• A Vignola la Giornata della democrazia!

    Febbraio 25, 2015 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia

    riporto l’interessante post di Andrea Paltrinieri sul suo blog Amare Vignola riguardante La giornata della democrazia che si effettuerà domenica 1 marzo 2015 a Vignola.

    A Vignola la Giornata della democrazia!

    Domenica 1 marzo si terrà a Vignola la prima Giornata della democrazia (presso la sala parrocchiale di Brodano). Non si tratta della celebrazione cittadina di un aspetto importante della vita contemporanea, ma piuttosto di una vera giornata di confronto e discussione con l’obiettivo di rinnovare gli strumenti di partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione comunale. Il lavoro che inizierà l’1 marzo andrà dunque a tradursi in modifiche allo statuto comunale o al regolamento di funzionamento del consiglio comunale. Il tema è importante e merita qualche considerazione. L’invito, comunque, è quello di partecipare!

    C_Giornata_partecipazione

    [1] Basta scorrere velocemente il programma (pdf) e si vede subito che si tratta di una vera giornata di lavoro. Certo, i protagonisti sono i cittadini, ma a condurre la giornata (relazioni principali del mattino e coordinamento delle sessioni di dibattito) sono stati chiamati Paolo Michelotto (già noto a diversi vignolesi: vedi) e Thomas Benedikter, entrambi autori di una guida – “Più democrazia nella politica comunale. Strumenti di partecipazione deliberativa e di democrazia diretta a livello comunale” – che l’amministrazione comunale ha opportunamente provveduto a stampare ed a mettere a disposizione dei partecipanti e dei cittadini interessati (una copia può essere richiesta presso l’Ufficio Partecipazione del comune). Molto interessante anche la formula d’invito: 500 cittadini estratti a sorte dalle liste elettorali hanno ricevuto una lettera d’invito per la giornata (pdf). Ma ovviamente chiunque sia interessato può partecipare (previa iscrizione).

    La parola ai cittadini, iniziativa di partecipazione condotta da Paolo Michelotto su invito della nuova amministrazione civica, il 4 dicembre 2014.La parola ai cittadini, iniziativa di partecipazione condotta da Paolo Michelotto su invito della nuova amministrazione civica, il 4 dicembre 2014.

    [2] La prima Giornata della democrazia vignolese sarà dunque dedicata ad uno specifico tema: la partecipazione dei cittadini e gli strumenti che l’istituzione pubblica, il comune, mette loro a disposizione per conoscere e per contribuire ai processi decisionali amministrativi, oppure anche per prendere direttamente quelle decisioni (es. referendum). Qualcuno potrebbe ritenere singolare questa scelta di tema, visto che in fondo anche la democrazia praticata a livello locale è una “democrazia rappresentativa”, in cui cioè il principale atto politico dei cittadini consiste nell’elezione dei propri “rappresentanti” – sono poi questi ultimi (tramite la giunta ed il consiglio comunale) a prendere le decisioni (vedi), sotto forma di atti anche significativamente diversi tra loro per importanza e portata: si va dagli atti di pianificazione territoriale di valenza pluriennale (come il PSC, da noi in corso di redazione da anni: vedi), agli atti di allocazione delle risorse comunali assunti annualmente (come gli atti di bilancio: vedi), ad atti su oggetti assai più puntuali, su scuola, sociale, sport, cultura, ecc. Leggi il resto »

  • La revoca esiste anche a Taiwan: 14 febbraio 2015 votazione di revoca per il parlamentare Alex Tsai

    Febbraio 23, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    alex tsai

    ci sono vari paesi del mondo dove esiste lo strumento della revoca degli eletti: USA, Venezuela, Bolivia, Canada, Germania, Polonia, Svizzera. Alla lista dobbiamo ora aggiungere anche Taiwan, dove il 14 febbraio 2015 si è svolta una votazione per revocare il parlamentare Alex Tsai.

    L’affluenza è stata del 25%, ma poichè per legge esiste il quorum del 50%, la votazione è stata invalidata ed Alex Tsai è rimasto al suo posto, anche se quasi il 97% dei votanti ha votato per la revoca.

    Ulteriore dimostrazione dell’assurdità della presenza di un quorum nelle votazioni dei cittadini. I contrari sono rimasti a casa per aggiungere i loro voti ai non votanti ed invalidare il referendum, e ci sono riusciti.

    In passato secondo il CEC che è l’istituzione che presiede alle votazioni a Taiwan, dal 1990 al 2011 sono stati revocati un consigliere comunale e un sindaco.

    Qui alcuni link in inglese sulla revoca a Taiwan:

    http://focustaiwan.tw/news/aipl/201502140020.aspx

    http://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2015/02/15/2003611622

    http://www.taiwantoday.tw/ct.asp?xitem=227592&CtNode=414

    Ricordo che in Italia a livello nazionale la revoca in base all’attuale Costituzione non è possibile,

    ma a livello regionale è possibile:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2013/08/29/la-revoca-e-ammissibile-anche-in-italia-nella-forma-collettiva-secondo-il-costituzionalista-marco-olivetti/

    Anche a livello comunale è possibile introdurre la revoca:

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2015/02/11/si-puo-introdurre-la-revoca-degli-eletti-recall-nei-comuni-italiani-ecco-come/

  • Come introdurre il referendum statutario nel proprio comune e perchè

    Febbraio 22, 2015 // 2 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    referendum consultivo statutario

    lo Statuto Comunale è l’insieme delle norme più importanti dei nostri comuni, l’equivalente della Costituzione per uno stato. Queste norme non possono essere votate dai cittadini italiani. Eppure la loro vita quotidiana ha a che fare con esse continuamente.  Ma un referendum sullo Statuto comunale non è presente in nessun comune italiano perchè esso è impedito dalle disposizione del Testo Unico Enti Locali (TUEL) dove viene scritto chiaramente nell’art 6 comma 4 che lo statuto è approvato solo dal Consiglio Comunale (e i cittadini quindi non possono intervenire direttamente).

    Art. 6

    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

    E quindi come si può fare in modo che i cittadini possano esprimersi su uno statuto comunale oppure su un articolo da introdurre in esso o una sua modifica, se la legge nazionale lo impedisce?

    Si può adottare lo stesso escamotage, pensato per il Referendum Consultivo Revocatorio.

    I cittadini tramite un referendum consultivo, chiedono che il consiglio comunale discuta l’introduzione di un nuovo articolo o la modifica o l’intero Statuto comunale. Se il referendum consultivo ha successo e quindi la maggioranza dei votanti chiedono di introdurre l’articolo proposto (o sua modifica), i consiglieri sono obbligati solo a discutere il testo e sono liberi di dire SI oppure NO alla proposta. Ma è difficile votare NO quando la maggioranza dei votanti chiede una cosa, o meglio, i rappresentanti possono votare NO a una richiesta della maggioranza dei cittadini, consapevoli che così però non sono più rappresentativi dei loro elettori. Comunque ciò che conta è che con questo percorso, il TUEL è formalmente rispettato.

    Ecco un possibile articolo da introdurre nello Statuto Comunale, per permettere il referendum consultivo statutario, tratto dal Dossier: Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni:

    Referendum consultivo statutario

    È indetto referendum consultivo statutario su tutto o parte dello statuto quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione in merito, con la massima urgenza.

    Come per il referendum consultivo revocatorio, i cittadini oggi non possono direttamente introdurre questo articolo nello statuto, ma può farlo una maggioranza di Consiglieri Comunali sensibili alla democrazia, magari sollecitati dai cittadini con una mozione di iniziativa popolare, oppure da una giunta che abbia gli strumenti di democrazia diretta tra le sue priorità. E ce ne sono varie in Italia.

  • Esempio di testo di Iniziativa popolare comunale Più Democrazia – da proporre nella propria città

    Febbraio 15, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, iniziativa di legge popolare

    di Paolo Michelotto

    mandela

    lo strumento di iniziativa popolare (chiamata anche mozione popolare oppure proposta popolare oppure proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare) esiste in tutti i comuni italiani. I regolamenti sono diversi, ma quasi tutti permettono a un gruppo di cittadini di scrivere una proposta da discutere in consiglio comunale, farla firmare da un numero previsto dal regolamento, di concittadini e di presentarla al Segretario Comunale perchè venga inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale.

    Ora poi ci sono anche in tutta Italia dei consiglieri comunali molto sensibili alle tematiche della democrazia diretta. Ognuno di loro può presentare una mozione in consiglio comunale, anche se fa parte della minoranza.

    Si possono mettere assieme le due cose per ottenere una forza maggiore.

    Quindi un gruppo di cittadini può scrivere una Iniziativa Più Democrazia, raccogliere le firme (magari con l’aiuto dei consiglieri sopra citati, se servono firme autenticate), depositare la richiesta presso la Segreteria del Comune. Se non viene discussa la proposta dei cittadini, i consiglieri sensibili alla DD, possono fare proprio il testo della iniziativa popolare e presentarla sotto forma di propria mozione. Con maggiore speranza che venga discussa.

    Qualche consigliere comunale e qualche gruppo di cittadini mi ha chiesto se davo una mano nella realizzazione di un possibile testo di iniziativa. Questo che segue è il testo che io presenterei, ricavato direttamente dal Dossier Diritti di Partecipazione dei cittadini nei comuni (scaricabile gratis qui) Per approfondire i contenuti, utile anche il libro: Più democrazia nella politica comunale, scaricabile gratis qui. Da questo dossier, se serve, si può ricavare anche una presentazione agli articoli della iniziativa, con un semplice copia incolla. Se qualcuno utilizza o modifica questo testo, me lo scriva, così lo inserisco qui come esempio per gli altri.

    Qui il documento nei formati .doc .odt .pdf

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.doc

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.odt

    iniziativa popolare più democrazia a livello comunale.pdf

    Qui di seguito il testo:

    Iniziativa popolare Più Democrazia

    Io cittadina/o iscritta/o alle liste elettorali del Comune di YYY, chiedo che gli art. xx – xxx – xxxx dello Statuto comunale di YYY vengano sostituiti dai seguenti articoli.

    Strumenti di partecipazione non decidenti: Leggi il resto »

  • Si può introdurre la Revoca degli eletti (recall) nei comuni italiani: ecco come!

    Febbraio 11, 2015 // 3 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    recall

    era qualche anno che ci pensavo, ma non trovavo soluzioni. Il Testo Unico Enti Locali (TUEL) descrive minuziosamente come vengono eletti e come decadono i sindaci e gli assessori. E purtroppo non permette, indirettamente ma in maniera chiara, la revoca degli eletti, ossia quello strumento in mano ai cittadini analogo al Recall americano (e tedesco e polacco e venezuelano e boliviano e svizzero) che da la possibilità ai cittadini di fare un “referendum” per mandare a casa anzitempo un rappresentante che essi reputano indegno a continuare.

    Una via che avevo pensato era quella di cambiare il TUEL, ma per cambiare una legge nazionale, occorre una maggioranza in parlamento, e in questo momento le maggioranze fluttuanti in quel luogo, hanno ben altre priorità che quelle di dare maggiore potere ai cittadini.

    Altro possibile percorso era quello di introdurre una revoca all’acqua di rose, ossia una mozione di sfiducia di iniziativa popolare. Ma era veramente uno strumento diluito e probabilmente poco efficace in mano ai cittadini.

    Alla fine sono giunto ad una intuizione, forse anche un po’ banale, ma che potrebbe essere un escamotage efficace per avere uno strumento “quasi” della forza della revoca, pur rimanendo compatibile con le disposizioni del TUEL. Un po’ di democrazia creativa a fin di bene (dei cittadini).

    Prima lo scrivo come è stato riportato nel dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni” e poi lo commento:

    Referendum consultivo revocatorio

    È indetto referendum consultivo revocatorio sul Sindaco, o sugli assessori quando lo richiedano almeno il 5% degli elettori. La proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti dei soggetti del referendum, con la massima urgenza.

    Praticamente si tratta di dare ai cittadini uno strumento il cui scopo sia quello di obbligare il consiglio comunale ad attivare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco o degli assessori.

    Da ricordare che lo strumento “mozione di sfiducia” esiste già in tutti gli statuti comunali. Ma è uno strumento attivabile oggi solo dal Consiglio Comunale.

    Con lo strumento che propongo, ossia il “Referendum consultivo revocatorio” (chiamato quasi alla stessa maniera di uno strumento che già tutti i comuni hanno, ossia il referendum consultivo), i cittadini raccogliendo il 5% delle firme, obbligano il Consiglio Comunale, composto dai consiglieri comunali eletti, a votare una mozione di sfiducia nei confronti del soggetto del referendum.

    Formalmente il TUEL viene rispettato, perchè chi vota la mozione di sfiducia è il consiglio comunale. Ma questa votazione avviene dopo un referendum consultivo nel quale i cittadini si sono già espressi a maggioranza a favore della sfiducia. È vero, i consiglieri comunali possono votare contro la sfiducia. Ma così facendo dichiarano esplicitamente che votano contro la maggioranza dei cittadini e li sfidano apertamente.

    Facciamo un esempio concreto. Esiste questo strumento, che non ha quorum. Siamo in una città di 100.000 abitanti e 80.000 elettori. Una città è indignata verso un suo sindaco (ad esempio è appena avvenuta una alluvione dove gli ingenti danni sono stati provocati dalla mancanza di gestione corretta del fiume della città di cui molti incolpano l’amministrazione). Un comitato di cittadini vuole mandare a casa il sindaco. Raccoglie il 5% delle firme degli elettori, ossia 80.000 x 5%= 4000 firme. Si va al voto. Vanno a votare il 40% degli elettori aventi il diritto (ossia 32.000 cittadini) (media plausibile in una votazione dove ci saranno due campagne molto forti a favore – gli indignati -  e contro la revoca – il sindaco e i suoi sostenitori – e guardando le affluenze alle votazioni referendarie svizzere). La maggioranza dei votanti, supponiamo il 60% si dice a favore della mozione di sfiducia.

    Alcuni giorni dopo si va al voto della mozione di sfiducia in consiglio comunale, sotto lo sguardo attento e numeroso dei cittadini che hanno appena votato a maggioranza a favore. I consiglieri comunali possono teoricamente votare contro il volere dei loro concittadini, ma probabilmente non lo faranno.

    Come esempio concreto di quanto possa fare la pressione dei cittadini, cito Carrara, dove, dopo l’alluvione del 2014, e con il presidio permamente dei cittadini nella sala di rappresentanza del comune, in pochi giorni, su pressione popolare, hanno votato a favore dell’adozione del Bilancio Partecipativo, quando il progetto era fermo da mesi e mesi.

    Sarebbe più efficace lo strumento della revoca come esiste nelle altre parti del mondo? Certamente sì, ma finchè non viene modificato il TUEL, questo è il massimo a cui sono giunto, e non è comunque poco.

    Ovviamente per introdurre questo strumento nello statuto comunale occorre una maggioranza che lo voglia fare. Ed ho fiducia che da qualche parte in Italia ci siano amministrazioni che si attivino (la prima città potrebbe essere ad esempio Vignola). L’importante è capire che ciò è legalmente possibile. Potrebbero anche essere singoli consiglieri comunali anche di opposizione a fare propria questa proposta come mozione e non è detto che ovunque venga sempre bocciata. Decine di comuni in tutta Italia con quorum zero, testimoniano che ci sono anche dei buoni ed attenti amministratori.

    Se qualcuno ha qualche altra intuizione, la condivida.

  • Dossier: Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni – Gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali

    Febbraio 9, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, partecipazione, quorum, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    Diritti di partecipazione negli statuti comunali

    in questo dossier “Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni”, Thomas Benedikter ed io abbiamo cercato in maniera molto schematica di elencare tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa che dovrebbero essere introdotti negli statuti dei comuni per renderli pienamente democratici. Non utopie, ma esempi concreti presi da altre parti del mondo o d’Italia.

    Questo fascicolo di 28 pagine può servire a tutti coloro, cittadini, consiglieri ed amministratori, vogliono introdurre questi strumenti nel loro comune. Può essere come un vademecum a cui fare riferimento.

    Speriamo anche possa servire per la prossima “La Giornata della democrazia” di Vignola (MO) del 1 marzo 2015 e per tutti i 333 comuni del trentino alto adige, che grazie a una nuova legge regionale approvata nel dicembre 2014 su proposta del m5s regionale, dovranno aggiornare i loro statuti comunali, mettendo quorum più basso, numero firme più basse per iniziare i referendum, e nuovi tipi di referendum come quello confermativo statutario. Visto che tutti devono obbligatoriamente mettere mano ai loro statuti entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge regionale, cioè entro dicembre 2015, magari qualche amministrazione più lungimirante, può accogliere anche qualcuna delle nostre proposte, o meglio ancora, consultare i loro cittadini e chiedere loro cosa come vorrebbero modificare lo statuto.

    Inoltre viene per la prima volta proposto il referendum consultivo statutario e referendum consultivo revocatorio. Sono due temi su cui è impossibile utilizzare il referendum tradizionale, poichè ciò non è permesso dalla Testo Unico Enti Locali n° 267 (TUEL). Ma qui abbiamo proposto un escamotage che permette ai cittadini di votare sull’argomento, lasciando però la decisione finale all’amministrazione come previsto dal TUEL. Ma ne parlerò più ampiamente in un successivo post.

    Nel link qui sotto puoi scaricare gratis il dossier in formato PDF (e quindi stampabile a piacere):

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    diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni - dossier degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da introdurre negli statuti comunali (197)

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  • A Vignola (MO) è stato effettuato il sorteggio per invitare i 500 cittadini a La Giornata della Democrazia

    Febbraio 3, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    20150202_184137

    mancano 4 settimane a La giornata della democrazia di Vignola dell’1 marzo 2015 e lunedì sono stati estratte a sorte le 500 persone che riceveranno a casa l’invito a partecipare insieme al libro “Più democrazia nella politica comunale”.

    20150202_184103

    Sono stati invitati a presenziare all’estrazione il segretario comunale, il presidente del consiglio comunale ed i capigruppo consiliari, ma per vari motivi molti di loro non sono stati presenti. Così erano presenti l’Assessore, il Segretario Comunale ed un Consigliere comunale.

    20150202_184334

    È stato redatto un verbale con le modalità dell’estrazione. Interessante per i futuri amministratori che volessero ripetere l’esperienza di estrarre casualmente cittadini dalle liste delle anagrafi, sapere che esiste un generatore di numeri casuali presso il sito della regione emilia romagna.

    Qui il verbale del sorteggio:

    verbale estrazione a sorte

    Le buste da inviare a tutti i cittadini sono già state preparate nella giornata di martedì 3 febbraio 2015 e spedite entro 2 giorni da quella data.

    Sono già appesi i manifesti 70 x 100 cm negli appositi tabelloni del comune.

    manifesto 70x100 piccolo

    Qui il manifesto in pdf adatto per la stampa in grande formato:

    manifesto 70×100.pdf

    È stato stampato l’opuscolo informativo ed è in via di diffusione nella città, che spiega la giornata con qualche dettaglio in più e le modalità per iscriversi e partecipare.

    opuscolo giornata della democrazia-1

    opuscolo giornata della democrazia-2

    Qui l’opuscolo in formato pdf adatto per la stampa:

    opuscolo giornata della democrazia.pdf

    L’ufficio alla partecipazione sta inviando email informative alle associazioni di volontariato, culturali, sportive, scuole, centro famiglie, servizi sociali, ASL, biblioteca, …

    Qui infine il comunicato stampa che il responsabile comunicazioni, Antonio, ha inviato a tutti i media della zona.

    Comunicato Stampa Giornata della democrazia.pdf

  • Sesto San Giovanni (MI): il percorso per avere gli strumenti di democrazia diretta sta ottenendo risultati

    Febbraio 3, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, esempi virtuosi

    di Paolo Michelotto

    dario-rinco

    riporto un aggiornamento di quello che è successo finora a Sesto San Giovanni (MI) dove l’associazione Più Democrazia si sta battendo da alcuni anni per avere gli strumenti di democrazia diretta. La fatica è tanta, ma sembra che qualche risultato stia arrivando. E riporto quanto succede a Sesto S.G. come esempio per tutti noi cittadini. Serve molta pazienza e perseveranza per ottenere qualche risultato. Spesso servono anni di impegno, ma se si lavora con metodo e convinzione, poi qualcosa si ottiene.

    Queste parole sono di Dario Rinco, promotore dell’ass. Più Democrazia a Sesto S. Giovanni.

    a Sesto S.G. dopo aver presentato, in data 18/1/2013, la proposta di iniziativa popolare quorum zero e più democrazia:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2012/12/11/11122012-proposta-di-iniziativa-popolare-qurom-zero-e-piu-democrazia/

    il Consiglio comunale, in data 8/7/2013, ha votato così:
    https://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2013/07/09/09072103-consiglio-comunale-in-data-08-luglio-2013-votazione-delliniziativa-popolare-quorum-zero/

    e, dopo aver ricevuto solleciti da parte del Difensore Civico della Regione Lombardia e dal prefetto di Milano, il Comune ha finalmente iniziato, in data 21/1/2015, a discutere in 1a Commissione consiliare, affari istituzionali e legali, la modifica dello Statuto. A tale commissione siamo invitati come “cittadini” e stiamo preparando in questi giorni i nostri emendamenti alle proposte di modifica statutaria del Sindaco. La 1a Commisione proseguirà i lavori per tutto il mese di febbraio.
    Finora sono state accolte le seguenti nostre proposte:
    - abbassamento delle firme per richiedere un referendum dal 5% al 3% (proponevamo il 2%);
    - abbassamento del quorum di partecipazione ai referendum dal 50% al 30% (proponevamo “zero”, ma stiamo analizzando la proposta del Sindaco e crediamo possa venire recepito un abbassamento al 25% con obbligo di recepire l’esito referendario e al 15% con obbligo di recepire l’esito referendario se il Consiglio comunale non ottiene i 2/3 nella votazione di rifiuto della consultazione popolare;
    Abbiamo la buone speranze che possano essere accolti i seguenti emendamenti:
    - accorpamento delle votazioni referendarie alle eventuali elezioni regionali, politiche e/o europee;
    - inserimento dell’iniziativa popolare (o referendum propositivo).

    *****
    *****
    Per chi pensa che le proposte fatte dagli amministratori a Dario siano tutto sommato buone e vuole approfondire perchè è necessario il quorum zero perchè i referendum funzionino, può leggere questo post che fa riferimento a cosa succede nelle città della baviera che hanno un quorum apparentemente basso, del 10 – 15 -20 % a seconda della dimensione. Fino al 40% dei referendum viene comunque invalidato…

    http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/30/portare-il-quorum-al-30-o-al-20-e-comunque-dannoso-per-la-democrazia-ecco-la-prova/

    Molto interessanti anche le risposte di alcuni sindaci che hanno tolto il quorum. Da quello di Villalagarina (TN) del Pd a quello di Lagundo (BZ) del SVP. Che bello se gli amministratori di Sesto potessero sentirli…

  • Aggiornamenti da Vignola (MO) su La Giornata della Democrazia e sull’esito de La Parola ai Cittadini

    Gennaio 31, 2015 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    monica-maisani

    ho ricevuto un interessante aggiornamento dall’assessore alla Democrazia e Partecipazione di Vignola, Monica Maisani, riguardante l’esito della serata partecipativa “La Parola ai Cittadini” che si era svolta il 4 dicembre 2014 e su alcuni dettagli organizzativi riguardanti La Giornata della Democrazia che sta organizzando per il 1 Marzo 2015. Riporto qui una parte della sua lettera:

    1. Durante la Parola ai cittadini di dicembre , sono emerse diverse proposte tra le quali  le più votate sono state : Individuazione di uno Spazio per mostre permanenti, Museo della ciliegia e Destinazione di una somma in bilancio per avviare un progetto di sostegno al lavoro tramite i c.d. voucher. Bene, vi informo che per il primo progetto si stanno concretizzando delle possibilità in accordo con la Fondazione di Vignola, per il secondo sta per essere concluso un accordo con l’università di Bologna e la Fondazione per la realizzazione di un campo sperimentale sul ciliegio e la ristrutturazione di edifici rurali finalizzati alla ricerca e anche ad uno scopo divulgativo (Museo), per il terzo progetto la Giunta ha approvato martedi scorso lo schema di bilancio in cui compare anche la somma di 20.000 euro per i Voucher. Stiamo quindi mantenedo le promesse!!!

    2) per quanto riguarda la Giornata della democrazia, abbiamo mandato in stampa il libro (Più democrazia nella politica comunale) e la pubblicità, lunedi prossimo (2 febbraio 2015) procediamo al sorteggio dei 500 (ma più probabilmente 1000) cittadini invitati, dopodichè dal giorno successivo (3 febbraio 2015) partiranno le lettere di invito, l’affissione dei manifesti e la distribuzione dei pieghevoli. Per quanto si riferisce al blog e all’informazione sul sito , stiamo arrivando alla meta.

    3) Vi informo anche che stiamo organizzando molti incontri pubblici che sono sempre molto partecipati. Ieri sera abbiamo incontrato i residenti e i commercianti del Centro storico, la sera precedente si è tenuto un Consiglio comunale aperto sull’Ospedale a Vignola. In entrambi i casi la Sala Consiliare era pienissima!!!

    Per quanto riguarda il sorteggio dei cittadini da invitare…

    … abbiamo deliberato in Giunta la procedura e invitato il Segretario generale , il presidente del Consiglio comunale e i capigruppo consiliari...

  • Dall’11 febbraio 2015 disponibile il libro “La democrazia diretta vista da vicino” di Leo Zaquini

    Gennaio 30, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia svizzera

    di Paolo Michelotto

    l’11 febbraio 2015 sarà finalmente disponibile il libro “La democrazia diretta vista da vicino” di Leo Zaquini.

    la democrazia diretta vista da vicino

    È un libro molto interessante di cui ho avuto il piacere di leggere una prima versione pre-stampa. Interessante perchè scritto con gli occhi e l’esperienza di un cittadino italiano, che vive in Svizzera e prima ha combattuto per avere il diritto di voto nel suo comune e l’ha ottenuto e poi ha combattuto per avere il diritto di essere eletto consigliere comunale e anche quella battaglia ha avuto successo. Per entrambe le battaglie ha usato gli strumenti di democrazia diretta che erano già esistenti. Una volta dentro all’amministrazione del suo comune svizzero ha potuto conoscere in dettaglio il funzionamento della democrazia diretta svizzera e rapportarsi con i rappresentanti e capire come loro concepiscono il loro ruolo.

    Utile per noi cittadini, sarebbe una lettura fondamentale anche per i nostri amministratori o aspiranti tali.

    Edizioni Mimesis.

    Qui la presentazione e alcune pagine estratte dal libro

  • La Giornata della Democrazia a Vignola (MO) 1 Marzo 2015: democrazia diretta in azione

    Gennaio 23, 2015 // 6 Commenti

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    Postato in: democracy day, democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    giornata_democrazia_vignola

    Se una amministrazione vuole introdurre strumenti di democrazia diretta e di partecipazione come a Vignola (MO), qual è il metodo migliore? Calare dall’alto queste scelte? Ovvio che no. La partecipazione si nutre di partecipazione e la democrazia diretta si può far nascere solo con la democrazia diretta. Quindi è stata organizzata “La Giornata della Democrazia” di Vignola il 1 Marzo 2015. Saranno i cittadini di Vignola a decidere direttamente quali strumenti vogliono nella loro comunità. È la sesta volta che viene organizzata una giornata del genere in Italia, ma solo la seconda da una amministrazione (la prima è stata Parma nel 2013).

    Nel 2009 è stata organizzata a Rovereto (TN).
    Nel 2011 a Ferrara.
    Nel 2011 a Rimini.
    Nel 2013 a Parma.
    Nel 2013 ad Acireale (CT).
    Nel 2015 a Vignola (MO).

    Ogni volta il metodo si è evoluto, si sono tolte sbavature, migliorati i meccanismi, ottimizzato le energie ed ottenuto risultati migliori.

    A Vignola la Giornata della Democrazia sarà focalizzata sulla discussione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa da migliorare (se esistenti) e da introdurre (se nuovi) nello Statuto Comunale.

    L’assessore alla Democrazia e Partecipazione Monica Maisani ha provveduto a far stampare 2000 copie cartacee del libro “Più democrazia nella politica comunale” (scaricabile gratis qui) che saranno inviate ai cittadini di Vignola sorteggiati per partecipare e a tutti quelli che si iscriveranno da soli.

    Il sindaco Mauro Smeraldi e l’assessore alla Democrazia e Partecipazione Monica Maisani, grandi sostenitori di questo metodo, ed entusiasti sperimentatori degli strumenti di partecipazione (già fatte 3 Parola ai Cittadini a Vignola e altri processi partecipativi in pochi mesi…), mi hanno invitato a Vignola per aiutarli ad organizzare questo evento (come le altre volte, la mia collaborazione è gratuita e il mio compenso sarà vedere i cittadini scegliere quali strumenti di democrazia vogliono introdurre nella loro città) saranno presenti tutto il giorno e garantiranno che le scelte proposte, discusse e votate dai cittadini vengano portate nei mesi successivi in Consiglio Comunale per essere introdotte nello Statuto.

    Si prevedono circa 250 adesioni, metà tra cittadini estratti a sorte negli elenchi dell’anagrafe e metà autoconvocati (ossia che risponderanno ai volantini distribuiti, ai manifesti appesi e agli annunci tramite i media).

    Nella mattinata ci sarà una mia presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo, mentre Thomas Benedikter presenterà gli strumenti di partecipazione che ha descritto nel libro sopra citato.

    Dopo la conferenza stampa dei prossimi giorni, verranno pubblicati tutti i dettagli. Che io riporterò su questo blog, come esempio futuro per altre associazioni o amministrazioni illuminate.

    Ecco quanto scritto nel sito del comune di Vignola. Maggiori dettagli nei prossimi giorni.

    La Giornata della Democrazia è un appuntamento dedicato a come migliorare o introdurre nuovi strumenti riguardanti la partecipazione e la democrazia all’interno dello Statuto comunale.

    Utilizzando diversi metodi partecipativi, con momenti di lavoro in piccoli gruppi e in seduta plenaria, organizzati in modo da far discutere tra loro quanti più cittadini possibile e far emergere le loro proposte, la Giornata della Democrazia vuole coinvolgere i Vignolesi nella creazione o modifica di quegli strumenti che possono permettere lor di incidere direttamente nelle scelte del loro comune.

  • Anche a San Stino di Livenza (VE) c’è un gruppo che approfondisce la democrazia diretta

    Gennaio 20, 2015 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    sanstino

    riporto, con il suo permesso la lettera di Mario Gallù, che racconta come anche nel suo comune San Stino di Livenza (VE) c’è un gruppo di attivisti che sta studiando gli strumenti di democrazia diretta da introdurre nel suo comune. E’ importanta sapere che in varie parti d’Italia siamo in tanti ad essere interessati a questo percorso.

    Ciao Paolo,
    mi chiamo Mario Gallù e ti scrivo dalla provincia di Venezia.

    Sono un attivista del M5S nel quale mi sto occupando di democrazia diretta.
    Una visione della democrazia, per me che sono ormai negli “anta”, nata poco tempo fa quasi per gioco.

    Durante un convegno la relatrice  accennò alla  democrazia diretta e alle discussioni che questa comporta,
    portando a titolo d’esempio ciò che avveniva nel cartone animato della famiglia Simpson.
    Cartoon  del quale io sono stato sempre innamorato.
    Lì nacque la mia passione per la D.D. che, oggi, grazie a te e al tuo meraviglioso sito e alle moltissime informazioni
    in esso contenute (i libri da soli non bastano anche se sono indispensabili) sto approfondendo.

    Ti informo che, attualmente, nel comune di Santo Stino di Livenza (provincia di Venezia) unitamente agli
    altri attivisti stiamo redigendo un” Regolamento sulla partecipazione” nel quale viene, finalmente (sic!), disciplinata  la partecipazione popolare all’attività istituzionale del Comune (istanze, petizioni, consulte e referendum abrogativi, modificativi, propositivi).

    Stiamo proponendo anche una mozione per cambiare lo Statuto affinchè venga accettato il quorum zero nel Referendum.

    E’ una battaglia dura, il nostro paese è governato da vecchie cariatidi fautori, ovviamente, della democrazia rappresentativa, ma non disperiamo :-D

    Piccoli passi per arrivare al Bilancio Partecipativo e, soprattutto, per convincere le persone, i cittadini, che la nostra è una democrazia incompleta e che loro possono essere parte attiva della vita politica.

    Grazie,
    per l’attenzione accordatami,
    per il lavoro che svolgi,
    per la conoscenza che offri.


    Mario Gallù

  • Discorso di fine anno del presidente: Elogio alla Democrazia Diretta. In Svizzera

    Gennaio 1, 2015 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia svizzera

    Di Paolo Michelotto

    Elisabetta sommaruga

    Così vicini, eppure così lontani. Un presidente che scende dal bus, che dura in carica un anno, che fa il discorso dal mercato che frequenta, che non ha scorta e corazzieri al seguito e che elogia la democrazia diretta. Un presidente così E’ IL RISULTATO della democrazia diretta.

    qui il video

    http://www.rsi.ch/news/svizzera/Elogio-alla-democrazia-diretta-3428842.html

    Di seguito, l’allocuzione completa di Simonetta Sommaruga:

    “Care concittadine, Cari concittadini,

    da molti anni faccio la spesa proprio qui, al mercato in Piazza federale. Compro frutta e verdura, ma anche piantine per il mio giardino. E continuerò a farlo anche durante il mio anno di presidenza.

    Perché andare al mercato è un’esperienza così particolare? In fin dei conti potremmo ordinare tutto su Internet, senza nemmeno uscire di casa. Per me la risposta è chiara e penso che siamo in molti a pensarla così.

    Mi piace andare al mercato perché conosco le bancarelle e le persone che ci lavorano, so chi vende il formaggio migliore e i fiori più belli. Incontro amici e conoscenti e alcune volte posso scambiare quattro chiacchiere. Per me il mercato significa familiarità e vicinanza.

    La familiarità e la vicinanza sono anche caratteristiche della nostra democrazia diretta.

    In nessun altro Paese i cittadini hanno così tanto potere e responsabilità. Ed è proprio questo che mi piace della nostra democrazia: il suo coraggio e la grande fiducia che ha in noi.

    Alcuni pensano che la democrazia diretta non sia un sistema al passo coi tempi: ritengono che nel mondo interconnesso di oggi la popolazione non è più in grado di decidere su temi molto complessi. È un’opinione che non condivido per nulla.

    Anzi, sono convinta che il nostro sistema politico sia particolarmente adatto alla nostra epoca. Da noi, infatti, le responsabilità sono assunte non soltanto dal Consiglio federale e dal Parlamento, ma anche dalle cittadine e dai cittadini che possono esercitare la loro influenza e partecipare alle decisioni. È proprio questa partecipazione che crea vicinanza e fonda la nostra identità. Ed è proprio questo di cui abbiamo bisogno.

    È sempre stato così e continua ad esserlo oggi più che mai, nell’era della globalizzazione.

    Il nostro Paese nel ventunesimo secolo assomiglia a un mercato come questo, dove la globalizzazione già da tempo fa sentire i suoi effetti. Il tonno del pescivendolo non è stato pescato nel lago di Thun, il mango non è stato raccolto sulle rive dell’Aar.

    Oggi, nei nostri mercati, la frutta esotica e altri prodotti da tutto il mondo sono venduti insieme alle mele e alle insalate delle nostre campagne.

    E ciò nonostante – o forse proprio per questo – qui ci sentiamo a casa. Un mercato è un luogo aperto a tutti. Un luogo di scambio. Un luogo in cui tutto il mondo si ritrova. Un luogo dove proviamo un senso di vicinanza e dove abbiamo le nostre radici.

    Care concittadine, cari concittadini, cosa rende particolare il nostro Paese? Cosa forma la nostra identità? La nostra tradizione, le nostre radici? Oppure la nostra apertura, i nostri legami con il mondo, la nostra solidarietà?

    Non c’è una sola risposta, ma valgono entrambe: le nostre radici e i nostri legami con il mondo.

    Care concittadine, cari concittadini, l’anno che sta per iniziare di certo non sarà facile. Ma sono convinta che può essere un buon anno.

    Auguro di cuore a tutti voi e ai vostri cari forza, salute e ogni bene per il nuovo anno”.

  • Carrara, le proposte emerse, la presentazione, un possibile percorso verso più democrazia

    Dicembre 19, 2014 // 2 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini, referendum

    di Paolo Michelotto

    carrara

    giovedì 18 dicembre 2014 durante il quarantesimo giorni di occupazione permanente (40 giorni…) dopo la terza alluvione in 10 anni, dopo tre ore di discussione per decidere i prossimi passi, alle 21 erano presenti circa 50 persone per sentire, proporre e discutere idee sulla democrazia diretta. Poichè volevo lasciare più tempo alla discussione finale, ho ristretto il consueto spazio riservato a “La parola ai cittadini” a 6 proposte:

    0 Nome Titolo proposta Voti Presenti Voti %
    3 luca assemblea cittadini sfida il sindaco alla revoca – recall 38 46 82,61%
    4 daniele inserire nello statuto ex carta pisa – avviso al pubblico 37 47 78,72%
    6 antonella regolamento agri marmiferi 34 45 75,56%
    1 paolo osservatorio sul marmo 30 44 68,18%
    2 daria adesione piattaforma open polis 30 46 65,22%
    5 siro contratti di fiume 1 possibilità per il carione 12 44 27,27%

    Qui il file di foglio elettronico con tutte le proposte (in formato aperto ed excel):

    proposte carrara 18-12-14.ods

    proposte carrara 18-12-14.xls

    Poi ho illustrato gli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo e cosa si potrebbe introdurre a Carrara (formato aperto e powerpoint):

    presentazione DD carrara 18-12-14.odp

    presentazione DD carrara 18-12-14.ppt

    Questo l’audio trasmesso in diretta streaming e poi registrato, della serata:

    http://www.ustream.tv/recorded/56622746

    Ho terminato facendo la mia proposta di possibile percorso, ai cittadini di Carrara che vogliono maggiori strumenti di democrazia diretta nella loro città:

    1. scaricarsi e leggere il libro gratuito “Più democrazia nella politica comunale” dove sono riportati moltissimi strumenti di democrazia diretta e partecipativa. Si trova gratis qui.

    2. scaricare e leggere lo statuto comunale e in particolare l’art. 57 proposte e l’art. 64 e 65 referendum, che si trova qui:

    http://trasparenza.comune.carrara.ms.gov.it/moduli/downloadFile.php?file=oggetto_regolamenti/132981158340O__OStatuto.pdf

    3. scaricare il regolamento attuativo degli strumenti di partecipazione e del referendum che si trova qui:

    http://trasparenza.comune.carrara.ms.gov.it/archivio19_regolamenti-e-documentazione_0_4092_39_1.html

    Seguire passo passo quanto prescritto dal regolamento per iniziare una (o più) “Proposta” e un (o più max 3) “Referendum”

    4. utilizzare, per risparmiare energie e ottenere il massimo risultato, entrambi gli strumenti della proposta e del referendum, contemporaneamente sullo stesso tema. Su uno stesso banchetto si raccolgono le firme su vari fogli, su uno o più proposte e su uno o più referendum (max 3 in un anno è scritto nel regolamento).

    5. creare un comitato referendario di 5 persone con 300 sottoscrizioni (come scritto nel regolamento) per presentare 1 o più (fino a 3) quesiti referendari e varie “Proposte”.

    Esempio di temi per la Proposta Più democrazia a Carrara:

    - togliere quorum dai referendum (cambiare art 64 comma 7 statuto):

    7. Il referendum è valido se ha partecipato alla consultazione almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto.

    in

    7. Il referendum è valido qualsiasi sia il numero di partecipanti al voto.

    - referendum propositivo che diventi vincolante (togliere dallo statuto il comma 2 art. 56

    2. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie, relative ai referendum consultivi e propositivi, deve essere deliberato, con adeguate motivazioni, dai due terzi dei consiglieri assegnati al Comune.


    - abbinamento votazioni regionali nazionali ed europee
    - raccolta firme facilitata con modalità elettronica come EU e con autenticatori membri del comitato autorizzati dal sindaco
    - invio libretto informativo con le ragione del comitato e dell’amministrazione
    - voto postale – come a Malles (BZ) e in Svizzera e in Oregon

    I quesiti dei referendum Più democrazia a Carrara potrebbero essere (non è possibile oggi purtroppo fare un referendum per cambiare lo statuto, perchè ciò è vietato nell’art 64 comma 2 dello statuto stesso):

    - abbinamento votazioni regionali nazionali ed europee
    - raccolta firme facilitata con modalità elettronica come EU e con autenticatori membri del comitato autorizzati dal sindaco
    - invio libretto informativo con le ragione del comitato e dell’amministrazione
    - voto postale – come a Malles (BZ) e in Svizzera e in Oregon

  • cos’è la democrazia che ci rubano e cosa potremmo avere con gli strumenti di democrazia diretta – il video commovente del portavoce Riccardo Fraccaro

    Dicembre 19, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    il portavoce  deputato del m5s Riccardo Fraccaro siede nella prima commissione affari istituzionali, quella che in teoria si occupa delle riforme della costituzione (in realtà tutto è già stato deciso fuori, e li fingono di vagliare e di ascoltare esperti). Sono stato un pomeriggio in quella commissione, per parlare 10 minuti di democrazia diretta, 1 mese fa. Nei giorni scorsi Fraccaro ha pronunciato questo intervento nella seduta plenaria. Immagino che l’aula fosse vuota ed è un peccato. Questo testo ha un valore storico e di testimonianza morale altissima. Mi sono commosso. Ho sentito la passione di una persona vera che racconta come persone attente solo al loro rendiconto personale ci stanno distruggendo la democrazia che abbiamo, dove un capo deciderà tutto, dalle tasse alla guerra, anche con una percentuale del 20%. Un cittadino che ha studiato e si è appassionato alle migliori ricerche sociologiche al mondo che dimostrano che implementare gli strumenti di democrazia diretta (quorum zero, ref. propositivo) porta maggiore felicità e ricchezza e speranza tra i cittadini. Un cittadino che promette che la sua battaglia e quella dei suoi colleghi sarà dura, durissima, che farà tutto quello che è nel suo potere e anche di più, per far in modo che non ci tolgano quel poco che i nostri genitori e nonni hanno ottenuto. E il suo appello perchè anche noi fuori facciamo la nostra parte.

    Facciamo ascoltare le sue parole a tutte le persone che hanno a cuore il bene comune. Prima che sia troppo tardi.

  • Carrara: strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo, cosa sono, come ottenerli

    Dicembre 17, 2014 // 2 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    giovedì 18 dicembre 2014 sarò a Carrara dove nella Sala ddi Rappresentanza del Comune, presenterò una serata dedicata alla democrazia diretta. Questo il volantino diffuso nei giorni scorsi.

    carrara democrazia diretta 18-12-14

    Qui il volantino in formato pdf:

    volantino incontro Carrara 18-12-14.pdf

    Il testo dell’invito su FB:

    La serie di eventi proposti dall’Assemblea Permanente, prosegue giovedì 18 in sala di rappresentanza del Comune alle ore 20,30, con l’incontro sugli strumenti di democrazia diretta nel mondo. La serata sarà presentata da Paolo Michelotto esperto sull’argomento e promotore di iniziative volte a sviluppare la conoscenza e la voglia di partecipare alla gestione pubblica. La serata si svolge in quattro parti: s’inizia con ‘la parola ai cittadini’, esempio di metodo partecipativo, dove sono i presenti a proporre, discutere e votare, si continua con la presentazione teorica degli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo, segue dibattito con i presenti, a chiudere, presentazione di un possibile percorso per introdurre questi strumenti nel nostro comune. Riteniamo giusto,che i cittadini abbiano voce diretta nella gestione della propria città per contribuire con la propria competenza, conoscenza del territorio, buon senso, incorruttibilità a migliorare la qualità della vita.

    Qui il link dell’evento su FB

    https://www.facebook.com/events/883788305005099/permalink/883788471671749/

    democrazia diretta carrara

  • Sesto S.Giovanni (MI): un esempio di tenacia di cittadini che chiedono quorum zero e più democrazia

    Dicembre 17, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia dal basso in Italia, democrazia dei cittadini, democrazia diretta, quorum, referendum

    di Paolo Michelotto

    piudemocraziasesto

    a volte sembra una lotta invincibile contro un muro di gomma, ma Vicenza, Parma, Cavallino (VE), e vari comuni in giro per l’Italia dimostrano che la tenacia, la perseveranza e la pazienza alla fine riescono ad ottenere risultati significativi nell’estensione degli strumenti di democrazia diretta.

    Dario Rinco e l’ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni (MI) da anni stanno cercando di introdurre il quorum zero e referendum propositivi e abrogativi nella loro città, hanno raccolto firme per le iniziative popolari, raccolto firme per i referendum, ma poichè non ci sono i regolamenti aggiornati, questi strumenti vengono bloccati, non discussi e non votati dai cittadini. Riporto qui il testo della petizione che hanno lanciato da pochi giorni per chiedere al sindaco di dare risposte. Io ho già firmato. Chi lo vuol fare, sotto al testo, c’è il link.

    Provvedete alla modifica/integrazione dello Statuto comunale come chiede dal novembre 2011 l’ Associazione “Più Democrazia a Sesto S.Giovanni”

    L’Associazione Più democrazia a Sesto San Giovanni chiede da quella data (e sono passati ben tre anni!!!) la modifica dello Statuto comunale per permettere ai cittadini di partecipare più attivamente alle scelte riguardanti la propria città. Ecco le richieste quorum zero, l’abbassamento al 2% degli aventi diritto al voto del numero di firme necessario per indire un referendum, inserimento del referendum propositivo, invio alle famiglie dell’opuscolo informativo sul tema del referendum, accorpamento delle consultazioni referendarie ad elezioni diverse dalle amministrative comunali.

    I fatti.

    Lo Statuto comunale di Sesto S.Giovanni non rispetta le direttive della legge 191 del 23 dicembre 2009: avendo abolito la figura del Difensore civico i cittadini non possono presentare quesiti referendari.

    E’ stata presentata una petizione nel novembre 2011 e un’iniziativa popolare nel gennaio 2013 per estendere i diritti referendari previsti nello Statuto di Sesto S.G. che sono state praticamente ignorate dall’amministrazione conunale.

    L’Amministrazione comunale di Sesto S.G. ha ignorato la lettera di richiamo del Prefetto di Milano del 9 luglio 2014, che la invitava ad adeguare lo statuto comunale poiché impedisce ai cittadini di presentare quesiti referendari.

    Il 24 ottobre 2014 é scaduto il termine entro il quale l’amministrazione di Sesto S.G. avrebbe dovuto rispondere al Difensore civico della Lombardia per dire i motivi che impediscono la riforma dello statuto comunale. Il Difensore civico della Lombardia ha inviato il giorno 26 novembre 2014, un nuovo sollecito al Sindaco di Sesto S.G.

    Pur avendo cavalcato in campagna elettorale il tema della “PARTECIPAZIONE POPOLARE” l’amministrazione di Sesto S.G. resta sorda a concedere più diritti ai cittadini che vengono così coinvolti solo ogni 5 anni qaundo, in occasione delle elezioni, viene richiesta loro la “delega per amministrare la città“.

    Segnaliamo infine che due comitati referendari di Sesto S.G., “Raccolta differenziata” e “Più partecipazione”, sono in attesa di vedere valutati i rispettivi quesiti referendari depositati in data 12 maggio 2014 che, secondo lo Statuto comunale, avrebbero dovuto avere risposta entro 60 giorni (e cioè entro il 12 luglio 2014).

    Petizione avviata da Più democrazia a Sesto S.Giovanni

    Comitato referendario “Raccolta differenziata”

    Comitato referendario “Più partecipazione”

    sostenuta da Lista Civica italiana

    Qui vuole vedere la petizione integrale e firmarla, può andare qui:

    https://www.change.org/p/dott-ssa-monica-chitto-sindaco-di-sesto-s-g-provvedete-alla-modifica-integrazione-dello-statuto-comunale-come-chiede-dal-novembre-2011-l-associazione-pi%C3%B9-democrazia-a-sesto-s-giovanni

  • Come fare per ottenere gli strumenti di democrazia diretta nei comuni. Proposta per cambiare il TUEL D.L. 267

    Dicembre 10, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, quorum, referendum, revoca degli eletti, voto elettronico, voto postale

    di Paolo Michelotto

    la democrazia diretta progredisce quasi sempre grazie alle spinte dal basso dei cittadini, ma a volte anche grazie a provvedimenti dall’alto di rappresentanti “lungimiranti”.

    nelson mandela

    C’è un modo per introdurre in un solo atto migliori strumenti di democrazia diretta in tutti i comuni italiani (esclusi quelli delle regioni a statuto speciale che dipendono dalle leggi regionali), cambiare alcuni articoli del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali il D.L. 267.

    Questa legge nazionale riguarda moltissimi aspetti dei comuni italiani.

    Alcune cose sono proibite. Ad esempio la Revoca degli Eletti non è possibile finchè è vigente questa legge, così come qualsiasi referendum su Statuto comunale o sue modifiche.

    Ecco le modifiche che farei a questa legge. Spero che qualche rappresentante lungimirante la faccia sua e la porti in Parlamento. Poi lì a volte accadono miracoli (vedi la recente legge regionale del Trentino con cui sono stati introdotti strumenti migliori di democrazia a livello locale).

    1. per introdurre il referendum obbligatorio sullo statuto e la possibilità per i cittadini di indire un referendum per cambiare lo statuto o una parte di esso (come in Svizzera).

    Situazione attuale: Articolo 6
    Statuti comunali e provinciali

    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

    5. Dopo l’espletamento, del controllo da parte del competente. organo regionale, lo statuto e’ pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio dell’ente.

    Proposta modifica: Articolo 6
    Statuti comunali e provinciali

    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Lo statuto entra in vigore solo se ottiene anche l’approvazione della maggioranza dei votanti nel successivo referendum obbligatorio sullo statuto, indetto entro 1 mese dall’approvazione in consiglio comunale. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie. I cittadini possono proporre modifiche totali o parziali allo statuto tramite referendum propositivo senza quorum.

    5. Dopo l’espletamento, del controllo da parte del competente. organo regionale, lo statuto e’ pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio dell’ente.

    2. per introdurre i referendum propositivi, abrogativi e confermativi vincolanti senza quorum, con obbligo abbinamento votazioni nazionali ed europee e introduzione libretto informativo e voto postale, elettronico e via internet (come in Svizzera, ma anche nel comune di Malles (BZ).


    Situazione attuale: Articolo 8
    Partecipazione popolare

    1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

    2. Nel procedimento relativo, all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita’ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche’ procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi’, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

    4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

    5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

    Proposta modifica: Articolo 8
    Partecipazione popolare

    1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

    2. Nel procedimento relativo, all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita’ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche’ procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame entro 2 mesi. Possono essere, altresi’, previsti referendum propositivi, abrogativi, confermativi degli atti amministrativi, sulle modifiche totali o parziali allo statuto, con valore vincolante per l’amministrazione senza quorum di partecipazione su richiesta di un adeguato numero di cittadini, sempre inferiore al 5% degli aventi diritto. Queste consultazioni sono effettuate con modalità miste per via postale, con voto elettronico, via internet e nel seggio elettorale. I cittadini in occasione dei referendum riceveranno a casa un libretto informativo, dove saranno esposte le tesi dei proponenti e quelle dell’amministrazione o del comitato che si oppone, con parità di spazio.

    4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale senza esclusioni e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali, ma quando in presenza di votazioni regionali, nazionali, europee nello stesso periodo, vengono effettuate nella stessa giornata e con gli stessi orari.

    5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

    2. per introdurre la revoca degli eletti (come in Svizzera e in California).

    Situazione attuale: Articolo 46
    Elezione del sindaco e del presidente della provincia – Nomina della giunta

    1. Il sindaco e il presidente della provincia sono eletti dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge e sono membri dei rispettivi consigli.

    2. Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.

    3. Entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco o il presidente della provincia, sentita la giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.

    4. Il sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o piu’ assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio.

    Proposta modifica: Articolo 46
    Elezione del sindaco e del presidente della provincia – Nomina della giunta

    1. Il sindaco e il presidente della provincia sono eletti dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge e sono membri dei rispettivi consigli.

    2. Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.

    3. Entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco o il presidente della provincia, sentita la giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.

    4. Il sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o piu’ assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio.

    5. I cittadini possono indire un referendum revocatorio senza quorum nei confronti del sindaco e della sua giunta, raccogliendo fino al 10% di firme degli aventi diritto. In caso di esito positivo di questa consultazione, il sindaco e la giunta e il consiglio comunale decadono dalle loro funzioni e vengono indette nel più breve tempo possibile nuove elezioni.

    Edit 16-12-14:

    L’amico Dario Rinco mi ha mancato questo interessante commento, utile per migliorare questa proposta:

    Caro Paolo

    leggo sempre con interesse gli articoli del tuo sito e vorrei farti meditare su quello che hai scritto.

    Mi riferisco a questo passaggio:
    http://www.paolomichelotto.it/blog/2014/12/10/come-fare-per-ottenere-gli-strumenti-di-democrazia-diretta-nei-comuni-proposta-per-cambiare-il-tuel-d-l-267/

    devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame entro 2 mesi

    Purtoppo anche se il DLGS 267/2000 venisse modificato come sopra citato, si presenterebbe sempre il problema dell’eventuale mancata risposta da parte dell’amministrazione comunale.

    Come da noi sperimentato, purtroppo, nei casi in cui l’amministrazione facesse spallucce delle varie petizioni, istanze e referendum depositati neppure il prefetto ha potere coercitivo nei confronti dell’amministrazione inadempiente.

    Diverso sarebbe se fosse prevista una sanzione a carico del Sindaco per mancata risposta (magari arrivando a ipotizzare anche il commissariamento del Comune).

    Per i casi nei quali non venisse data risposta di ammissibilità dei quesiti referendari entro x giorni, si potrebbe ipotizzare il silenzio assenso in modo che il comitato referendario possa iniziare la raccolta firme in caso di non risposta alla richiesta di valutazione del quesito referendario.

    Per scoprire meglio tutte le inadempienze di Sesto S.G. ti segnalo questo:
    http://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2014/10/27/28102014-a-sesto-s-g-e-possibile-esercitare-la-partecipazione-popolare/

    Ciao
    Dario

  • Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) spiega in Commissione Parlamento perchè togliere il quorum dai referendum

    Dicembre 10, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, quorum, referendum

    di Paolo Michelotto

    riccardo fraccaro

    con grande piacere riporto l’articolo apparso sul sito www.riccardofraccaro.it . Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) ha spiegato in Commissione Affari istituzionali della Camera il suo emendamento in cui chiede di togliere il quorum dai referendum.La democrazia diretta continua a bussare in parlamento. I cittadini verranno ascoltati?

    Dal blog www.riccardofraccaro.it

    L’abolizione del quorum è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisionale democratico. Con l’abolizione del quorum si avrebbe il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa determinando l’indispensabile evoluzione verso la democrazia integrale. Il 5 dicembre sono intervenuto in commissione affari costituzionali per illustrare un mio emendamento alla proposta di legge di riforma istituzionale per l’eliminazione del quorum di partecipazione nei referendum. Nell’intervento ho illustrato come l’emendamento sia stato il frutto della proposta dell’iniziativa popolare «Quorum zero, più democrazia»presentata in Parlamento da 50 mila elettori ed ho rilevato le ragioni a sostegno dell’azzeramento del quorum, la cui azione è giustificata dal fatto che i cittadini che si disinteressano dei contenuti delle proposte referendarie e che non si recano ad esprimere il proprio voto condizionano l’esito dei referendum. Ho articolato le 13 ragioni per le quali il quorum è un evidente snaturamento dell’istituto referendario ispirandomi alla sintesi di Paolo Michelotto sulla pubblicazione “Vivere meglio con più democrazia”.

    Le ragioni del NO:

    1. I sostenitori del No vincono facilmente

    2. I sostenitori del Sì partono già svantaggiati

    3. Bastone tra le ruote della democrazia

    4. Meno dibattito e meno informazione

    5. Premio a chi non partecipa

    6. Non c’è più il segreto del voto

    7. Allontanamento delle persone dal voto

    8. Se il quorum valesse anche nelle elezioni, molte sarebbero state invalidate

    9. La Costituzione permette referendum locali senza quorum

    10. I cittadini non vogliono il quorum

    11. Distruzione della fiducia dei cittadini nello strumento del referendum

    12. Potere sproporzionato di piccoli partiti

    13. Evoluzione verso una piena democrazia

  • In Trentino Alto Adige nuova legge regionale che ottiene nuovi strumenti di democrazia diretta a livello comunale

    Dicembre 8, 2014 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, democrazia diretta trentino, quorum, referendum

    di Paolo Michelotto

    Regione-Trentino-Alto-Adige-Südtirol

    nei giorni scorsi il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige ha approvato una legge regionale che prevede che tutti i comuni della regione abbiano nuovi strumenti di democrazia diretta e migliorano quelli esistenti (abbassando il quorum – abbassando il numero di firme, che saranno raccolte in 180 giorni invece che 90 – inviando l’opuscolo informativo). Tutto questo grazie alla proposta dei 2 consiglieri del M5S (Filippo Degasperi e Paul Koellensperger) e dei vari esperti che li hanno aiutati (Thomas Benedikter, Alex Marini, Stefano Longano) che hanno convinto i colleghi ad appoggiarli su questo tema. Ma ora come scrive Stefano Longano “.. che sappiano che ora questo è il minimo sindacale, e che se vogliono parlare di partecipazione, devono concretamente proporre qualcosa di più. Come per esempio rendere vincolanti i referendum propositivi, dare a qualunque cittadino la possibilità di autenticare le firme, e infine avere il coraggio di togliere totalmente il quorum.”

    Comunque ad esempio a Trento e a Rovereto, il quorum dovrà essere abbassato al 25% e ci sarà il referendum confermativo statutale con quorum 0% e raccolta firme che dura 180 giorni (6 mesi) invece che 90 giorni. Ottimo passo avanti. La democrazia diretta si ottiene passo dopo passo e ogni tanto c’è qualche passetto in avanti che viene dal basso (il quorum abbassato a Trento e a Rovereto negli anni scorsi grazie ad iniziative popolari) i referendum a Rovereto e a Bolzano, l’azione di Iniziativa Più Democrazia nel Trentino e di Iniziativa Più Democrazia in Alto Adige, l’azione di Stephan Lausch e di Thomas Benediker e di molti altri, e qualche passo che viene dal livello superiore.

    I comuni della regione sono 333. Ora avranno 1 anno per adeguare lo Statuto alla nuova legge. Mi auguro che qualche comune sia ancora più coraggioso e vada oltre queste prescrizioni minime, imitando per esmpio quanto fatto dal comune di Malles (BZ). Molto dipenderà dai nuovi eletti della primavera prossima e dalla spinta dei cittadini.

    Nei prossimi giorni la legge verrá pubblicata sul BUR. Per essere compresa fino in fondo però bisognerebbe leggerla nel testo unico che verrá predisposto ipoteticamente dopo l’accorpamento in un’unica norma nei prossimi mesi.

    Ecco il post scritto da Alex Marini che appare sul portale www.trentino5stelle.it/

    Il M5S in Consiglio Regionale ottiene nuovi strumenti di democrazia diretta a livello comunale

    Durante gli odierni lavori del Consiglio regionale, dopo l’approvazione a maggioranza dell’aula di entrambi gli ordini del giorno dei portavoce Degasperi e Koellensperger, l’impegno del M5S si è concentrato sul cercare di infondere nuovo senso a quello che dovrebbe essere il “governo del popolo”.

    Il ddl 17 (“Disposizioni in materia di enti locali”) ha portato al voto in aula anche aspetti essenziali di regolamentazione degli strumenti di democrazia diretta a livello comunale. Le proposte uscite dalla maggioranza erano insufficienti e relegavano i cittadini al solito ruolo di elettori coinvolti al massimo una volta ogni cinque anni. Per questi motivi il M5S doveva sfruttare l’opportunità di migliorare questo disegno di legge anche a costo di procedere con un serrato ostruzionismo. La maggioranza, di fronte al merito dei emendamenti, ha accettato di dialogare con noi e, coinvolgendo altre forze politiche, siamo riusciti a ottenere un consenso trasversale sulla rilevanza dei temi affrontati dalle nostre proposte. Gli emendamenti condivisi e sottoscritti porteranno all’introduzione nell’ordinamento regionale dei comuni:

    • la possibilità di richiedere un referendum confermativo senza quorum per le modifiche allo statuto comunale;
    • l’abbassamento dal 10 al 5% della soglia massima di firme necessarie per richiedere un referendum popolare nei comuni maggiori  di 20mila abitanti;
    • l’estensione a 180 dei giorni del tempo a disposizione per raccogliere le firme per richiedere un referendum popolare e per permettere un dibattito ampio ed informato;
    • l’introduzione di un limite massimo del quorum di partecipazione fissato al 30% per i piccoli comuni e al 25% per comuni con popolazione maggiore di 5mila abitanti;
    • l’obbligo di invio di un opuscolo informativo da parte dell’amministrazione comunale agli aventi diritto al voto per spiegare adeguatamente il tema oggetto di referendum, redatto da una commissione neutra;

    Non è stata una trattativa semplice, ma grazie al coinvolgimento di tutti siamo riusciti a modificare, migliorandolo, la status quo. Si poteva fare di più e meglio, ma siamo comunque soddisfatti: da oggi i cittadini della nostra regione hanno a disposizione nuovi e concreti strumenti di partecipazione politica.

    art12_emendamento_1_parte2_soglie-e-opuscolo

    art12_emendamento_parte1_soglie-e-opuscolo

    art12_subemendanto_quorum-zero