• Malles (BZ): un voto referendario innovativo

    Settembre 17, 2014 // 2 Commenti

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    Postato in: bolzano, referendum, voto postale

    di Paolo Michelotto

    ricevo da Thomas Benedikter e volentieri pubblico un approfondimento sul referendum con voto postale che si è tenuto a Mals/Malles (BZ) a fine agosto 2014 per una durata di 2 settimane.

    refemalles

    Malles: un voto referendario innovativo

    Il Comune di Malles (Val Venosta, Alto Adige) nelle ultime due settimane di agosto ha vissuto un nuovo tipo di referendum, sia nel quesito sia nel metodo. Per la prima volta gli elettori di un comune di questa provincia si sono potuti esprimere sull’uso dei pesticidi nell’agricoltura, specie nelle piantagioni di meli, accogliendo con grande maggioranza (75,68%) la proposta dei promotori, cioè quella di introdurre un regime più severo per l’utilizzo degli anticrittogamici sul territorio di Malles.

    E per la prima volta i cittadini di un comune sudtirolese si sono avvallati del voto postale, cioè potevano votare in un arco di due settimane servendosi dell’apposita scheda e busta di votazione recapitata da parte dell’ufficio elettorale. Questo metodo, già assodato in vari altri paesi, non solo ha consentito ai cittadini di occuparsi tranquillamente del voto a casa, dopo la lettura dell’opuscolo di informazione inviato dal Comune, ma in pratica ha consentito a più persone di votare, tant’è vero che la partecipazione ha sfiorato il 70%.

    Le innovazioni di questa tornata referendaria di Malles non si fermano qui, ma vanno menzionate, oltre il voto postale, altre sei:

    1. Le votazioni referendarie a Malles, secondo lo statuto, sono tutte a effetto vincolante, cioè l’amministrazione è obbligata ad applicare la decisione dei cittadini. In altri comuni della provincia tuttora si continua a svolgere referendum “consultivi” non vincolanti.

    2. Il Comune di Malles ai suoi cittadini ha riconosciuto entrambi i diritti referendari principali: l’iniziativa popolare e il referendum confermativo. L’iniziativa per votare su una proposta promossa dai cittadini, il referendum confermativo per decidere sull’entrata in vigore di una delibera presa o dalla Giunta o dal Consiglio comunale.

    3. Il quorum di partecipazione è stato ridotto al 20%, soglia piuttosto innocua che non si presta ad eventuali campagne di boicottaggio.

    4. Le firme per un’iniziativa popolare possono essere raccolte liberamente, cioè non devono essere autenticate da un ufficiale pubblico o da un rappresentante politico, basta invece la delega da parte del sindaco di un semplice cittadino.

    5. Tutti gli aventi diritto al voto referendario (inclusi i 16enni) assieme ai documenti di voto hanno ricevuto l’opuscolo ufficiale di votazione, in cui sono spiegati il quesito, le informazioni utili e il vademecum della votazione. Inoltre sia i promotori (www.hollawint.com) sia gli oppositori del divieto dell’impiego di pesticidi (federazione degli agricoltori convenzionali) hanno avuto due pagine per illustrare le proprie ragioni. La redazione di questo opuscolo è stata curata dalla Commissione per lo svolgimento dei referendum.

    6. Infine il Consiglio comunale avrebbe anche avuto la possibilità di portare a votazione una sua controproposta. Se l’avesse fatto, i cittadini avrebbero potuto scegliere fra due proposte alternative.

    Tutto sommato Malles con il suo giovane sindaco Ulrich Veith (SVP) si presenta come un comune aperto ad un nuovo tipo di partecipazione dei cittadini che considera un buon regolamento dei referendum comunali come condizione essenziale per far funzionare la democrazia diretta.

    Per approfondire lo statuto comunale di Malles:

    http://www.gemeinde.mals.bz.it/system/web/verordnung.aspx?sprache=3&bezirkonr=0&detailonr=222613427&menuonr=218885883

    oppure http://www.comune.malles.bz.it

  • Mals/Malles (BZ): il referendum popolare con VOTO POSTALE supera l’affluenza del 69% ed è valido. Un esempio per tutti i comuni d’Italia

    Settembre 7, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: bolzano, democrazia diretta, voto postale

    di Paolo Michelotto

    pesticidi

    il referendum popolare che si è tenuto a Mals/Malles (BZ) dal 22 agosto al 5 settembre (esatto, per una durata di 15 giorni) usando per la prima volta in Italia il metodo del voto postale (diffuso da anni in Svizzera insieme al voto tradizionale al seggio ed esclusivo da anni in Oregon – USA) si è concluso con una partecipazione molto alta il 69%.

    Il metodo di voto usato è quello postale, che finora non è stato adottato da nessun altro comune in Italia. Ed è un peccato, visto l’affluenza ottenuta e il molto probabile risparmio dovuto alla non necessità di allestire i seggi e di pagare il personale per una intera giornata. Prossimamente cercherò maggiori dettagli e notizie. Questo è un fatto storico per l’Italia, innumerevoli volte gli amministratori si sono lamentati che i referendum costerebbero troppo. Ecco la risposta concreta, introdurre il voto postale e togliere il quorum (a Malles è ancora al 20%). L’affluenza è stata quindi del 69%.

    A mia memoria non c’è mai stata una partecipazione al voto così alta in qualche comune italiano.

    Il tema a votazione era l’abolizione dei fitofarmaci e dei pesticidi a Mals/Malles.

    Il 75% dei votanti ha deciso di toglierli.

    Quindi ulteriore buona notizia all’interno di una buona notizia!

    Riassumendo, l’esempio di Mals/Malles ci dice che per risparmiare soldi dei contribuenti ed aumentare l’affluenza la voto occorre:

    1. togliere il quorum (o abbassarlo al massimo)

    2. introdurre il voto postale

    Gli amministratori e cittadini italiani dovrebbero studiare ed applicare questo esempio.

    Qui ulteriori dettagli sullo Statuto, sul Regolamento dei Referendum e sul Libretto Illustrativo inviato nelle case di tutti i cittadini con diritto al voto.

  • Nuova edizione digitale scaricabile gratuitamente di Più potere ai cittadini – Introduzione alla Democrazia Diretta e ai Diritti Referendari

    Settembre 5, 2014 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    Cover Piu potere ai cittadini

    l’amico Thomas Benedikter ha realizzato la versione digitale in PDF del libro che aveva pubblicato nel 2008 “Democrazia Diretta”.

    Il titolo della nuova versione del 2014 è “Più potere ai cittadini – Introduzione alla Democrazia Diretta e ai Diritti Referendari”.

    Riporto molto volentieri la sua presentazione.  Il libro è scaricabile gratis qui sotto cliccando sul titolo:

    Più potere ai cittadini - Introduzione alla Democrazia Diretta e ai Diritti Referendari (164)

    Uscita nuova edizione di “Più potere ai cittadini – Introduzione alla democrazia diretta e ai diritti referendari” di Thomas Benedikter

    In tutti i continenti e a tutti i livelli governativi si può osservare la richiesta della popolazione di avere più voce in capitolo nelle decisioni politiche attraverso gli strumenti della democrazia diretta. Ma in Italia – stando agli emendamenti che il Governo Renzi sta apportando in questi giorni alla Costituzione – questo messaggio non sembra ancora essere stato recepito, tant’è vero che la maggioranza non fa altro che aumentare le firme richieste per un referendum abrogativo da 500.000 a 800.000 offrendo come contropartita l’abbassamento del quorum dal 50%+1 al 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche. L’ampliamento dei diritti referendari, come proposto dal gruppo “Quorumzero” con la sua proposta di legge di iniziativa popolare dell’estate 2012, non sembra ancora avere attecchito il valore e la necessità di uno strumentario completo di diritti referendari e di buone regole di applicazione partendo dalla cancellazione del quorum.

    In Italia tuttora regna un concetto limitativo della democrazia diretta, che non conosce il referendum propositivo e il referendum confermativo a livello nazionale (tranne per le leggi costituzionali non approvate con una maggioranza di due terzi). Per questo motivo ben vengano pubblicazioni che possano creare più conoscenza sulla valenza dei diritti referendari in generale. Il volume di Thomas Benedikter nella sua seconda edizione offre un’ottica ampia sulla gamma completa della democrazia diretta, partendo dagli intenti di fondo dei diritti referendari e dall’esperienza raccolta in Svizzera ed in Ticino in particolare. Si sofferma sulle innovazioni adottate dalle Regioni a statuto speciale d’Italia e, traendo lezioni dalle esperienze italiane di 40 anni di referendum abrogativo, presenta le linee guida di una possibile riforma dei diritti referendari partendo dalla proposta di legge costituzionale popolare Quorumzero.

    “Un ottimo strumento di conoscenza e analisi comparativa”, afferma in merito a questo volume Marco Boato, già deputato e senatore, docente e giornalista, “informazione e orientamento non solo per l’opinione pubblica più avvertita, ma anche per i futuri legislatori e futuri (se ci saranno) “costituenti” o meglio revisori della Costituzione. Non un pamphlet predicatorio, ma un’opera rigorosa e organica, che affronta i problemi della democrazia diretta in tutti i loro aspetti nazionali e internazionali, giuridici e politici, procedurali e sostanziali.”

    Thomas Benedikter (2014), Più potere ai cittadini – Introduzione alla democrazia diretta e ai diritti referendari, Ed. POLITiS, Bolzano, 231 pagine. Il volume è liberamente scaricabile dai siti www.paolomichelotto.it e www.politis.it

  • Referendum Popolare vincolante a Malles (BZ) con voto postale, per maggiori 16 anni, si vota per 2 settimane, quorum 20%

    Settembre 3, 2014 // 3 Commenti

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    Postato in: bolzano, democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum, voto postale

    di Paolo Michelotto

    mals

    grazie alla segnalazione dell’amico Emanuele Sarto, riporto sul blog la bella notizia di questo Referendum Popolare che si tiene a Mals / Malles (BZ) (5000 abitanti) in questi giorni. La bella notizia è:

    - il tema del referendum “divieto di prodotti fitosanitari fito sintetici” importantissimo in quelle zone a forte vocazione alla frutticultura (mele albicocche, fragole, frutti di bosco).

    referendum mals

    - il fatto che votano i maggiori di 16 anni

    - il fatto che votano per posta e questo segna un precedente storico per l’Italia. Molte amministrazioni mi avevano detto che dopo aver sentito esperti e prefetti avevano stabilito che ciò non era possibile. Ma se l’ha fatto il comune di Mals, allora è possibile in tutti i comuni Italiani. Invito quindi questi amministratori a prendere visione del regolamento di Mals /Malles oppure a telefonare agli amminstratori di quel comune per capire come fare.

    scarica qui lo Statuto Comune Malles (48)

    scarica qui il Regolamento Referendum Popolare Comune Malles (57)

    - il fatto che si vota per 15 giorni, dal 22 agosto al 5 settembre 2014. Anche questo un precedente in Italia.

    - il fatto che il quorum è del 20%, purtroppo ancora presente, ma molto basso, rispetto alla situazione normale dell’Italia dove il quorum nei comuni è del 50%. Questo significa alta probabilità di successo del referendum.

    - il fatto che il referendum è vincolante. Ossia è un referendum propositivo.

    - il fatto che a tutte le famiglie è stato mandato l’opuscolo informativo con chiare spiegazioni su come votare e le ragioni del SI e del NO.

    scarica qui l’Opuscolo Informativo Referendum Popolare Malles 2014 (76)

    Insomma un bell’esempio da studiare e replicare il prima possibile nel resto d’Italia. (Magari portando il quorum zero, queste le ragioni).

    Mals / Malles (BZ) dista 10 km dalla Svizzera… e il suo sindaco ha lavorato parecchi anni in Svizzera e conosce bene gli strumenti di democrazia diretta lì usati…

  • Serata sulla Democrazia Diretta a Mori (TN) – 16-07-2014

    Luglio 17, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    mori

    su iniziativa degli amici del m5s di Mori (TN) ho partecipato ad una splendida serata sulla democrazia diretta a Mori. Come al solito la prima parte è stata dedicata a “La Parola ai Cittadini” e poi alla presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo.

    Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    Raffaele nuove scuole medie – messa in sicurezza nuovo edificio richiesta fondi con vendita beni pubblici vedi ex-cantina sociale 16
    Nicola Viabilità miglioramenti ciclabile e togliere punti pericolosi 16
    Emilio Utilizzo patrimonio comunale – progetti e messa in vendita 15
    Gabriella Antenne telefono per l futuro consultazioni e informazioni e gazebo 15
    Francesca problema slot machine e gioco d’azzardo – serate informative – togliere da edifici del comune – dare incentivi ai bar che tolgono 14
    Enzo Parchi sicuri + feste e animazioni dei cittadini e presenza forze dell’ordine 12
    Nicola Orti sociali – migliorare gestione e nuovi assegnamenti e migliore pubblicizzazione 12
    Renzo PRG – normativa tramite partecipazione 12
    Mauro Edilizia imprese venduto almeno 40% prima di costruire 10

    proposte-mori-16-07-14.xls

    presentazione-DD-mori-16-07-14.pdf

    presentazione-DD-mori-16-07-14.ppt

  • Fine silenziosa del referendum

    Luglio 16, 2014 // 5 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, referendum

    di Michele Ainis

    micheleainis

    Fonte Corriere della Sera

    Le Costituzioni invecchiano, come le persone. Però, a differenza di noialtri, possono ringiovanire, bevendo un elisir di lunga vita. È a questo che serve ogni riforma, a proiettare nell’attualità un testo figlio dell’aldilà, di un’altra stagione della storia, affinché continui a rispecchiare lo spirito del tempo. E che faccia ha il nostro spiritello? Quella di chi va di fretta, sicché detesta le lungaggini della democrazia parlamentare, tanto più se rallentata da due Camere gemelle. Dunque la revisione del Senato gli strapperà un sorriso, come del resto il rafforzamento del governo, liberato dal ricatto della doppia fiducia. Qui e oggi, il nostro umore collettivo esige decisioni rapide, governi stabili, politici senza privilegi. Di conseguenza l’indennità zero per i nuovi senatori offre un’altra occasione per sorridere: e tre.

    Ma questo spiritello ha anche voglia di passare dall’altro lato dello specchio: vuole decidere, oltre che guardare. Da qui la crisi delle assemblee parlamentari, che peraltro è un fenomeno mondiale, non solo italiano. Negli Usa Benjamin Barber propone di rimpiazzarle con i sindaci, la Primavera araba le ha sostituite con le piazze, in Europa il ritiro della delega s’esprime con la diserzione dalle urne e con la domanda di democrazia diretta. Ecco perché ovunque si moltiplicano le consultazioni online dei cittadini, sugli argomenti più svariati. Ed ecco perché i referendum sono in auge dappertutto: fino al 1900 ne vennero celebrati 71; nel mezzo secolo successivo se ne aggiunsero altri 197; ma nel mondo si sono tenuti 531 referendum dal 1951 al 1993, e ormai sono innumerevoli, non basta il pallottoliere per contarli.

    Su questo versante, tuttavia, la riforma nega un’iniezione di gioventù alla nostra Carta. Anzi: le dipinge in viso un’altra ruga. Sta di fatto che gli unici due strumenti introdotti dai costituenti furono le leggi popolari e il referendum abrogativo. Sennonché le prime si sono rivelate altrettante suppliche al sovrano, che non le ha mai degnate d’uno sguardo; il secondo è stato generato con 22 anni di ritardo, senza mai diventare adulto. Avremmo potuto attenderci qualche correzione nel progetto del governo: macché, silenzio tombale. Poi ha parlato la commissione Affari costituzionali del Senato, e avrebbe fatto meglio a stare zitta. Perché ha quintuplicato le firme necessarie sulle leggi popolari (250 mila), in cambio di un occhio di riguardo. Ma è un occhio finto: quelle leggi verranno esaminate «nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari». E senza la possibilità di trasformarle in referendum propositivi ove le Camere restino silenti, come suggerì a suo tempo la commissione dei 35 esperti insediata dal governo Letta.

    E il referendum abrogativo? In pratica, abrogato. Scende di qualche gradino il quorum, però anche in questo caso salgono le sottoscrizioni: da 500 mila a 800 mila. Mica poco, se esercitiamo per esempio la memoria sull’insuccesso dei 12 referendum radicali, depositati l’anno scorso in Cassazione; il migliore (quello sulla responsabilità civile dei giudici) si è arrestato a 421 mila firme, eppure li aveva sottoscritti tutti e 12 pure Berlusconi. Significa che già adesso, per allestire un referendum, serve un movimento organizzato e ben determinato. Significa perciò che da domani il referendum sarà un’arma a disposizione dei partiti, non dei cittadini. Degli eletti, non degli elettori.

    Anche perché ormai l’autocertificazione è legge, la Pubblica amministrazione s’affaccia dallo schermo dei computer, ma per ogni referendum bisogna raccogliere le firme su carta e alla presenza di un pubblico ufficiale. E il voto elettronico? Usato in Belgio, in Austria, in Irlanda, in Svizzera, in Estonia (dove l’accesso a Internet è garantito dalla Costituzione), usato in India come in Messico e in Brasile, in Florida come in Arizona. Usato dall’Unione Europea per sottoscrivere le leggi popolari (e qui peraltro bastano un milione di firme, lo 0,2% della popolazione complessiva). In Italia, viceversa, i governi ci chiedono d’accendere il computer per esprimere pareri (dal valore legale della laurea alla spending review , dalla giustizia alla burocrazia), mai per timbrare decisioni.

    D’altronde, in futuro, ci resterà ben poco da decidere. Con questa riformulazione, il referendum potrà colpire intere leggi o singoli frammenti, purché «con autonomo valore normativo». Traduzione: stop ai referendum manipolativi, quelli che cancellavano una virgola di qua, un avverbio di là, trasformando il significato della legge, e trasformando perciò il referendum abrogativo in propositivo, benché negato dai costituenti.

    Con le nuove regole, il quesito elaborato da Segni nel 1993 verrebbe dichiarato inammissibile; eppure quel quesito aprì l’era del maggioritario, inaugurando la Seconda Repubblica. Ma evidentemente i nostri politici ci si sono affezionati, non vogliono correre il rischio di precipitare nella Terza Repubblica. Contenti loro, scontenti noi.

  • Una proposta rivoluzionaria per la democrazia da Grosseto?

    Giugno 19, 2014 // 3 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, esempi virtuosi, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    il portale della partecipazione

    ho appena terminato una riunione hangout con il Consigliere M5S Giacomo Gori di Grosseto, Claudio ed altri suoi amici e collaboratori. E mi hanno raccontato un loro progetto che è ancora allo stato embrionale, ma potrebbe essere il primo passo di una rivoluzione per il sistema democratico italiano.

    Giacomo oggi è l’unico consigliere del M5S in un comune amministrato dal PD. Lui e i suoi amici si sono posti il problema di come permettere ai loro concittadini di fare proposte per la loro città, discuterle e dare la possibilità a loro stessi di approvarle, in maniera legale con le norme nazionali vigenti.

    Da poco più di un mese si sono accorti, leggendo approfonditamente il Testo Unico Enti Locali DL 267 (TUEL), che i regolamenti comunali vigenti sono scritti in piena autonomia dai singoli comuni.

    L’art 38 comma 3 dice infatti:

    “3. I consigli sono dotati di autonomia funzionale e organizzativa.”

    Ossia la legge nazionale non scrive come i singoli comuni devono procedere per approvare gli atti che li governano. Ogni comune può decidere il metodo che preferisce, in piena libertà.

    Il fatto poi che i regolamenti comunali siano tutti simili da città a città è dovuto al fatto che quasi sempre si basano su modelli standard predisposti dall’Anci.

    Allora il M5S di Grosseto si è proposto di progettare un nuovo tipo di Regolamento Comunale, che permetta alla cittadinanza di formulare proposte da portare in Consiglio Comunale e di permettere il voto alla cittadinanza stessa.

    Già da tempo Giacomo ha fatto realizzare da un informatico il sito “Il portale della partecipazione” in cui tutti (anche chi non è cittadino di Grosseto) si possono iscrivere. Una volta iscritti c’è la possibilità di vedere i gruppi di lavoro. Ce n’è uno che si chiama “Ripartiamo dalla Bulé” (con chiari riferimento alla Bulé di Atene dove cittadini estratti a sorte per un anno, governavano la città, insieme alla popolazione) dove si sta discutendo questo progetto. Mi sono iscritto anch’io.

    L’obiettivo è quello di terminare una prima bozza di progetto, poi di contattare amministrazioni sensibili dove il m5s governa già la città per vedere come migliorare e tentare di implementare quanto progettato.

    Può apparire tutto molto complesso, e forse lo è, ma Giacomo e Claudio sono dei sognatori pratici e molto entusiasti e hanno ben chiaro in mento il risultato a cui si può arrivare, ossia la democrazia piena e reale. Chi vuole approfondire e magari dare una mano, è invitato da loro molto caldamente.

    In fondo anche il Bilancio Partecipativo, è stato creato quasi dal nulla nel 1989 da una giunta del PT a Porto Alegre, che all’inizio non sapeva esattamente come mettere in opera quanto promesso in campagna elettorale. Ma che poi un po’ alla volta si è stabilizzato ed ora è applicato solo in Italia in centinaia di città diverse. Era inizialmente una promessa, poi un progetto da realizzare, ora è un metodo testato e funzionante.

    Anche moltissimi comuni svizzeri e del New England sono governati direttamente tramite assemblee di cittadini che direttamente propongono, votano e deliberano tutti gli atti fondamentali che governano la loro città (comprese l’importo delle tasse e delle spese da sostenere).

  • Parma e il nuovo Statuto con Referendum a Quorum Zero e il nuovo Regolamento per la Partecipazione

    Giugno 18, 2014 // 4 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia, partecipazione

    di Paolo Michelotto

    parma democrazia diretta

    a Parma, è stato messo online da alcuni giorni l’ultima bozza della Statuto Comunale, e del Regolamento della Partecipazione, redatti con gli input dati dai cittadini durante “La Giornata della Democrazia” del 29 settembre 2013.

    Verranno portati nell’apposita commissione consiliare tra qualche giorno. Ed infine in Consiglio Comunale per la loro approvazione. Mancano ormai poche settimane per aggiungere Parma alla lista dei comuni de-quorumizzati d’Italia.

    Verranno introdotti i referendum propositivi e abrogativi senza quorum, su richiesta di 5000 abitanti (percentuale simile a quelle delle città Svizzere – alle europee del 2014 c’erano 141.000 elettori, quindi 5000 firme sono circa il 3,5% degli elettori), potranno votare anche i 16enni e 17enni e i cittadini stranieri residenti da almeno 5 anni (quindi in realtà visto che gli elettori dei referendum saranno più di quelli delle europee, la parcentuale sarà più bassa, forse sotto il 3%).

    Certo, dal punto di vista di un appassionato di democrazia diretta, ci sarebbero alcune cose da aggiungere (revoca o strumenti per sfiduciare i rappresentanti) o da togliere (ad esempio l’impossibilità attuale di fare referendum su tasse ed imposte), ma visti nel panorama italiano, in questo momento, se passano così come stanno, saranno gli strumenti di democrazia diretta più avanzati nelle mani dei cittadini. Poi bisognerà realizzare molto accuratamente il Regolamento per i Referendum (mettendo facilitazioni per la raccolta firme, le firme elettroniche, il libretto informativo, etc).

    Ma c’è anche molto di più. C’è il consigliere aggiunto per gli stranieri, vari principi come la tutela dell’acqua pubblica, il decoro urbano, il valore della cultura, la tutela e valorizzazione del territorio comunale, le pari opportunità e molto altro. Facile da vedere le novità aggiunte grazie alla scelta di fare due colonne con la versione vecchia e a fianco quella nuova con le parti aggiunte in giallo.

    Molto interessante anche il regolamento per la partecipazione, che ripristina la possibilità dei cittadini di partecipare alla discussione della cosa pubblica a livello di quartieri e di assemblee tematiche.

    Complimenti al Sindaco Federico Pizzarotti, alla ViceSindaco Nicoletta Paci (organizzatrice dell’evento “La Giornata della Democrazia” e di gran parte della stesura del Regolamento della Partecipazione) e al Pres. Consiglio Marco Vagnozzi (per quanto riguarda l’impegno a realizzare strumenti della democrazia diretta funzionanti dal punto di vista dei cittadini).

    Qui la pagina dove si possono trovare le bozze dello Statuto e del Regolamento.

    http://www.ilquartierechevorrei.it/nuovo-statuto-comune-di-parma/

    Qui sotto metto i documenti, nel caso la pagina linkata sopra dovesse scomparire tra qualche anno.

    REGOLAMENTO-partecipazione Parma.pdf

    Nuovo-Statuto-del-Comune-di-Parma.pdf

    Gli amministratori aspettano gli ultimi commenti dei cittadini prima della discussioni finale in Consiglio Comunale.

  • Vignola (MO) sarà il primo comune in Italia con La Parola ai Cittadini organizzata dal Sindaco (oltre a tutti gli strumenti di democrazia diretta)

    Giugno 13, 2014 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    vignola

    domenica 8 giugno 2014 a Vignola (MO) al ballottaggio ha vinto il sindaco Mauro Smeraldi sostenuto da tre liste civiche.

    Quattro giorni prima, ero stato chiamato dal futuro sindaco per realizzare La Parola ai Cittadini e parlare degli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo. E nel corso di quella serata Mauro Smeraldi aveva chiarito molto bene la sua propensione ad introdurre gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa nella sua città in caso di vittoria. Nel 2009 la sua lista civica mi aveva già chiamato per realizzare una serata analoga. Quindi l’interesse per questi temi dura da almeno 5 anni.

    Fatto confermato anche dopo il ballottaggio in uno scambio di messaggi con il sindaco e alcuni suoi collaboratori. Sono quindi molto ottimista sul fatto che Mauro Smeraldi e la sua giunta attueranno quanto promesso nel loro programma elettorale.

    Prendo alcuni punti ineuivocabili, chiari e molto espliciti, da pag 8 del programma elettorale di Mauro Smeraldi

    Creare spazi di discussione e proposta

    a) assemblee di quartiere, assemblee pubbliche anche su richiesta dei cittadini, Consigli comunali aperti con potere di intervento e proposta dei cittadini , Consigli itineranti;

    b) potenziamento e revisione degli Istituti di partecipazione attraverso la modifica dello Statuto e del relativo Regolamento (Petizione popolare, iniziativa popolare, eliminazione quorum referendum, introduzione referendum propositivo e abrogativo in aggiunta al referendum consultivo già previsto, introduzione dell’istruttoria pubblica, democrazia diretta sulla rete);

    c) web 2.0 ( spazi pubblici e aperti di discussione e proposta sulla rete);

    d) introduzione de “La parola ai cittadini” : serata partecipativa , da realizzarsi almeno una volta all’anno, con la presenza della Giunta Comunale, in cui i cittadini avranno diritto di fare proposte o critiche per la loro città che verranno discusse e messe ai voti tra i presenti;

    Qui il programma completo:

    Vignola Programma liste dei Cittadini 2014

    Vignola ha la potenzialità di diventare la capitale della democrazia diretta e partecipativa dell’Italia!

    Seguirò con molta attenzione questa esperienza ed ogni novità la riporterò su questo blog.

  • Diamo una “scossa” all’Italia con i referendum!

    Giugno 11, 2014 // 4 Commenti

    Postato in: democrazia dal basso in Italia, democrazia diretta, iniziativa di legge popolare, referendum

    di Paolo Michelotto

    democrazia diretta

    si sta presentando una rara e inaspettata opportunità per l’Italia di cambiare davvero, grazie alla democrazia diretta. La Lega Nord sta ultimando la raccolta firme per 5 referendum che non lasceranno indifferenti la cittadinanza. Per cui ci sono buone ragioni per pensare che l’affluenza il giorno del voto sarà alta e il limite del quorum del 50% potrebbe essere superato.

    Se il M5S, aggiungesse altri quesiti, la probabilità di successo nel superare la soglia del 50% sarebbe ancora maggiore.

    E se questi quesiti fossero rivolti al bene comune e scelti con buon senso, allora potrebbe esserci davvero una forte e benefica “scossa” in Italia. Una scossa tanto più benefica, quanto inaspettata e dovuta a quelle concomitanze storiche che difficilmente si ripetono, che uniscono nel loro percorso forze che mai camminerebbero insieme, ma che prese insieme rappresentano la maggioranza dei cittadini.

    Il percorso democratico ottimale è chiedere a tutti i cittadini (non solo ai registrati) tramite il blog di Beppe Grillo su quali temi vorrebbero fossero fatti degli ulteriori referendum che puntino al bene comune, approffittando del cammino dei 5 quesiti della Lega Nord già praticamente presentati e che andranno presto al voto. E dopo la creazione di una lista di possibili quesiti (titolo e 140 caratteri di spiegazione), e dopo aver scartato quelli non fattibili dal punto tecnico legislativo, si dovrebbe fare una votazione online (questa volta solo degli utenti registrati) per mettere i quesiti in ordine di priorità e scegliere i primi 5 o 10 da portare avanti. Fatto questo, con l’ausilio degli esperti amministrativi dei parlamentari si potrebbero scrivere, preparare e distribuire i moduli per via digitale in tempi molto rapidi (poi ogni gruppo se li stamperebbe in proprio). Per questa fase preparatoria basterebbe qualche settimana. Per la raccolta firme si potrebbe organizzare un appuntamento collettivo (un V-Day 4?) in una sola data all’inizio di settembre 2014 in tutte le città italiane e nel frattempo portare i moduli negli uffici elettorali dei comuni, per permettere ai cittadini volenterosi di andarseli a firmare.

    I tempi sono molto stretti per la scelta, la scrittura, la preparazione dei moduli, l’organizzazione della raccolta firme. Ma non impossibili.

    In Italia si possono fare solo referendum abrogativi, quindi per cancellare una norma. Ma nella nostra Costituzione è previsto anche lo strumento della Legge di Iniziativa Popolare, che permette ai cittadini di essere parte propositiva. Finora le Leggi di iniziativa popolare non sono quasi mai state discusse dal Parlamento, ma raccogliendo milioni di firme invece che le necessarie 50.000 forse riceverebbero maggiore “attenzione”.

    Sarebbe interessante per la prima volta in Italia, proporre un referendum per abrogare una norma e contemporaneamente proporre una legge di iniziativa popolare che la regolamenti in maniera nuova. Questi sono i temi su cui farei referendum e contemporaneamente realizzerei una proposta di legge di iniziativa popolare (basterebbe anche solo utilizzare gli ottimi testi già scritti dai parlamentari m5s trasformandoli in Iniziativa Popolare).

    Conflitto d’Interessi

    Referendum per abrogare l’attuale legge sul conflitto d’interessi inefficace
    Legge 20 luglio 2004. n. 215 ( Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi) (Legge Frattini)

    Corruzione

    Referendum su Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): limitazione dell’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (trova applicazione anche al processo “Sme-Ariosto 1″ per corruzione in atti giudiziari)

    Referendum su Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modifica della disciplina del falso in bilancio (nei processi “All Iberian 2″ e “Sme-Ariosto2″ Berlusconi viene assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”)

    Referendum su  “Legge Cirami” (L. 248/2002): introduzione fra le cause di ricusazione e trasferimento del processo del “legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice” (la norma utilizzata per spostare il processo da Milano a Brescia non ottenne i risultati sperati).

    Referendum “Legge ex Cirielli” (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (denominata anche legge salva-Previti, ha introdotto una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformato in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni, consentendo l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Diritti TV Mediaset” e”Mills” a carico di Berlusconi)

    Media e informazione

    Referendum su Decreto-salva Rete 4 (D.L. 352/2003): Introdotta ‘ad hoc’ per consentire unicamente a Rete 4 di Mediaset di continuare a trasmettere in analogico, sfavorendo Italia 7.

    Referendum su CANONE RAI: regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246 relativo alla Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 5 aprile 1938)

    Referendum su l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria

    Referendum su abolizione dell’ordine dei giornalisti

    Referendum su “Legge Gasparri” (L. 112/2004): introduzione del SIC (”Sistema Integrato delle Comunicazioni”) che ha per effetto di estendere il numero di canali televisivi che un singolo soggetto può avere in concessione (la norma consente di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo Mediaset, evitò lo scioglimento del monopolio televisivo Mediaset)

    Finanziamento partiti

    Referendum sulla legge n.13/2014 che modifica il finanziamento dei partiti solo a partire dal 2017.

    Indennità dei Parlamentari

    Referendum per abrogare la Legge 31 ottobre 1965, n. 1261 – Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento

    Legge elettorale

    Legge di iniziativa popolare basata sulla proposta scritta collettivamente dal M5S

    Democrazia diretta

    Legge di iniziativa popolare

    Su questo argomento non è possibile realizzare referendum, perchè toccherebbero la Costituzione, è ciò è vietato dalla Costituzione stessa. Ma si può procedere con una Legge di Iniziativa Popolare. Si potrebbe quindi realizzare una legge simile o uguale alla Legge di Iniziativa Popolare Quorum Zero e Più Democrazia che ha già raccolto 52.000 firme ed è stata depositata in Parlamento nell’agosto 2012. Essa contiene già tutti gli strumenti di democrazia diretta migliori presenti nel mondo. Basterebbe solo aggiungere lo strumento della revoca degli eletti al testo già pronto.

    Questi i quesiti della Lega Nord: Leggi il resto »

  • La revoca (recall) sta per essere introdotta (forse) anche nel Regno Unito

    Giugno 8, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, revoca degli eletti

    di Paolo Michelotto

    regina elisabetta

    dal 2011 nel Regno Unito si sta discutendo una legge che vuole introdurre la revoca dei membri del parlamento.La Regina nel suo ultimo discorso ha auspicato che venga approvata al più presto e quindi la questione è apparsa sui giornali ed è diventato un argomento di dibattito nazionale.

    Qui la bozza di legge scritta nel 2011 e studio sull’argomento. Interessante da pag 43 dove vengono analizzati gli esempi degli stati che già hanno questo strumento. Oltre ai soliti noti (USA, Venezuela, British Cokumbia, Svizzera) appaiono anche le Filippine.

    Recall_of_MPs_Draft_Bill.pdf

    Questa la posizione del governo inglese:

    Posizione del Governo del Regno Unito riguardo alla legge sulla revoca dei parlamentari.pdf

    Questo l’articolo del Fatto Quotidiano.

    Che riporto qui:

    Regno Unito, legge anti-casta: gli elettori potranno far dimettere i parlamentari

    In arrivo una norma che consentirà ai cittadini della circoscrizione di appartenenza del deputato incarcerato o ritenuto “non idoneo” di proporre una petizione per riassegnare il seggio. Per essere valida dovrà firmare almeno il 10% degli aventi diritto. Ma si teme già che il parlamento “annacqui” il provvedimento

    di Daniele Guido Gessa | 5 giugno 2014

    Una legge anti-casta sarà con tutta probabilità varata nel Regno Unito nei prossimi mesi. Con la possibilità, per gli elettori, di spedire a casa deputati di Westminster incarcerati o ritenuti dall’assemblea della camera dei Comuni o da quella dei Lord “non idonei alla vita parlamentare” a causa della loro condotta scorretta.

    Nonostante la voce circolasse da qualche giorno, pochi si aspettavano l’annuncio fatto dalla regina Elisabetta, mercoledì (4 giugno), durante il tradizionale Queen’s speech che apre l’anno parlamentare e che illustra il piano delle leggi di parlamento e governo per quei dodici mesi a venire. Proprio lei, il simbolo massimo del potere britannico, si è così prodigata nello spiegare l’intento del governo di David Cameron (nel suo ultimo anno di mandato, si vota infatti a maggio 2015) di dare ai cittadini elettori il diritto di “recall”.

    Nel caso infatti di carcere inferiore ai dodici mesi (per le sentenze superiori l’espulsione è già automatica) e nel caso di voto parlamentare sull’etica e le azioni di un deputato, gli appartenenti di una certa circoscrizione elettorale di cui faccia parte quel politico potranno proporre una petizione per la sua espulsione. Affinché sia valida, dovrà firmare almeno il 10% degli aventi diritto al voto, così si andrà quasi automaticamente a elezioni di mezzo termine per la riassegnazione di quel seggio. “Quasi automaticamente” appunto. Perché da più partiti politici nelle ultime ore sono arrivate polemiche per un possibile “annacquamento” della legge.

    Secondo molti analisti, verrà inserita una clausola che darà il potere al parlamento, anche dopo una petizione, di bloccare la riassegnazione del seggio. I dubbi sono venuti da destra e sinistra, con Ed Miliband, leader del partito laburista, che ha spiegato come “la legge non faccia giustizia alla delusione degli elettori”, per quei casi di condotta scorretta spesso riportati dalla stampa britannica. E poi Zac Goldsmith, parlamentare conservatore per l’area di Richmond, nel sud-ovest della capitale, che parlando con il Guardian ha detto che, appunto, “si rischia che il tutto venga annacquato” per questo potere di veto finale del parlamento.

    Ancora, tuttavia, non si sanno le specifiche della nuova legge anti-casta, che dovrebbe essere messa al voto del parlamento già nei prossimi mesi. “Presto per parlare e per lamentarsi”, dicono ora dal governo. Gli elettori britannici, insomma, attendono con ansia. Nel solo caso degli scandali legati ai rimborsi parlamentari, nel 2009, finirono nei guai e furono indagati almeno quaranta deputati. La politica britannica, non immune ai casi di corruzione e crimine, risulta tuttavia avere, il più delle volte, una sua dose di anticorpi.

    Fra gli ultimi casi saliti alla ribalta internazionale, quello di Chris Huhne, ex ministro dell’Energia e membro del parlamento, e sua moglie Vicky Pryce, nota economista con incarichi in apparati governativi, finiti in carcere nel marzo del 2013 per aver “truccato” sui punti della patente, per una multa “addebitata” sulla licenza alla guida della donna, quando in realtà l’infrazione era stata commessa dal marito. I due, che sono finiti tuttavia in carcere per aver “deviato e turbato il corso della giustizia” piuttosto che per la questione dei punti, furono poi rilasciati nel maggio dello stesso anno e sottoposti a braccialetto elettronico. Prima della condanna, nel febbraio del 2013, Huhne si dimise dal parlamento, non fu quindi espulso, ma la sua carriera nelle aule del potere pare essere sicuramente finita. Al momento si occupa di ambiente e ogni tanto scrive editoriali sul Guardian. La moglie ha persino scritto un libro sull’esperienza in carcere e partecipa ai talk show. Ma è molto difficile che nel Regno Unito tornino a fare politica o a rivestire ruoli di primo rilievo.

  • Lecce: il consiglio comunale discuterà la petizione sulla democrazia diretta presentata dai cittadini del M5S

    Giugno 8, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    Scansione nota Sindaco trasmissione verbale

    a Lecce il M5S ha fatto un ulteriore passo in avanti per portare gli strumenti di democrazia diretta all’interno delle istituzioni.

    Il 22 aprile 2014 il gruppo aveva depositato una petizione al Comune. In questi giorni è arrivata la risposta.

    COMUNICATO STAMPA:

    PETIZIONE SULLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA:

    L’OK DELLA COMMISSIONE ALLA DISCUSSIONE ll Sindaco ci ha comunicato in data odierna che la petizione sulla DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE, promossa dal M5S e presentata lo scorso aprile alla presenza della portavoce al Senato Barbara Lezzi e di tanti attivisti leccesi, è stata esaminata dalla commissione e accettata quasi totalmente per la discussione. La petizione ha lo scopo di introdurre nello statuto comunale il principio della partecipazione diretta dei cittadini alle scelte e programmi municipali e nello specifico l’abolizione de quorum nei referendum e l’inserimento di nuovi istituti quali il bilancio partecipativo, i consigli comunali aperti oltre a una maggiore trasparenza nelle commissioni consiliari. Ora farà l’ iter previsto dal regolamento. Noi attivisti del movimento 5 stelle vigileremo e informeremo la cittadinanza, per garantire che nuove forme di partecipazione democratica dal basso siano finalmente una realtà anche nel nostro comune.

    Attivisti M5S di Lecce

    scansione verbale del 29.05.2014.pdf

    Maurizio Parisi che fa parte degli attivisti del M5S di Lecce mi chiede cosa ne penso del fatto che abbiano deciso di non ritenere ammissibile la discussione su un articolo della petizione:

    “La commissione di valutazione ha dichiarato la parziale ammissibilità del testo escludendo, dalla deliberazione del Consiglio comunale alla quale sarà sottoposta, l’art. che prevedeva l’estensione delle materie, sulle quali applicare gli istituti di democrazia diretta, a tutte quelle di competenza comunale, adducendo quale limite, l’art. 75 Costituzione.

    A ns. avviso non è corretto, perchè l’art. della Costituzione si riferisce al solo referendum abrogativo nazionale. E’ corretta questa interpretazione? cosa ci suggerisci di fare?

    Ti ringrazio Maurizio Parisi

    P.s.: per completezza di informazione ti riporto l’art. che abbiamo scritto sulla petizione, preso pari pari dal tuo testo “Strumenti di partecipazione e di democrazia diretta” : Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie di competenza del Consiglio Comunale e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione Europea. Ciascuna iniziativo o referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.”

    Penso che il fatto che ci siano limitazioni sulle materie su cui si può esercitare il referendum abrogativo nazionale nell’art. 75 della Costituzione non obbliga a fare la stessa cosa nei referendum degli enti locali. Per esempio, con sentenza del 2-12-2004 n.372 la Corte di cassazione ha stabilito che l’art.75 della Costituzione che prevede il quorum a livello nazionale non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali: quindi, a livello locale, l’applicazione del quorum, decisa dai rappresentanti locali, è una pura scelta politica. Ma in Italia (contrariamente ad esempio agli USA) una sentenza della Corte di Cassazione non crea giurisprudenza. Quindi bisognerebbe che gli amministratori di Lecce fossero così lungimiranti da introdurre l’articolo della petizione. E i nemici di questo articolo che chiedessero una sentenza della Corte di Cassazione. Solo così avremmo una risposta giuridica a questo problema di interpretazione.

    Quindi secondo me, per iniziare si può accettare che vengano discussi tutti gli altri articoli, ed in particolare l’abolizione del quorum dai referendum. Questo nell’immediato. Per il futuro, se avete energie e persone con competenze giuridiche che possano aiutarvi (penso ad esempio alla Senatrice M5S che citate che sicuramente può avvalersi di consulenti giuridici esperti e motivati) potreste tentare di far arrivare subito questa problematica alla Corte di Cassazione. In questo modo potreste aiutare il percorso nella vostra città, ma anche chiarire questo punto per tutti gli altri gruppi in Italia che portano avanti questa richiesta.


    COMUNICATO STAMPA DEL 22 APRILE SCORSO:

    Il M5S ha presentato il 22 aprile scorso presso la segreteria generale del Comune di Lecce, alla presenza della Senatrice Barbara Lezzi e di tanti attivisti proponenti, la petizione “DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE”. La Petizione, sottoscritta da circa 900 cittadini, intende modificare lo Statuto Comunale e il suo Regolamento.

    Propone l’istituzione di nuovi strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa già adottati in molti enti locali italiani ed europei. I promotori della Petizione sono convinti che accrescere la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica porti un vantaggio alla collettività e al bene comune a scapito degli interessi “privati”.

    I punti salienti della petizione riguardano: – l’abolizione del quorum per tutti i referendum popolari, – il bilancio partecipativo, – il consiglio comunale aperto – maggiore trasparenza riguardo le commissioni consiliari e le attività degli assessorati. La presenza di un “quorum” di fatto favorisce il boicottaggio dei quesiti referendari difendendo in tal modo gli interessi dei gruppi di potere interessati a non far scegliere e a non sviluppare il dibattito democratico tra i cittadini. Quindi, l’ abolizione rappresenterebbe una prospettiva differente della visione politica perchè stimolerebbe e premierebbe la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni democratiche della città.

    Si richiede anche: – la riduzione del numero di cittadini che possono proporre un referendum. Oggi è prevista la sottoscrizione del 20% del corpo elettorale, quasi 16mila firme, per quello abrogativo, – l’ampliamento delle materie sulle quali è possibile chiedere un referendum – la rapida attuazione dell’esito referendario entro 90 giorni. – maggiore trasparenza, in conformità con l’attuale legislazione in materia, attraverso l’utilizzo dello streaming, anche per le Commissioni Consiliari. – Consigli Comunali Aperti (per “aperti” si intende aperti agli interventi dei cittadini) su temi cruciali come in materia urbanistica ed economico/finanziaria. Non da ultimo la Petizione presentata richiede l’istituzione del Bilancio Partecipativo, ossia la possibilità che Cittadini possano intervenire nella gestione di parte delle risorse comunali, mettendo al centro gli interessi della collettività. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento.

  • Incontro sulla Democrazia Diretta a Trento 6 giugno 2014

    Giugno 8, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    trento 6-6-14

    bell’incontro organizzato dal m5s in cui ho facilitato “La Parola ai Cittadini” e mostrato la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo, Matteo Rigotti ha parlato della iniziativa comunale (trento) Quorum Zero (che come esito ha avuto l’abbassamento del quorum al 30% a livello comunale) e Alex Marini ha parlato della iniziativa Più Democrazia in Trentino di carattere provinciale, che sarà in discussione in Consiglio Provinciale il 15-16 luglio 2014 e su cui dovranno i consiglieri dovranno decidere se approvarla o cassarla o decidere di non decidere e quindi lasciare la parola ai cittadini tramite il voto referendario previsto dal regolamento in questo caso, e che però prevede oggi il quorum del 50%.

    Qui le proposte emerse:

    Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    Marianna Ridurre Inquinamento A22 e eliminare progetto TAV con referendum 39
    Renata Acqua non contaminata con Arsenico 34
    Giulio Dare priorità Bonifica siti contaminati Trento ex Sloi 33
    Matteo Introdurre Regolamento gestione condivisa beni comuni 31
    Lorenzo Contingentamento Teleriscaldamento a Biomasse 28
    Gianpiero Piste ciclabili e carrozzelle elettriche 26
    Vincenzo Area cani a Mattarello e provincia 25
    Lucia Microaree per i Rom 17

    Questo il file in excel:

    proposte Trento 06-06-14.xls

    Questa la presentazione mostrata:

    presentazione DD trento 06-06-14.pdf

    presentazione DD trento 06-06-14.ppt

    Aggiornamento:
    Nel frattempo Alex Marini ha preparato il resoconto della seduta in Prima commissione del Consiglio Provinciale di Trento di mercoledì scorso http://piudemocraziaintrentino.org/2014/06/08/rossi-si-nasconde-dietro-presunte-incompatibilita-statutarie/

  • Vignola (MO) 04/06/14: Apriamo il Municipio – Prove pratiche di democrazia diretta

    Giugno 3, 2014 // 0 Commenti

    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    vignola

    domani sera 4 giugno 2014 sarò a Vignola (MO) nella Piazza dei Contrari per la serata “Apriamo il Municipio – Prove pratiche di democrazia diretta” invitato dalla lista civica Vignola Cambia che questo fine settimana andrà al ballottaggio con il PD. Sul palco ci sarà anche il candidato sindaco delle liste civiche, Mauro Smeraldi. Utilizzerò il mio tempo per realizzare “La Parola ai Cittadini” dove i protagonisti saranno i cittadini e le loro proposte e poi presenterò gli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo.

    Aggiornamento 05-06-14

    Poi l’evento si è tenuto in Viale Mazzini invece che in Piazza dei Contrari, dove non era disponibile il necessario allacciamento elettrico per computer, proiettore e casse sonore. Circa 60 cittadini. Bella partecipazione. Il candidato sindaco Mauro Smeraldi, è sinceramente interessato a sviluppare la democrazia e la partecipazione. Già nel 2009 avevo fatto una serata sulla democrazia diretta con la sua lista civica che aveva 1 consigliere. Oggi va al ballottaggio. Nel suo programma ha scritto espressamente che introdurrà “La Parola ai Cittadini” oltre ai referendum senza quorum e ad altri strumenti di democrazia e partecipazione. Potrebbe essere la prima città al mondo con “La Parola ai Cittadini” istituzionalizzata. E si presenta al ballottaggio con il 33%, quindi con buona e realistica possibilità di essere eletto.

    vignola 04-06-14

    Queste le proposte emerse.

    0 Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    4 Maurizio Rendere adeguata la scuola media inferiore – strutture 54
    3 Mariapia Piste ciclabili per collegare luoghi 51
    5 Carlo Un progetto per gestire rifiuti centro storico 51
    6 Salvatore Turismo e vigore ciliegie 48
    9 Simona Una sede adeguata per SSP 47
    10 Luisa Arredo urbano centro storico più bello 46
    1 Monica Nuova palestra per le scuole superiori 40
    2 Mariagrazia Più parcheggi 32
    7 Simona Più divertimento a Vignola per i giovani 22
    8 Enrico Luoghi aggregazione x ragazzi

    Questo il file formato excel con le proposte:

    proposte vignola 04-06-14

    Questa la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo che ho mostrato a conclusione della serata.

    presentazione DD vignola 04-06-14.pdf

    presentazione DD vignola 04-06-14.ppt

  • Cristiano Zanella: portiamo la DEMOCRAZIA DIRETTA in Europa

    Maggio 23, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    cristiano zanella

    a queste elezioni europee si presenta come candidato nel m5s anche il trentino Cristiano Zanella, che è uno dei tre cittadini che nel 2011 hanno concretamente scritto la proposta di legge di iniziativa popolare del trentino per la democrazia diretta. Questi tre cittadini, Cristiano Zanella, Alex Marini e Stefano Longano facevano parte di vari gruppi ed associazioni che costituivano il Comitato Più Democrazia nel Trentino. Questa proposta di legge di iniziativa popolare ha raccolto più di 8000 firme in 3 mesi ed è stata depositata presso la Provincia di Trento dove sarà discussa tra pochi mesi.

    È una legge tra le più avanzate tra quelle immaginate e presentate in Italia e propone tutti gli strumenti migliori a disposizione dei cittadini che esistono nel mondo. I referendum propositivi e abrogativi senza quorum, l’obbligo di discussione delle iniziative popolari, il libretto informativo, i cittadini estratti a sorte per prendere le decisioni pubbliche, il voto elettronico.

    Ora la stessa persona che ha contribuito fortemente a scriverla, e che quindi ha approfondito tutti gli aspetti della democrazia diretta, può entrare nel parlamento Europeo e proporre la stessa cosa a livello europeo.

    Qui la proposta completa. Che è una lettura che consiglio a tutti gli appassionati di democrazia diretta.

    Questa la pagina FB di Cristiano Zanella

    https://www.facebook.com/pages/Cristiano-Zanella/1421279874805657

    Io non ho dubbi su chi votare!

  • Petizione sulla democrazia diretta presentata al comune di Lecce dal m5s

    Maggio 6, 2014 // 1 Commento

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    Postato in: democrazia diretta

    di Paolo Michelotto

    gli amici del m5s di Lecce mi hanno mandato questa email, che è un bellissimo esempio di ciò che qualunque gruppo può fare nella propria città. Se ognuno lo facesse, la consapevolezza dei nostri diritti aumenterebbe e un po’ alla volta, quando diventerà una opinione condivisa dalla maggioranza dei cittadini, sarà inevitabile che essa entri nelle istituzioni. Questo è un utilissimo passo per iniziare.

    petizione lecce

    Qui il comunicato ufficiale che mi ha inviato l’attivista Caterina Vitiello

    Martedi 22 aprile, la portavoce al senato del M5S  Barbara Lezzi isieme a tanti attivisti proponenti, hanno depositato la petizione “DEMOCRAZIA PARTECIPATA A LECCE”.

    La Petizione, sottoscritta da circa 900 cittadini, intende modificare lo Statuto Comunale e il suo Regolamento. Propone l’istituzione di nuovi strumenti di Democrazia Diretta e Partecipativa già adottati in molti enti locali italiani ed europei.

    I promotori della Petizione sono convinti che accrescere la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica porti un vantaggio alla collettività e al bene comune a scapito degli interessi “privati”.

    I punti salienti della petizione riguardano:
    - l’abolizione del quorum per tutti i referendum popolari,
    - il bilancio partecipativo,
    - il consiglio comunale aperto
    - maggiore trasparenza riguardo le commissioni consiliari e le attività degli assessorati.

    La presenza di un “quorum” di fatto favorisce il boicottaggio dei quesiti referendari difendendo in tal modo gli interessi dei gruppi di potere interessati a non far scegliere e a non sviluppare il dibattito democratico tra i cittadini.
    Quindi, l’ abolizione rappresenterebbe una prospettiva differente della visione politica perchè stimolerebbe e premierebbe la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni democratiche della città.

    Si richiede anche:
    - la riduzione del numero di cittadini che possono proporre un referendum. Oggi è prevista la sottoscrizione del 20% del corpo elettorale, quasi 16mila firme, per quello abrogativo,
    - l’ampliamento delle materie sulle quali è possibile chiedere un referendum
    - la rapida attuazione dell’esito referendario entro 90 giorni.
    - maggiore trasparenza, in conformità con l’attuale legislazione in materia, attraverso l’utilizzo dello streaming, anche per le Commissioni Consiliari.
    - Consigli Comunali Aperti (per “aperti” si intende aperti agli interventi dei cittadini) su temi cruciali come in materia urbanistica ed economico/finanziaria.

    Non da ultimo la Petizione presentata richiede l’istituzione del Bilancio Partecipativo, ossia la possibilità che Cittadini possano intervenire nella gestione di parte delle risorse comunali, mettendo al centro gli interessi della collettività. Le modalità di coinvolgimento della cittadinanza verranno stabilite con apposito regolamento.

    Qui il documento in formato .doc per chi vuole usarlo come esempio per la propria città:

    testo petizione democrazia diretta lecce

    Questo il loro spazio su FB
    https://www.facebook.com/m5sattivistilecce?fref=ts

    Qui di seguito il testo online: Leggi il resto »

  • Il libro “Il Bilancio Partecipativo” di Thomas Benedikter è disponibile online gratis

    Maggio 6, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: bilancio partecipativo

    di Paolo Michelotto

    il bilancio partecipativo thomas benedikter

    l’amico Thomas ha deciso di trasformare il suo libro cartaceo “Il Bilancio Partecipativo – Decidere sulle finanze del proprio comune – Un’introduzione” (scritto in Italiano, per chi fosse interessato esiste anche la versione in lingua tedesca) in formato digitale e lo ha reso disponibile gratuitamente.

    È un libro molto utile ed interessante per chi vuole iniziare ad approfondire la tematica del Bilancio Partecipativo.

    Buona lettura.

    Clicca qui sotto per scaricarti gratuitamente il libro!

    Il bilancio partecipativo (669)

    Clicca qui sopra per scaricarti gratuitamente il libro!

  • Serata sulla Democrazia Diretta con m5s di Levico (TN)

    Maggio 6, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    di Paolo Michelotto

    levico 02-05-2014

    bella e straordinaria serata a Levico (TN) per chiudere la campagna elettorale della lista m5s alle comunali.

    Un’intera serata dedicata alla democrazia diretta, con pochi minuti riservati al rappresentante eletto nel camera dei deputati Riccardo Fraccaro e i rappresentanti eletti alla provincia Filippo De Gasperi e Manuela Bottamedi e il candidato alle europee Cristiano Zanella.

    La prima parte della serata è stata dedicata alla sperimentazione concreta del metodo “La Parola ai Cittadini” per circa 1 ora. La seconda parte alla presentazione degli strumenti di democrazia diretta che funzionano nel mondo.

    Questi i temi emersi, discussi e votati:

    0 Nome Titolo proposta Voti ottenuti
    2 Mario Energia alternativa su edifici pubblici (permettere a privati e esempio del pubblico) 37
    6 Nicola Consiglio comunale in diretta web 35
    8 Antonio Mercato dei contadini km zero 34
    10 Paola Campi polivalenti liberi e gratuiti 32
    1 Luisella Stazione corriere che non c’è 28
    4 Serena Abolizione fuochi artificio durante l’estate 28
    5 Moira Area per i cani 27
    9 Nicola Strutture per accogliere turisti, aperte la sera 25
    7 Gianluigi Maggiore comunicazione scuole e luoghi di lavoro 17
    3 Ylenia Pulmini elettrici per il collegamento delle frazioni 14

    Qui il file del foglio elettronico:

    proposte Levico 02-05-14

    Qui la presentazione sulla democrazia diretta in pdf

    presentazione DD Levico (TN) 02-05-14

    Qui la presentazione sulla democrazia diretta in ppt (e quindi modificabile)

    presentazione DD Levico (TN) 02-05-14

    P.s. nelle elezioni di 2 giorni dopo il m5s ha avuto quasi il 7% dei voti ed ha eletto come consigliere comunale Maurizio Dal Bianco

  • serata sulla democrazia diretta Arco (TN) 20-02-14

    Febbraio 21, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, parola ai cittadini

    dd arco

    di Paolo Michelotto

    serata molto interessante sulla democrazia diretta, organizzata dal m5s di Arco. Durante “La Parola ai Cittadini” sono emerse proposte molto serie, fattibili, condivisibili e sane. L’essenza della democrazia, quando essa è esercitata direttamente dai cittadini.

    Queste le proposte emerse in ordine di votazione:

    Nome 	       Titolo proposta	                             Voti ottenuti
    manuel	       più assistenza ai disabili e agli anziani	        38
    anna	       punto riferimento per dare sostegno a donne stalkizzate	36
    stefano c.     nuovo asilo nido	                                        34
    ottavio	       creazione aree verdi	                                33
    michela	       turnover tra i comuni dei dirigenti tecnici	        33
    carmen	       Termo culletta per fototerapia per neonati	        33
    andrea	       viabilità	                                        31
    stefano	       wi fi libero sul territorio	                        29
    lorenza	       rifiuti porta a porta spinto	                        27
    giovanna       libreria vera e cinema vero	                        19

    Qui il file con il foglio di calcolo: proposte Arco 20-02-14

    Qui la presentazione sugli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo, proiettata nella seconda parte della serata:

    presentazione DD Arco (TN) 20-02-14 (formato ptt)

    presentazione DD Arco (TN) 20-02-14 (formato pdf)

  • Tre importanti novità sulla democrazia diretta dalla Sicilia di esempio per tutta l’Italia

    Gennaio 24, 2014 // 0 Commenti

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    Postato in: democrazia diretta, la giornata della democrazia

    di Paolo Michelotto

    la Regione Sicilia sta diventando un esempio per la democrazia diretta, grazie all’opera del Deputato Regionale m5s Giancarlo Cancelleri e dei suoi colleghi.

    giancarlo-cancelleri m5s

    1. grazie a una proposta fatta dal m5s Sicilia, nel 2014 tutti i comuni siciliani saranno obbligati a spendere il 2% delle somme trasferite dalla Regione (e sono ingenti, visto che si tratta di Regione a Statuto Speciale e i comuni ricevono i trasferimenti dalla Regione anzichè dallo Stato) utilizzando strumenti di democrazia partecipativa. E questo è un articolo della nuova finanziaria che è stata promulgata.

    CAPO III
    Disposizioni in materia di enti locali.

    Art. 6.

    Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni
    1. In attuazione delle prerogative statutarie in materia finanziaria è istituita a decorrere dal 2014, in favore dei comuni, una compartecipazione al gettito regionale dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Le risorse da assegnare ai comuni sono calcolate in ciascun anno applicando un’aliquota di compartecipazione al gettito dell’imposta sui redditi già IRPEF effettivamente riscossa in Sicilia nell’ultimo anno precedente all’esercizio di riferimento. L’aliquota di compartecipazione per il triennio 2014-2016 è pari al rapporto tra 350.000 migliaia di euro e l’ammontare dell’ IRPEF riscossa nel 2013. Il gettito così determinato è ripartito tra i singoli comuni in proporzione alla base imponibile IRPEF valida ai fini del calcolo dell’addizionale comunale all’IRPEF. Ai comuni è fatto obbligo di spendere almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune. A decorrere dal 2014 è, altresì, soppresso il fondo di parte corrente per le autonomie locali di cui all’articolo 45 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, e sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono riserve a valere sul medesimo fondo.

    2. Giancarlo Cancelleri ha depositato il 27-12-2013 la proposta di legge per introdurre il referendum propositivo senza quorum e con tutta una serie di caratteristiche che lo rendano uno strumento efficace ed utilizzabile dai cittadini (e anche dagli stranieri residenti da almeno 5 anni). Eliminazione quorum, referendum attivabile da 50000 cittadini o da 40 comuni o da un singolo cittadino che ottenga le firme di appoggio del 60% dei Deputati Regionali, possibilità di attivare e di votare un referendum anche per gli stranieri in regola residenti da almeno 5 anni, introduzione del referendum propositivo (con possibilità di votare un’articolato di legge o una proposta generica), referendum finanziario obbligatorio e facoltativo (come avviene in Svizzera), obbligo di invio di opuscolo informativo, possibilità del comitato referendario di avvalersi della consulenza degli uffici regionali.

    3. Giancarlo Cancelleri ha depositato sempre il 27-12-13 la proposta di legge per permettere la raccolta elettronica delle firme per avviare un referendum o una iniziativa di legge popolare, come esiste già oggi nella UE per l’Iniziativa dei Cittadini Europei. E che non esiste da nessuna parte in Italia, tranne che nella Provincia di Bolzano. Chi ha raccolto firme autenticate per i referendum sa bene la fatica e il tempo necessario. Questo metodo permetterebbe una raccolta più facile ma sempre autenticata e certificata. La democrazia ne trarrebbe un grande vantaggio.

    Le proposte dei punti 2 e 3 sono state discusse durante La Giornata della Democrazia Siciliana dell’8 dicembre 2013

    Qui i file in formato doc depositati all’Assemblea Regione Sicilia ARS

    DDL raccolta firme elettronica-1

    DDL Referendum propositivo-1

    Per trovare questi due ddl nel sito dell’ARS, bisogna andare in questo link:

    http://www.ars.sicilia.it/home/cerca/221.jsp

    ed inserire come primo firmatario il nome Giovanni Carlo Cancelleri. Purtroppo per come è fatto quel sito, non si può conservare un link diretto al DDL trovato. Comunque sono i due DDL presentati da Cancelleri il 27-12-13.

    Qui di seguito il testo per esteso dei due interessantissimi disegni di legge sulla democrazia diretta linkati sopra:

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