE più dispendiose e complesse, come dimostrato da varie esperienze di campagne transnazionali.. Se tali campagne non saranno facilitate da un regolamento appropriato, tutto lo strumento rischia di essere mortificato già dall’inizio. Dall’altra parte la Commissione ha già ventilato il timore che la nuova ICE, se regolamentata in modo „user-friendly“, potrà provocare un’ondata di richieste dei cittadini. L’esperienza italiana della proposta di legge di iniziativa popolare smentisce tali paure. Con la soglia più bassa che esista in Europa (50.000 firme) dal 1948 al 2005 sono state presentate 213 proposte, cioè solo quattro in media annuale, di cui trasformate in legge solo 29.
Una conquista dei movimenti civici è sicuramente il fatto che la Commissione permetterà le firme elettroniche, con modalità ancora da definire. Per tutta una serie di altre esigenze prevede invece degli ostacoli notevoli: non si prevede il rimborso di una parte delle spese sostenute dai promotori, non c’è il diritto alla traduzione nelle lingue ufficiali dell’UE, la proposta di chiedere firme provenienti da 9 paesi è troppo alta, con sei mesi si lascia troppo tempo alla Commissione per elaborare la sua proposta di normativa, mentre soli 12 mesi sono un termine troppo breve per la raccolta di un milione di firme in nove paesi. Si esclude la verifica di ammissibilità preventiva e la possibilità dei cittadini a proporre emendamenti per i Trattati europei. Tutta una serie di chiusure, protesta il mondo delle ONG, non necessarie giacché comunque si tratta solo di una „iniziativa-agenda“, che non si conclude con un referendum popolare.
Ora la palla passa al Parlamento e al Consiglio europei che entro il 1 dicembre 2010 intendono varare un regolamento attuativo. Ci vorrà notevole impegno anche da parte della società civile organizzata per garantire un regolamento favorevole ai cittadini. A questo scopo l’Iniziativa per più democrazia (Bolzano) e Sovranità popolare (Roma) hanno rivolto un appello a tutti gli europarlamentari italiani di impegnarsi affinché si attuino le miglior regole possibili, come proposto da Democracy International, la federazione delle ONG per più democrazia. “Per colmare il fossato fra cittadini ed istituzioni,” si afferma nell’appello, “per creare uno “spazio politico pubblico” e un impegno politico transnazionale occorrerà introdurre effettivi diritti referendari. Oggi la stragrande maggioranza dei cittadini europei si sente ancora nel ruolo di spettatore del sistema politico europeo, dibattiti a livello europeo scarseggiano e la partecipazione alle elezioni europee dal 1979 non fa che calare. Siamo ancora lontani dall’Europa dei cittadini, spesso invocata, tuttavia l’ICE è un’occasione da non perdere per restituire a noi cittadini un pezzo di sovranità anche a livello europeo.”
Thomas Benedikter
PS (a margine con la copertina)
In un volume appena presentato da Thomas Benedikter („Più democrazia per l’Europa“, ARCA edizioni, Lavis 2010; per la scheda di presentazione vedi www.dirdemdi.org/neu/de/neuigkeiten), non solo si illustra questo nuovo diritto dei cittadini europei, ma si spiega anche di quali strumenti di democrazia diretta i cittadini europei effettivamente avrebbero bisogno e come tutto l’attuale assetto istituzionale dell’UE andrebbe ridisegnato in chiave democratica. Il libro è reperibile presso l’Iniziativa per più democrazia (info@dirdemdi.org), presso l’editore ARCA (info@edizioniarca.it ) oppure nelle librerie.
Benedikter-contributo-DD-Europa-ICE-31-5-10
a Milano sono stati presentati 5 quesiti referendari, su cui si inizierà il percorso per arrivare al voto dei cittadini. Interessanti i temi. Purtroppo si tratta solo di referendum consultivi con il quorum al 30%. Ossia è difficile utilizzare lo strumento, c’è la barriera del quorum da scavalcare e se infine passano, sono consultivi, ossia l’amministrazione può tenerne conto oppure ignorarli a suo piacere. Un esempio della difficoltà che i cittadini hanno di utilizzare gli strumenti di democrazia diretta nelle loro mani, ma anche della loro determinazione ad usarli.
Riporto dal sito di riferimento:
http://referendummilano.blogspot.com/
Milano, 3 giugno 2010
Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione delle proposte referendarie per Milano da parte di Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini.
Il progetto referendario mira a realizzare in pochi anni una vera e propria rivoluzione del sistema dei trasporti, dell’energia e dell’abitare che generi un profondo miglioramento della qualità dell’aria, della mobilità, del verde a Milano. Con questi referendum di iniziativa popolare i promotori vogliono coinvolgere i cittadini in un grande e innovativo progetto per una vivibilità urbana oggi compromessa a causa dell’inerzia del ceto politico e del condizionamento esercitato da interessi lontani dalla promozione del bene comune. Il successo degli obiettivi referendari sarebbe determinante per fare di Milano una città all’avanguardia nel mondo sul piano della qualità dell’ambiente e della vita, nella direzione dello spirito originale dell’Expo 2015.
Di seguito una sintesi dei quesiti, aperti all’adesione di personalità, associazioni, forze politiche e sociali, e che saranno finalizzati e depositati nei prossimi giorni in conformità al regolamento comunale, per poter poi avviare la raccolta delle firme necessarie (1,5% degli iscritti alle liste elettorali, pari a circa 15.000 cittadini).
Marco Cappato: “Vogliamo impedire che la Milano dell’Expo diventi la capitale internazionale della speculazione edilizia e dell’inquinamento. I nostri referendum sono lo strumento per imporre a un ceto dirigente inerte l’abbandono del modello basato su auto privata, cemento e fonti di energia inquinanti: un modello che paghiamo sia in termini economici che di vite umane.”
Edoardo Croci: “Vogliamo dare voce ai milanesi per costruire una città più vivibile e con una proiezione internazionale, in un momento in cui la politica non sembra in grado di esprimere una visione lungimirante ed avere il coraggio di assumersi le responsabilità necessarie a contrastare l’inquinamento e a migliorare la qualità dell’ambiente, come dimostra l’incertezza sullo sviluppo di Ecopass e dell’intera strategia per la mobilità sostenibile.”
Enrico Fedrighini: “L’anno che manca alle elezioni sarà contraddistinto dalla totale inerzia delle amministrazioni locali in materia di contrasto al traffico e allo smog. I polmoni dei milanesi non possono permetterselo. Per questo impieghiamo quest’anno per una battaglia civica finalizzata a cambiare il volto di questa città, con il coinvolgimento diretto del popolo inquinato.”
Referendum 1: ECOPASS E MOBILITA’ SOSTENIBILE
per l’estensione di: Ecopass, Metrò, piste ciclabili, aree pedonali
Per dimezzare il traffico, estendere l’Ecopass alla “cerchia ferroviaria”, Leggi il resto »
mi è stato regalato da Ezio di Lomazzo un bel libro scritto da Andrea Palamara. E’ un’ottima sintesi di quello che è accaduto nella vita politica italiana negli ultimi 30 anni. Come è stato possibile che Berlusconi abbia preso il potere in Italia e con quali scopi. Inoltre paragona il piano di “rinascita democratica” ossia il progetto di colpo di stato messo appunto dalla loggia massonica P2 con quanto poi avvenuto. Il confronto rende evidente le somiglianze.
INDICE
- premessa, pag. 4
- introduzione, pag. 5
- la storia di Silvio Berlusconi, pag.7
- che cos’è una democrazia, pag.9
- la Loggia Massonica “PROPAGANDA 2”, pag. 16
- costruire una dittatura: manuale di montaggio, pag. 24
- il Cavaliere e la P2, pag. 36
- il triangolo: P2, la mafia e Forza Italia, pag. 39
- il papello, pag. 47
- il papello dei colletti bianchi, pag.49
- Gelli chiama, Silvio risponde, Riina applaude, pag. 51
- la televisione, un investimento che non rende (o forse si…), pag. 53
- come ti svuoto la democrazia, pag. 56
- il recupero dei valori: noi e loro, pag. 61
- la metà sinistra del pensiero unico, pag. 64
- siamo tutti americani, pag. 71
- conclusioni, pag. 73
- appendice “il piano di Rinascita Democratica”, pag. 75
Ho trovato la lettura molto scorrevole, utile e interessante per fare il punto sulla situazione italiana. Ho chiesto all’autore Andrea Palamara se desidera condividere il suo saggio anche con i visitatori di questo blog.
Clicca qui sotto per scaricarlo:
tengo famiglia (96)a San Candido /Innichen gli amministratori nel dicembre 2009 hanno deciso di abbassare il quorum dei referendum comunali dal 50%al 15%.
Non è ancora la situazione ottimale di abolizione del quorum, ma un passo importate. Con il 15% infatti l’invito al boicottaggio rischia di non avere efficacia e quindi entrambi i partiti del SI e del NO devono andare a votare. E quindi l’affluenza aumenta. E si tratta di referendum deliberativo, ossia vincolante per l’amministrazione.
Un grande complimenti agli amministratori di San Candido /Innichen, che vicini alle esigenze dei cittadini, hanno deciso di dotarli di strumenti di democrazia efficaci.
Allego la delibera di attuazione la numero 72/09 del 23 dicembre 2009.
Per maggiori dettagli basta consultare il sito del comune di San Candido /Innichen qui:
http://www.comune.sancandido.bz.it/
Qui il regolamento dei referendum di San Candido / Innichen
regolamento referendum san candido innichen
Sono oggi 5 i comuni della provincia di Bolzano in cui il quorum è stato abolito o significativamente ridotto (per ora ho descritto su questo blog Ortisei/ St. Ulrich e Cortaccia /Kortasch prossimamente gli altri). Grazie a Stephan Lausch per la segnalazione e per l’impegno a divulgare queste tematiche.
di Paolo Michelotto
ecco le domande che Più Democrazia a Rovereto ha posto ai due candidati sindaci di Rovereto.
Ecco le domande che noi facciamo ai due candidati sindaci. Le risposte che ci perverranno saranno scritte su questo blog e inviate con la nostra prossima newsletter.
1. il quorum nei referendum non esiste in Svizzera, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda e in tutti gli stati degli USA dove è presente lo strumento referendario. Inoltre nel 2009 è stato abolito anche a Villa Lagarina e in 5 comuni del Sud Tirolo. A Rovereto è oggi fissato al 50%. Qual è la sua posizione al riguardo?
2. in più di 500 città del mondo il bilancio comunale viene discusso e deciso assieme ai cittadini, con il metodo del Bilancio Partecipativo. Pensa di introdurlo a Rovereto?
3. moltissime città del mondo progettano il proprio territorio consultando e coinvolgendo i cittadini nella fase progettuale con tecniche partecipative. Ossia realizzano il PRG partecipato. Se diventerà sindaco consulterà i cittadini nella stesura del prossimo PRG?
4. la webcam in consiglio comunale è diffusissima in Italia e nel mondo. Il comune di Torino, di La Spezia e moltissimi altri hanno tutto l’archivio dei consigli comunali online, con le discussioni e le votazioni e i documenti finali. Oggi poi la tecnologia moderna permette di mettere video online in diretta e in archivio in internet a costi zero. Se eletto sindaco pensa di mettere online le sedute del consiglio comunale? E di scrivere i voti dei consiglieri con il loro nome su ogni votazione effettuata (oggi si conta solo il numero e non si registra come ha votato il consigliere x sul provvedimento y)?
5. nel 2009 varie centinaia di cittadini avevano firmato una delibera di iniziativa popolare che chiedeva di abbinare i referendum comunali alle elezioni nazionali, europee e ai referendum nazionali. Come avviene per esempio in California e come è previsto dal comune di La Spezia. Questo per risparmiare soldi dei contribuenti (fino a 30.000 euro), risparmiare energie ai votanti con continue votazioni, incentivare la partecipazione al voto. Questa delibera non è mai stata discussa. Cosa ne pensa?
6. dal 2007 organizziamo serate partecipative chiamate “La Parola ai Cittadini” in cui diamo a tutti i cittadini la possibilità di fare una proposta, di discuterla e di votarla. E alla fine abbiamo un elenco di proposte in ordine di priorità dei presenti. Se eletto sindaco assisterebbe a queste serate con la sua squadra di amministratori? Porterebbe la proposta più votata in consiglio comunale per farla discutere dai consiglieri?
7. dal 2007 abbiamo presentato 5 iniziative di delibera popolare. Che è il modo previsto dallo statuto attuale con cui i cittadini possono portare una proposta in consiglio comunale. Nessuna di questa delibere è mai stata discussa, perchè manca il regolamento attuativo da ormai più di 10 anni. Se eletto sindaco si impegna a realizzare un regolamento attuativo per le delibere di iniziativa popolare che fissi una data entro cui queste devono essere discusse?
8. molti comuni in Italia, tra cui Morciano (RN) e Villa Lagarina (TN) prevedono il Consiglio Comunale Aperto nel loro statuto. Questo strumento è attivabile dai cittadini dopo una raccolta di x firme. Durante questo evento i cittadini possono fare domande agli amministratori ed ottenere risposte, in un consiglio appunto aperto a tutti. Se eletto sindaco pensa di portare questo strumento a Rovereto?
9. ha altre proposte per dare voce ai cittadini nelle scelte per la loro città?
splendida serata a Lomazzo (CO) ieri. Atmosfera curiosa, partecipe ed attenta. L’energia era molto positiva.
57 presenti in sala, abbiamo realizzato “La Parola ai Cittadini”, ho fatto una presentazione degli esempi di democrazia diretta e partecipativa che funzionano nel mondo, abbiamo discusso con domande e risposte di 1 minuto sui vari dubbi emersi sull’argomento, e gli organizzatori “ImmaginaLomazzo” hanno presentato la proposta di Regolamento attuativo per i referendum che hanno mandato agli amministratori, basato sull’esempio di quello di Ortisei e che prevede quorum zero nei referendum. La mia impressione è che molti cittadini sono interessati all’argomento e che spingeranno l’amministrazione ad affrontarlo.
Qui il sito
Questa la proposta di Regolamento per i Referendum presentata al consiglio comunale e agli amministratori
Questo il file della presentazione slide fatta durante la serata
presentazione lomazzo 19-05-10
Questa la pagina con tutte le 8 proposte fatte, discusse e votate. Non ne abbiamo fatte discutere di più per lasciare spazio alla discussione finale.
domande cittadini
lomazzo 19-05-10
N° Nome Titolo domanda Voti
8 andrea pedonalizzazione del centro 43 6 maurizio piccoli negozi 41 3 silvana Non luoghi (piazze cortili strade) 37 5 flora consiglio dei giovani 35 1 riccardo Ciclabilità + treno 32 7 gabriella non luogo attrezzato per bambini 30 4 ivana verbale consigli comunali 26 2 gabriele nuovo parco 19